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Come si applica l’imposta di donazione

30 Settembre 2019
Come si applica l’imposta di donazione

Regali somme di denaro, case e altri immobili: come funziona l’imposta sulle donazioni, l’aliquota, le franchigie e il coacervo. Non tassabili le donazioni indirette. 

Come dice la parola stessa, l’imposta di donazione – o “sulle donazioni” – colpisce gli “atti a titolo gratuito”, quelli cioè a fronte dei quali non è dovuta alcuna controprestazione o corrispettivo. L’imposta ha ad oggetto non solo le somme di denaro, ma qualsiasi altro bene mobile o immobile.

Come vedremo a breve, però, non hai nulla da temere se tua nonna ti regala un libretto di risparmio o se fai un bonifico di 10mila euro sul conto di tua moglie. Non devi neanche aspettarti un accertamento dell’Agenzia delle Entrate se tuo padre ti intesta una casa o se ti consegna un assegno con la caparra da versare al costruttore. Come mai? Per comprenderlo, devi sapere come si applica l’imposta di donazione. Si tratta di regole molto semplici che può capire anche chi non è esperto di diritto tributario. Procediamo allora con ordine e scopriamo come funziona l’imposta di donazione.

Ricorda, però, di leggere anche la nostra guida operativa sulle Donazioni in denaro a familiari che ti dirà, invece, come muoverti per non incontrare problemi, sia di carattere fiscale, che ereditario.

Imposta di donazione: a quanto ammonta?

A differenza di gran parte delle altre tasse, l’imposta di donazione non è sempre uguale: la sua aliquota varia a seconda di chi esegue la donazione. Inoltre, se la donazione viene fatta tra familiari l’imposizione fiscale scatta solo al superamento di determinati importi (cosiddette franchigie). Ecco allora uno schema riassuntivo.

Donazioni tra marito e moglie

Nelle donazioni tra coniugi, l’imposta scatta solo se il valore della donazione supera 1 milione di euro. Sulla parte eccedente tale franchigia, l’aliquota è del 4%.

Marco regala alla moglie Maria un’auto. Il valore del veicolo è di 20mila euro. Maria non dovrà pagare alcuna imposta.

Luigi intesta alla moglie una casa del valore di 1.200.000 euro. L’imposta sarà del 4% su 200mila ossia 8mila euro.

Donazioni tra genitori e figli

Come nelle donazioni tra coniugi, anche in quelle tra genitori e figli si applica una franchigia di 1 milione di euro. L’imposta è del 4% sul valore del bene o del denaro che eccede tale tetto.

Il padre di Luigi regala al figlio 1.500.000 euro. Luigi pagherà il 4% di 500mila euro.

La stessa regola vale anche per figli adottivi e nati fuori dal matrimonio.

Donazioni tra nonni e nipoti o tra altri ascendenti 

Anche in questo caso, si applica l’aliquota del 4% al superamento della franchigia di 1 milione di euro.

Donazioni tra fratelli e sorelle

Qui, l’aliquota è del 6% e si applica solo sulla parte che eccede 100mila euro (franchigia).

Settimio regala alla sorella Ottavia un appartamento del valore di 200mila euro. Ottavia pagherà l’imposta di donazione su 100mila euro soltanto, pari a 6mila euro.

Donazioni tra altri parenti 

Nel caso di donazioni tra parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado, l’aliquota è sempre del 6%, ma non sono previste franchigie. Per cui, l’imposta scatta anche per una donazione di modico valore.

Donazioni tra amici e altri soggetti non parenti

Qui, l’aliquota è dell’8% e non sono previste franchigie.

Tullio regala all’amico Matteo mille euro per aiutarlo in un momento di difficoltà. Matteo dovrebbe dichiarare l’importo al fisco e pagare l’8% di tassa di donazione, ossia 80 euro.

Quindi, anche se non lo hai mai fatto sino ad ora, se un amico ti regala 10 euro dovresti dichiararle al fisco e pagare l’imposta di donazione.

Donazioni a soggetti portatori di handicap

Per i portatori di handicap è previsto un regime di maggior favore. Per essi, è sempre prevista una franchigia di 1,5 milioni di euro. L’aliquota dipende dal grado di parentela tra il donante e il donatario, secondo lo schema appena visto. Così, se il donante è il genitore, l’aliquota è del 4%; se è il fratello è del 6%; se è un estraneo è dell’8%.

COME SI CALCOLA L’IMPOSTA DI DONAZIONE

Le aliquote e le franchigie dell’imposta di donazione applicabili a seconda del tipo di parentela che lega il donante al donatarioGrado di parentela
Franchigia in euroAliquota
Coniuge, genitori, figli e rispettivi ascendenti e discendenti in linea retta, adottanti e adottati, affilianti e affiliati1.000.0004%
Fratelli e sorelle100.0006%
Altri parenti fino al 4° grado,affini in linea retta e affini – in linea collaterale fino al 3° grado6%
Altri soggetti8%
Portatori di handicap1.500.0004%, 6% o 8%: aliquota applicata in base alla parentela

Imposta di donazione: come funziona

Il calcolo della franchigia non si fa tenendo conto della singola donazione, ma di tutte le donazioni ricevute, dalla stessa persona, nell’arco della vita. Questo meccanismo, detto coacervo, serve ad evitare frodi al fisco. Difatti, un padre che voglia regalare al figlio una casa di 900mila euro e una somma in denaro di 400mila euro, potrebbe farlo in due atti successivi in modo da eludere la franchigia. Entrambi i regali infatti sono al di sotto di 1 milione di euro. Invece, essi vanno sommati. Per cui il figlio dovrà corrispondere l’imposta su 300mila euro (900+400= 1.300.000 euro, di cui 1 milione assorbito dalla franchigia).

Quando, infatti, si effettua una donazione il testo unico dell’imposta di successione e donazione impone di cumulare il valore della donazione con il valore di eventuali precedenti donazioni intercorse tra il medesimo donante e il medesimo donatario.

Se il genitore Luca dona al figlio Giovanni la somma di denaro di 3 milioni di euro, questa attribuzione paga l’imposta di donazione con l’aliquota del 4% da applicare al valore di 2 milioni di euro (e quindi paga un’imposta di 80mila euro) in quanto il primo milione resta esente da imposizione per effetto, appunto, della franchigia esente da imposizione.

Ora, se la predetta donazione del valore di euro 3 milioni fosse, invece, “spacchettata” in tre diverse donazioni (anche stipulate nella medesima data, l’una di seguito all’altra), si avrebbe il vantaggio dell’applicazione della franchigia di euro 1 milione per tre volte, con il risultato pratico che per nessuna di queste donazioni si pagherebbe alcuna imposta, perché tutte di valore compreso nell’ambito della franchigia esente.

Donazioni indirette e imposta

Sulle donazioni indirette, non si paga l’imposta sulle donazioni. Che significa? Se tuo padre, con l’intenzione di comprarti una casa, versa sul tuo conto corrente 300mila euro o se li dà direttamente al venditore, sta facendo una «donazione indiretta»: lo scopo, infatti, non è regalarti i soldi ma, indirettamente, la casa.

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno detto che la donazione indiretta non richiede né il notaio né il versamento dell’imposta. Ma solo a condizione che il successivo atto di acquisto (ad esempio il rogito per la compravendita di un immobile) indichi chiaramente la provenienza del denaro. In buona sostanza, bisognerà specificare, nell’atto di acquisto, che l’acquirente sta pagando con denaro pervenutogli dal donante.



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