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Funerale: come scaricare le spese dalle tasse

10 Aprile 2018
Funerale: come scaricare le spese dalle tasse

Spese funebri: vediamo come funziona la detrazione per il 2018 e chi può beneficiarne, quali gli importi, i limiti di spesa e come fare per scaricare le spese del funerale dalle tasse

Da che mondo è mondo, non si muore gratis. Le spese funebri, al contrario, costano caro. Tuttavia, c’è la possibilità di detrarre dalle tasse le spese sostenute per un funerale. Vediamo allora come funziona la detrazione per il 2018 e chi può beneficiarne, quali gli importi, i limiti di spesa e come fare per scaricare le spese del funerale dalle tasse. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Spese funebri: sgravi  e detrazioni

Cominciamo innanzitutto con il dire che, a partire dalla scorsa dichiarazione dei redditi, anche le spese funebri sostenute dai contribuenti sono inserite direttamente dall’Agenzia delle Entrate nel modello 730 precompilato insieme alle spese mediche e sanitarie e quelle relative all’istruzione. Dunque, anche le spese funebri rientrano nell’elenco delle detrazioni fiscali da indicare nel modello 730/2018.

Ciò posto, vediamo a quanto ammonta la detrazione, chi può beneficiarne e quali gli importi ed i limiti di spesa.

Detrazione spese funebri 2018: chi può beneficiarne

Prima di comprendere a quanto ammonta la detrazione per le spese funebri, vediamo chi può beneficiarne, chi cioè può scaricare dalle tasse le spese sostenute per un funerale.

Ebbene, sul punto è importante sapere che a partire dal 2016 è stato abolito il cosiddetto vincolo di parentela, che permetteva soltanto ai parenti di godere dello sgravio sull’Irpef.

Sgravio per le spese funebri: beneficiari

Prima del 2016 avevano diritto alla detrazione delle spese per un funerale solo:

  • il coniuge;
  • i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Ad oggi, invece, la platea dei soggetti che possono beneficiare della detrazione è stata notevolmente ampliata. Ed infatti, dopo l’abolizione del vincolo di parentela, tutti coloro che hanno sostenuto le spese per il funerale possono beneficiare della relativa detrazione.

Spese funerale: a quanto ammonta la detrazione 2018

Per quanto concerne le spese sostenute in dipendenza della morte di una persona,  viene riconosciuta una detrazione del 19% per un importo non superiore a 1.550 euro per ciascun funerale.

Dunque:

  • la percentuale di detrazione da applicare alle spese è del 19%;
  • il limite di spesa massima su cui calcolare il 19%, è pari a 1.550 euro.
  • il 19% di 1550 è pari a 294,50 euro, ed è questa la quota massima di spesa che i contribuenti possono portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

In sostanza, le spese funebri sono detraibili al 19% per un massimo di spesa pari a 1.550 euro, per cui si possono detrarre fino a 294,50 euro.

Facciamo un esempio pratico:

Se, per esempio, hai speso 4mila euro per le spese funebri di un tuo parente o di un tuo amico,  potrai detrarre dall’Irpef solo l’importo limite, ovvero 1.550 euro. Bisognerà poi calcolare il 19% di tale cifra: il risultato che viene fuori da questa operazione, ovvero 294,50 euro, potrà essere scaricato dalle tasse.

Funerale pagato da più persone: come si divide la detrazione?

Come si divide la detrazione se a sostenere le spese funebri sono più persone? Ebbene, se la spesa è stata sostenuta da più contribuenti, la detrazione complessiva va suddivisa tra quelli che hanno contribuito alla spesa per il funerale. Dunque, la detrazione totale di 294,50 euro, va suddivisa per quanti hanno contribuito alla spesa per il funerale, o dei funerali qualora vi sia stato più di un decesso nell’arco dello stesso anno. In questa casi, ai fini della detrazione delle spese funebri, se la fattura emessa dall’agenzia funebre risulta intestata ad una sola persona, ma al pagamento di essa hanno contribuito altre persone, occorre riportare su di essa un’annotazione firmata dall’intestatario con la quale si certifichi che l’importo fatturato è stato suddiviso tra più soggetti. In questo modo, chi ha contribuito a pagare la spesa, otterrà una copia della fattura che dovrà conservare ed utilizzare successivamente come documentazione di spesa per godere la detrazione pro-quota.

Per ottenere le detrazioni, infatti, è sempre necessario conservare alcuni documenti che attestino l’effettivo sostenimento della spesa. Vediamo quali.

Detrazione spese funebri: quali documenti servono

Come anticipato, per poter scaricare dalle tasse le spese sostenute per un funerale, è necessario conservare la relativa documentazione. Ciò in quanto è necessario dimostrare di aver effettivamente sostenuto la spesa. Tra i documenti da conservare, dunque, ci sono le fatture dell’impresa di pompe funebri, del fioraio e quella dei servizi comunali.

È molto importante, inoltre, che  i documenti siano conservati anche in vista dell’apertura della successione. Le spese  funerarie, infatti, devono essere inserite durante la compilazione della dichiarazione di successione. Per maggiori approfondimenti, leggi anche: Dichiarazione di successione: cos’è e chi deve farla?.

Spese funerarie: cos’è il principio o criterio di attualità

Sul punto, inoltre, è bene sapere che deve essere sempre rispettato il cosiddetto principio o criterio di attualità. Ciò in quanto il Fisco ammette in detrazione solo le spese legate da un vincolo di causa a effetto. Nel caso di specie, la causa è la morte di una persona e l’effetto è costituito dal costo del funerale. Ne consegue che ai fini della detrazione delle spese funebri, sono “scaricabili” solo le spese sostenute in occasione della morte e non anche quelle effettuate prima, come ad esempio l’acquisto di un loculo o di una tomba familiare, o dopo come ad esempio le spese di esumazione.

Spese funebri: come scaricarli dalle tasse

Tutto ciò chiarito, vediamo come detrarre dalle tasse le spese sostenute per un funerale e come inserire le spese funebri nel modello 730 al fine di ottenere le detrazioni.

Indicazione delle spese funebri 2018

Per inserire le spese funebri nel modello 730/2018 si fa riferimento al quadro E ed in particolare al rigo intitolato “Spese funebri”. I contribuenti che desiderano ricevere le detrazioni, entro la scadenza della dichiarazione dei redditi 2018, dovranno indicare le spese sostenute nel seguente modo:

  • Modello 730/2018: righi tra E8 e E10, codice spesa 14;
  • Modello Redditi persone fisiche 2018: quadro RP rigo 14 della sezione I, codice spesa 14.


2 Commenti

  1. Ho fatto rinuncia all’eredità di mia madre con atto registrato ufficialmente dal notaio; ho due sorelle ma ho ugualmente pagato 1/3 della cifra per il funerale facendo ricevuta con motivazione “contributo volontario”. C’è il rischio che questo pagamento del funerale possa essere considerato come “accettazione di eredità”? Posso fare qualcosa per cautelarmi da tale rischio?”

    1. Il pagamento delle spese funerarie non rappresenta un debito ereditario in senso stretto – ossia un debito esistente in capo al defunto al momento della morte e che si trasmette, col patrimonio di quest’ultimo, a coloro che gli succedono per testamento o per legge – bensì costituisce un onere che sorge in conseguenza dell’apertura della successione e che grava sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità. Secondo la Corte di Cassazione dunque, a ciò consegue che colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenere il rimborso dagli eredi.Questa breve premessa solo per rappresentarLe il fatto che le spese funerarie costituiscono un onere a carico dell’eredità e dunque soltanto a carico degli eredi, non già di quanti – con la rinuncia all’eredità – hanno definitivamente perso la qualifica di chiamati alla successione. Ai sensi infatti del codice civile: “chi rinuncia all’eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato”.Inoltre, è stato chiarito in dottrina e anche in giurisprudenza, che “il pagamento delle spese funerarie da parte di un membro della famiglia costituisce l’espressione di un dovere morale e familiare, da non potere, dunque, ricondurre tout court all’adempimento di un peso ereditario. Si tratta, pertanto, di un atto che non può costituire accettazione tacita dell’eredità”.A ciò consegue pertanto che l’avvenuto pagamento pro quota delle spese funerarie di Sua madre non potrà essere considerato un atto implicante accettazione (tacita) dell’eredità. Sarà naturalmente Suo onere conservare la ricevuta di tale spesa per poter giustificare la stessa in caso di eventuali e future contestazioni, in particolare se il pagamento fosse avvenuto con denaro proveniente dall’eredità.

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