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Spese mediche: ultime sentenze

24 Ottobre 2019
Spese mediche: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: rimborso delle spese mediche; prognosi sulla durata della vita dello specifico soggetto danneggiato; danno futuro causato da invalidità permanente; risarcimento del danno; parziale rimborso delle spese mediche da parte dell’Usl; aggravamento di spese non liquidabili per il risarcimento da sinistro stradale; garanzie previste dalla polizza infortuni.

Diritto al rimborso delle spese mediche

È legittimo il diritto al rimborso delle spese mediche, nell’urgenza e impossibilità di ottenere il medesimo trattamento presso centri italiani, costituendo jus receptum il principio secondo cui con riguardo all’assistenza sanitaria indiretta per ricoveri ospedalieri all’estero il rimborso delle spese sostenute per cure mediche e chirurgiche è possibile, in mancanza di preventiva autorizzazione, solo a condizione dell’eccezionale gravità ed urgenza delle cure stesse.

Cassazione civile sez. lav., 16/07/2019, n.19024

Spese mediche per assistenza fisioterapica

In tema di danno futuro causato da invalidità permanente, ai fini della liquidazione rileva non la speranza di vita media nazionale ma la prognosi di durata della vita dello specifico soggetto danneggiato.

(In applicazione del principio, la S.C., in fattispecie nella quale il danneggiato aveva chiesto il risarcimento dei danni patrimoniali conseguenti ad un sinistro stradale in cui era rimasto coinvolto riportando gravi lesioni personali, ha ritenuto esente da critiche la sentenza che aveva proceduto alla liquidazione moltiplicando l’importo annuale delle spese mediche dovute per assistenza fisioterapica per la prognosi di durata della vita, calcolata in misura pari a 35 anni).

Cassazione civile sez. VI, 30/04/2019, n.11393

Erogazioni per viaggi di cura e spese mediche

In tema di risarcimento del danno, il giudice, in presenza di sinistri che abbiano costretto il leso ed i suoi familiari a numerosi e ripetuti ricoveri, purché questi ultimi siano documentati, può liquidare il pregiudizio consistito nelle erogazioni per viaggi di cura e spese mediche anche in assenza della prova dei relativi esborsi, ai sensi dell’art. 1226 c.c.

Cassazione civile sez. III, 27/03/2019, n.8442

Danno non patrimoniale: è soggetto all’onere di allegazione?

Il danno non patrimoniale è soggetto all’onere di allegazione e che il c.d. “danno riflesso” lamentato dall’attrice non concerneva affetti lesivi diretti del fatto illecito ma “un coacervo di profili di tipo ‘esistenziale’, perché il pregiudizio lamentato è costituito dalle nuove e penose condizioni di vita che l’attrice si è trovata ad affrontare dopo il sinistro” nel cui contesto si collocava “anche la situazione di stress su cui parte attrice fonda la richiesta di risarcimento di uno specifico ‘danno psicofisico’ e delle correlate spese mediche.

Corte appello Milano sez. IV, 20/03/2019, n.1205

Rimborsi per le spese mediche sostenute all’estero: controbersia

Sulle controversie aventi ad oggetto i rimborsi per le spese mediche sostenute all’estero, e sulla relativa autorizzazione, sussiste la giurisdizione amministrativa, atteso che tale autorizzazione non discende dalla richiesta del paziente interessato, ma da una valutazione tecnica, basata su apprezzamenti complessi, resi da organismi con appropriata composizione.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 19/03/2019, n.3648

Spese mediche non coperte dal Servizio sanitario nazionale

La mera circostanza per la quale la moglie richiedente assegno divorzile sia ricoverata in una struttura pubblica che le fornisce vitto e alloggio non annulla le esigenze di vita della stessa (nel caso di specie il tribunale ha riconosciuto alla richiedente, seppur ricoverata in struttura sanitaria, il chiesto assegno divorzile, evidenziandone la natura assistenziale, sul presupposto che la richiedente avesse elencato le spese che ordinariamente sosteneva – spese mediche non coperte dal SSN, spese fisse di lavanderia, di acquisto del vestiario, delle scarpe, della biancheria o gli esborsi per parrucchiera, estetista e per l’acquisto delle ricariche telefoniche -, rispetto alle quali le risorse a sua disposizione derivanti dalla pensione mensile non potessero essere considerate totalmente sufficienti).

Tribunale Cagliari sez. I, 13/02/2019, n.351

Assicurazione per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali

L’accoglimento della domanda di surroga proposta dall’Inail nei confronti del terzo responsabile di un infortunio per gli importi pagati a titolo di incremento della rendita per danno patrimoniale presunto presuppone, diversamente che per le somme pagate dall’Ente a titolo di indennità giornaliera e di anticipazione delle spese mediche, l’accertamento che la vittima abbia effettivamente patito un danno civilistico alla capacità di lavoro; occorre, quindi, dimostrare lo svolgimento, al momento dell’infortunio, di un’attività produttiva di reddito ed il venir meno della capacità generica di attendere ad altri lavori confacenti alle attitudini personali, essendo a tali fini irrilevante che la vittima, avendo continuato a ricevere la retribuzione durante l’assenza dal lavoro, non abbia richiesto il risarcimento al responsabile.

Cassazione civile sez. lav., 10/09/2018, n.21961

Ente gestore dell’assicurazione sociale

L’ente gestore dell’assicurazione sociale ha sempre diritto di surrogarsi nei confronti del terzo responsabile di un infortunio per le somme pagate a titolo di indennità giornaliera e per quelle anticipate a titolo di spese di cura, non rilevando che la vittima dell’illecito non abbia patito alcun pregiudizio alla capacità di lavoro, né altri pregiudizi patrimoniali (nella specie, il ricorso per cassazione censurava soltanto l’esclusione della surrogazione per le somme erogate a titolo di spese mediche ed è stato accolto in tali limiti).

Cassazione civile sez. VI, 12/02/2018, n.3296

Assistenza sanitaria indiretta

Con riguardo all’assistenza sanitaria indiretta per ricoveri ospedalieri all’estero, quale disciplinata in generale dal D.M. sanità 3 novembre 1989 (poi modificato dal D.M. sanità 30 agosto 1991), la cui violazione è censurabile in cassazione stante il carattere normativo del decreto, il rimborso delle spese sostenute per cure mediche e chirurgiche è possibile, in mancanza di preventiva autorizzazione, solo a condizione dell’eccezionale gravità ed urgenza delle cure stesse.

Cassazione civile sez. lav., 18/06/2012, n.9962

Cure necessarie al recupero della capacità lavorativa

In tema di cure necessarie al recupero della capacità lavorativa ex art. 86 del d.P.R. n. 1124 del 1965, non è dovuto il rimborso delle spese mediche e protesiche sostenute in relazione ad un infortunio sul lavoro, ai sensi del successivo art. 88 del medesimo d.P.R., quando si tratta di spese meramente preventivate e non ancora sostenute.

Cassazione civile sez. lav., 29/01/2020, n.2012

Spese di ospedalizzazione e cure mediche

In tema di IVA, ai sensi dell’art. 19, comma 2, del d.P.R. n. 633 del 1972, l’operatore economico che abbia acquistato beni e servizi destinati, in via esclusiva, alla realizzazione di operazioni “esenti o non imponibili” (nella specie, spese di ospedalizzazione e cure mediche), assume, ai fini fiscali, la posizione del consumatore finale, non insorgendo a suo favore nè il diritto alla detrazione nè quello, alternativo, al rimborso dell’IVA a monte, liquidata nella fattura passiva e versata in rivalsa al cedente/prestatore.

Cassazione civile sez. trib., 26/08/2015, n.17169

Sinistro stradale: rimborso delle spese mediche

In caso di responsabilità esclusiva del convenuto dell’incidente, l’attore vittima del sinistro ha diritto, oltre al risarcimento dei danni subiti, anche al rimborso delle spese mediche e non, prodotte in corso di causa, considerato che esse sono adeguate e connesse all’evento, e quindi liquidabili ex art. 1223 c.c. come conseguenza diretta e immediata. Non è dubitabile che rientrino nel concetto di spesa adeguata quelle anche di acquisto di auto speciale, e di ristrutturazione dell’immobile per adeguarlo alle condizioni attoree. E anche per l’acquisto di montascale. Lo stesso per le spese di taxi.

Tribunale Monza sez. II, 30/11/2015, n.2966

Cure ospedaliere nello Stato membro

Se le cure ospedaliere non possono essere prestate in tempi ragionevoli nel proprio Stato membro a causa della mancanza di farmaci e materiali medici di prima necessità, in base al Regolamento (Cee) n. 1408/71 lo Stato di residenza non può negare al cittadino l’autorizzazione a recarsi nel territorio di un altro Stato membro per ricevere le cure adeguate al proprio stato di salute, con il relativo rimborso delle spese mediche sostenute.

La valutazione circa l’impossibilità della prestazione deve essere effettuata, da un lato, rispetto al complesso degli istituti ospedalieri dello Stato membro idonei a prestare le cure; dall’altro, rispetto al tempo entro il quale le cure medesime possono essere prestate tempestivamente.

(Nel caso di specie, una donna rumena che soffriva di una grave patologia cardiovascolare dopo essere stata ricoverata presso un istituto specializzato di Timisoara aveva deciso di recarsi in Germania per sottoporsi a un intervento a cuore aperto per via della carenza delle condizioni materiali della struttura ospedaliera rumeno, vedendosi negare però l’autorizzazione dal proprio Stato membro).

Corte giustizia UE sez. III, 09/10/2014, n.268

Situazione d’urgenza: spese mediche sostenute all’estero 

In presenza di una situazione d’urgenza, la posizione giuridica soggettiva dell’assistito in ordine al rimborso delle spese mediche sostenute all’estero ha natura di diritto soggettivo perfetto, trattandosi di diritto assoluto della persona, nella specie del diritto primario e fondamentale alla salute garantito dall’art. 32 cost., in quanto tale non suscettibile di essere degradato da eventuali provvedimenti negativi dell’Autorità amministrativa; pertanto le relative controversie spettano alla cognizione del giudice ordinario, e ciò ancorché detti provvedimenti siano frutto del necessario contemperamento di detto diritto con altri interessi anch’essi costituzionalmente garantiti, come le risorse disponibili del S.s.n., nei limiti fissati da leggi, regolamenti ed atti amministrativi generali.

Consiglio di Stato sez. III, 11/07/2011, n.4156

Diritto al rimborso delle spese mediche sostenute all’estero

La clausola di rinuncia ad ogni altra pretesa derivante dall’evento dannoso, apposta dai genitori della minore nella transazione stipulata con l’ASL per il risarcimento del danno da quest’ultima sofferto a causa della gravissima patologia alla quale era affetta al momento della nascita, non preclude il diritto al rimborso delle spese mediche sostenute all’estero per la terapia della minore ed infatti l’autorizzazione della cura all’estero, pur risolvendosi in un esborso e non nella mera prestazione del servizio, in nulla differisce dall’assistenza comunque dovuta dal Servizio Sanitario alla persona, in ragione del diritto garantito dall’art. 32 Cost. ed assegnato ex lege ad ogni cittadino e non cittadino che abbia titolo di residenza nello Stato che ne abbia bisogno.

Cassazione civile sez. lav., 29/04/2019, n.11354

Riconoscimento del diritto al rimborso delle spese mediche sostenute all’estero

Ai fini del riconoscimento del diritto al rimborso delle spese mediche sostenute all’estero, rileva, oltre all’urgenza ed alla situazione di indigenza dell’istante, il fatto che il trattamento non sia ottenibile in centri del S.s.n.

Cassazione civile sez. lav., 19/01/2018, n.1391

Polizza infortuni: diaria da ricovero, gessatura e rimborso spese mediche

Quando in una polizza infortuni non è previsto il cumulo delle altre garanzie previste dalla polizza (quali la diaria da ricovero, la gessatura e il rimborso spese mediche) con l’indennità per invalidità permanente o l’esclusione dei relativi indennizzi nel caso di rotture sottocutanee di tendini, va applicato il suddetto cumulo in quanto, ex art. 1370 c.c., le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari predisposti da uno dei contraenti s’interpretano, nel dubbio, a favore dell’altro (nella specie si trattava di rottura sottocutanea del tendine di Achille previsto di liquidazione solo con la corresponsione dell’indennità per invalidità permanente).

Tribunale Savona, 18/12/2017

Spese mediche in parte rimborsate dall’Usl nell’anno successivo

In tema di imposte sui redditi, il contribuente che abbia sostenuto delle spese mediche in un determinato anno di imposta e ne abbia ottenuto un parziale rimborso da parte della USL nell’anno successivo, non può dedurre le spese effettivamente rimaste a suo carico in detto ultimo anno di imposta, non essendogli consentito dalla scansione dei periodi di imposta prevista dall’art. 7 del d.P.R. n. 917 del 1986 – il quale recita, con riguardo ai redditi delle persone fisiche, che “l’imposta è dovuta per anni solari, a ciascuno dei quali corrisponde un’obbligazione tributaria autonoma…” – di imputare ad altra annualità un diverso conteggio (ottenuto con la sottrazione del rimborso dalle spese effettivamente rimaste a suo carico), estraneo alla situazione reddituale complessiva dell’anno in cui le spese in questione erano state sostenute.

Cassazione civile sez. trib., 20/07/2018, n.19385

Rimborso delle spese mediche e chirurgiche non autorizzate

Nella Regione Campania, ai sensi della l. rg. 8 marzo 1985 n. 12, legittimamente viene negato il rimborso delle spese mediche e chirurgiche non autorizzate affrontate in una casa di cura non convenzionata con il S.S.N., ove non sia stata dimostrata l’indifferibilità e l’urgenza della prestazione, tale da far escludere la possibilità di rispettare l’iter procedurale autorizzato previsto dalla normativa regionale.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. V, 13/04/2012, n.1729



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