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Schizofrenia: ultime sentenze

5 Ottobre 2019
Schizofrenia: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: schizofrenia; interdizione dovuta ad una schizofrenia di tipo disorganizzato; amministrazione di sostegno; requisiti di ammissione ai concorsi pubblici; misure di sicurezza personali non detentive; accoglimento della richiesta di assegno per nucleo familiare per la presenza di un figlio maggiorenne con schizofrenia.

Il giudice è tenuto ad accertare d’ufficio l’incapacità di partecipare al processo dell’imputato interdetto? È responsabile di omicidio colposo lo psichiatra che non ha prescritto un’adeguata terapia alla paziente schizofrenica?  Scoprilo nelle ultime sentenze sulla schizofrenia.

Interdizione dell’imputato e partecipazione al processo

L’interdizione dell’imputato non comporta di per sé l’obbligo del giudice di accertarne d’ufficio l’incapacità di partecipare coscientemente al processo e di disporre la sospensione di cui all’art. 70 cod. proc. pen., in quanto l’interdizione presuppone l’incapacità di provvedere ai propri interessi ed il procedimento penale può svolgersi anche quando il soggetto, ancorché non in grado di curare i propri interessi e giudizialmente interdetto, appaia cosciente dello svolgimento del procedimento in modo da potere, con l’ausilio tecnico del difensore, esserne consapevole protagonista.

(In applicazione di tale principio la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di condanna dell’imputato, già sottoposto nel corso del giudizio di primo grado a perizia che aveva accertato un ritardo mentale lieve non inficiante la sua capacità di partecipare coscientemente al processo, in quanto, a seguito della successiva interdizione dovuta ad una schizofrenia di tipo disorganizzato, nel giudizio di appello, celebrato ad anni di distanza da quello di primo grado, non era stato disposto un nuovo necessario accertamento ai sensi dell’art. 70 cod. proc. pen.).

Cassazione penale sez. VI, 25/10/2017, n.2677

Psichiatra: quando è responsabile di omicidio colposo?

Il medico psichiatra è titolare di una posizione di garanzia che comprende un obbligo di controllo e di protezione del paziente, diretto a prevenire il pericolo di commissione di atti lesivi ai danni di terzi e di comportamenti pregiudizievoli per se stesso.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure l’affermazione di responsabilità per il reato di omicidio colposo di un medico del reparto di psichiatria di un ospedale pubblico per il suicidio di una paziente affetta da schizofrenia paranoie cronica, avvenuto qualche ora dopo che la paziente, presentatasi in ospedale dopo avere ingerito un intero flacone di Serenase, era stata dimessa dal medico, senza attivare alcuna terapia e alcun meccanismo di controllo) .

Cassazione penale sez. IV, 18/05/2017, n.43476

Lesioni causate dal soggetto schizofrenico al personale dell’ambulanza 

Il medico psichiatra che, avendo in cura un soggetto affetto da malattia mentale (nella specie, schizofrenia), il quale abbia poche ore prima dato luogo a manifestazioni di pericolosità, decida di disporre il suo trasferimento ad altra struttura meglio attrezzata, da effettuarsi mediante autoambulanza, è penalmente responsabile, a titolo di colpa, delle lesioni riportate dal personale della medesima autoambulanza a seguito di un incidente stradale cagionato dalla perdita di controllo del veicolo da parte del conducente, a sua volta dovuta ad improvvise manifestazioni di aggressività da parte del malato, a fronte della cui prevedibilità il medico non aveva disposto o suggerito alcuna adeguata misura precauzionale.

Cassazione penale sez. IV, 20/01/2017, n.6380

Agenti e funzionari di Polizia di Stato: requisiti di idoneità fisica, psichica e attitudinale

Il regolamento concernente i requisiti di idoneità fisica, psichica e attitudinale, di cui devono essere in possesso i candidati ai concorsi per l’accesso ai ruoli del personale della Polizia di Stato e gli appartenenti ai predetti ruoli, approvato con d.m. 30 giugno 2003 n. 198, nell’indicare alla Tabella 1, in attuazione degli art. 3 e 6, le cause di non idoneità per l’ammissione ai concorsi pubblici di accesso, menziona (al punto 8, lett. b) i “disturbi mentali: disturbi mentali dovuti a malattie mediche generali; disturbi d’ansia attuali o pregressi; disturbi somatoformi e da conversione attuali o pregressi; disturbi fittizi e da simulazione attuali o pregressi; schizofrenia ed altri disturbi psicotici attuali o pregressi; disturbi dell’umore attuali o pregressi; disturbi dissociativi attuali o pregressi; disturbi sessuali e disturbi dell’identità di genere attuali o pregressi; disturbi del sonno attuali o pregressi; ritardo mentale; disturbi da tic; disturbi dell’adattamento; problemi relazionali a rilevanza clinica; disturbi di personalità; disturbi del controllo degli impulsi attuali o pregressi; disturbi della condotta alimentare attuali o pregressi”; di conseguenza, indipendentemente dalla gravità o meno della patologia riscontrata all’agente di Pubblica sicurezza, la semplice sussistenza di una di tali patologie poteva condurre ad escludere la possibilità per lui di proseguire il rapporto con la Polizia di Stato.

Consiglio di Stato sez. III, 28/12/2016, n.5512

Schizofrenia indifferenziata: cure e trattamenti sanitari

Qualora una persona ultracinquantenne (di sesso maschile) sia priva di fissa dimora, affetta da “schizofrenia indifferenziata” e con “disturbo di personalità Cluster B”, nonché più volte, da tempo, ricoverata in ospedali psichiatrici (nei cui locali la persona predetta ha trovato una temporanea alternativa abitativa), dedita all’alcool, attualmente ricoverata in un reparto ospedaliero di diagnosi e cura, titolare di una assai misera pensione mensile, da lei sovente dilapidata per l’acquisto di bevande alcooliche, bisognosa di un processo di risocializzazione con l’ausilio dei Servizi sociosanitari, perché incapace di provvedere in alcun modo ai propri interessi, essa va con urgenza tutelata con la nomina di un amministratore di sostegno, al quale vanno affidate, dal g.t., adeguate, minuziose, dettagliate prescrizioni cautelative, nonché vincoli e limiti ben precisi di autonomia con l’incarico, altresì, di riferire periodicamente al g.t. medesimo sulle condizioni di vita e di salute del beneficiario.

Tribunale Modena, 31/10/2014

Colpa professionale del medico

In tema di colpa professionale del medico, il principio civilistico di cui all’art. 2236 c.c. che assegna rilevanza soltanto alla colpa grave può trovare applicazione in ambito penalistico come regola di esperienza cui attenersi nel valutare l’addebito di imperizia, qualora il caso concreto imponga la soluzione di problemi di speciale difficoltà ovvero qualora si versi in una situazione di emergenza, in quanto la colpa del terapeuta deve essere parametrata alla difficoltà tecnico-scientifica dell’intervento richiesto ed al contesto in cui esso si è svolto.

Ne consegue che non sussistono i presupposti per parametrare l’imputazione soggettiva al canone della colpa grave ove si tratti di casi non difficili e fronteggiabili con interventi conformi agli standard.

(In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di merito ha affermato la sussistenza della responsabilità, ex art. 589 c.p. del direttore sanitario di una casa di cura – nei confronti di un degente affetto da schizofrenia caduto da una finestra – il quale, nonostante la condizione del paziente fosse macroscopicamente peggiorata e gli fosse nota la necessità di nuove iniziative terapeutiche ed assistenziali, si astenne dal porre in essere le relative iniziative, di cui, peraltro, egli stesso aveva dato conto nel corso di un “briefing”).

Cassazione penale sez. IV, 22/11/2011, n.4391

Libertà vigilata

In tema di applicazione di misure di sicurezza per l’infermo di mente, il giudice non è obbligato ad applicare la misura detentiva ma deve valutare se una misura più elastica e non segregante quale la libertà vigilata con prescrizioni sia più opportuna al caso concreto e si riveli capace di soddisfare le esigenze di cura e di tutela della collettività.

(Nel caso di specie la libertà vigilata con prescrizioni è stata ritenuta idonea per un soggetto infermo di mente giudicato totalmente incapace di intendere e volere in quanto affetto da schizofrenia paranoide cronica).

Tribunale Como, 19/10/2011, n.1217

Dipendente comunale invalido al 50 % per schizofrenia

L’assunzione di fatto di una posizione di garanzia può prescindere dalla presenza di un rapporto gerarchico tra il garante di fatto ed il soggetto garantito.

(Fattispecie nella quale un dipendente comunale aveva impartito ad altro dipendente comunale – invalido al 50 % per schizofrenia – disposizioni di salire a bordo di un motoveicolo per procedere alla potatura di siepi alte, in luogo di utilizzare i ponteggi fissi in dotazione, ed aveva poi messo in movimento il motoveicolo senza controllare che il tagliasiepi fosse spento: il secondo aveva perso l’equilibrio, ed entrando in contatto con la lama dell’attrezzo si era tagliato un dito).

Cassazione penale sez. IV, 12/05/2011, n.24544

Assegno per nucleo familiare per figlio maggiorenne con inabilità

Va accolta la richiesta di assegno per nucleo familiare per presenza di figlio maggiorenne con inabilità (schizofrenia) a dedicarsi a un proficuo lavoro nella misura dell’80%, in quanto la normativa richiede la sussistenza del requisito inabilità duratura e tendenzialmente completa e non la presenza di inabilità al 100%, essendoci diversità dei parametri legali per determinare l’inabilità a proficuo lavoro rispetto a quelli dell’invalidità civile.

Corte Conti, (Veneto) sez. reg. giurisd., 17/05/2010, n.299

Cittadina extracomunitaria affetta da schizofrenia paranoide

L’amministrazione di sostegno può avere ad oggetto il compimento, nell’interesse del beneficiario altrimenti impossibilitato a causa della patologia dalla quale è affetto, di atti volti ad impugnare i provvedimenti amministrativi di allontanamento e/o espulsione dal territorio dello Stato italiano adottati nei suoi confronti.

(Nella specie si trattava di cittadina extracomunitaria affetta da schizofrenia paranoide, perciò impossibilitata a compiere, non comprendendone significato e rilievo, l’impugnazione – peraltro entro un’imminente scadenza – del decreto di espulsione emesso nei suoi confronti).

Tribunale Modena, 20/07/2009

Privazione della piena discrezione di giudizio

Stadi patologici quali la nevrosi, la depressione, la schizofrenia, la psicosi privano la persona della piena discrezione di giudizio.

Tribunale reg. Canonico, (Calabria), 30/05/2009


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