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Autocertificazione dello stato di disoccupazione per esenzione ticket

3 Novembre 2019 | Autore:
Autocertificazione dello stato di disoccupazione per esenzione ticket

La mancanza di lavoro dà diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario. E’ necessario però, dichiarare lo stato di disoccupazione.

Sei disoccupato. Hai diritto all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario? Qual è la procedura richiesta per il riconoscimento e la documentazione da presentare? Cosa occorre per il rinnovo? Oggi, non tutti riescono ad i effettuare controlli, le indagini diagnostiche e le visite mediche specialistiche, necessarie ed appropriate alle proprie condizioni di salute, perché si trovano nella impossibilità economica di pagare il ticket sanitario.

Il ticket è una tassa mediante la quale i cittadini contribuiscono ai costi della sanità pubblica, ciascuno in relazione alle prestazioni di cui usufruisce. Pur essendo di solito, più bassa rispetto ai costi delle strutture private, tuttavia coloro che versano in particolari condizioni economiche, non riescono a farvi fronte. Proprio per venire incontro alle necessità di questi soggetti ed anche per tutelare il diritto alla salute, fondamentale per ogni individuo, il legislatore italiano ha previsto l’esenzione dal ticket se si possiedono determinati requisiti reddituali. Nella categoria, rientrano pure i disoccupati, i quali sono tenuti a presentare un’autocertificazione dello stato di disoccupazione per esenzione ticket al fine di effettuare le prestazioni sanitarie in modo completamente gratuito.

Se sei interessato all’argomento, in quest’articolo troverai spiegato cos’è e come funziona l’esenzione dal ticket per reddito, chi sono i soggetti che ne possono beneficiare, come fare la richiesta e come rinnovarla. Troverai anche un modulo per l’autocertificazione dello stato di disoccupazione, da compilare secondo le tue esigenze personali.

In cosa consiste l’esenzione dal ticket per reddito

L’esenzione dal ticket per reddito spetta a quei cittadini che si trovano in particolari condizioni personali e sociali associate a determinate situazioni reddituali. Ad alcuni soggetti tale tipo di esenzione viene riconosciuta mettendo in relazione il reddito con l’età.

Pertanto, non sono tenuti al pagamento delle visite mediche e delle prestazioni sanitarie:

  • i cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito annuo complessivo non superiore a 36.151,98 euro (codice di esenzione E01);
  • i disoccupati e i loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (codice di esenzione E02);
  • i titolari di pensioni sociali e i loro familiari a carico (codice di esenzione E03);
  • i titolari di pensioni al minimo di età superiore a sessant’anni e i loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (codice di esenzione E04).

Cosa si intende per nucleo familiare

Per nucleo familiare si intende il nucleo rilevante a fini fiscali (e non anagrafici), composto dall’interessato, dal coniuge non legalmente separato e dagli altri familiari fiscalmente a carico [1].

Il coniuge fa sempre parte del nucleo fiscale anche se è fiscalmente indipendente (e presenta autonomamente la propria dichiarazione dei redditi) o non convivente (cioè se risiede in un’abitazione diversa da quella del coniuge).

Fanno parte dello stesso nucleo fiscale anche le persone dello stesso sesso unite civilmente [2].

Il minore di sei anni appartiene al nucleo fiscale dei genitori se coniugati. In caso di genitori conviventi, il minore di sei anni appartiene a nucleo fiscale del genitore cui è fiscalmente a carico. Nel caso in cui il bambino sia fiscalmente a carico di entrambi i genitori, è possibile scegliere la situazione più favorevole, vale a dire considerare il bambino appartenente al nucleo del genitore il cui reddito non supera il limite previsto (36.151,98 euro).

Chi sono i familiari a carico

Per familiari a carico si intendono i familiari per i quali l’interessato gode di detrazioni fiscali in quanto titolari di un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro [3].

Come va calcolato il reddito ai fini dell’esenzione dal ticket

Il reddito annuo complessivo del nucleo familiare è pari alla somma dei redditi dei singoli membri del nucleo.

Ai fini dell’esenzione per motivi di reddito, è necessario prendere in considerazione il reddito complessivo dell’anno precedente.

Si può conoscere il reddito annuo complessivo verificando:

  • il punto 1 parte B del Cud (Certificato unico dipendente);
  • il rigo 11 del modello 730;
  • il rigo RN1 del modello Unico.

Chi sono i disoccupati

Per disoccupati ai fini dell’esenzione dal ticket devono intendersi i cittadini che hanno cessato un’attività di lavoro dipendente per qualsiasi motivo (licenziamento, dimissioni, cessazione di un rapporto a tempo determinato) e sono iscritti al Centro per l’impiego in attesa di nuova occupazione.

Va precisato che per iscriversi a un Centro per l’impiego è necessario presentarsi presso uno degli uffici presenti sul territorio italiano e compilare una scheda in cui devono essere indicati i dati personali del richiedente, il titolo di studio, le esperienze lavorative, le attitudini e le competenze professionali acquisite, la disponibilità ad effettuare turni, orari, flessibilità in termini di spostamenti.

Non si considerano disoccupati le persone che:

  • non hanno mai svolto alcuna attività lavorativa;
  • hanno cessato un’attività di lavoro autonoma;
  • sono in cassa integrazione guadagni, sia ordinaria sia straordinaria.

Sono invece, equiparati ai disoccupati i soggetti in mobilità.

Qual è la procedura per l’esenzione dal ticket per reddito

Ogni anno, di solito nel mese di aprile, l’Agenzia delle Entrate invia alle Aziende sanitarie locali ed ai medici di famiglia l’elenco degli assistiti che non raggiungono i limiti reddituali e che quindi, hanno diritto all’esenzione.

Pertanto, il medico curante (medico di famiglia e pediatra). all’atto della prescrizione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, su richiesta dell’interessato, verifica se l’assistito ha diritto all’esenzione (per i codici E01, E03, E04), e riporta il relativo codice sulla ricetta.

Alcune tipologie di assistiti, pur avendo diritto all’esenzione dal ticket, non compaiono automaticamente nella lista del proprio medico curante: si tratta di coloro che non hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi (pensionati al minimo e pensionati sociali) e i disoccupati. Questi assistiti devono autocertificare annualmente il reddito percepito nell’anno precedente presso la Asl di residenza che rilascia un apposito attestato.

Allo stesso modo. devono rivolgersi alla propria Asl di residenza i cittadini che ritengono di possedere i requisiti reddituali per beneficiare dell’esenzione dal reddito e che non sono presenti nell’elenco del medico curante.

I disoccupati devono autocertificare anche lo stato di disoccupazione e impegnarsi a comunicare tempestivamente la cessazione di questa condizione.

Se le condizioni di reddito cambiano e non si ha più diritto all’esenzione, occorre comunicarlo alla propria Asl di residenza.

Una volta consegnata l’autocertificazione. l’Azienda sanitaria locale di riferimento rilascia un attestato di esenzione, che va consegnato al medico curante il quale lo registra nel proprio database.

Come va rinnovata l’esenzione ticket per reddito

L’esenzione ha una validità annuale, che normalmente intercorre dal 1° aprile al 31 marzo dell’anno successivo anche se può essere prorogata.

La procedura per il rinnovo è simile a quella necessaria per il riconoscimento dell’esenzione. Bisogna chiamare il proprio medico di famiglia per accertarsi di essere stati inseriti nell’elenco dei cittadini esenti. Se la risposta è affermativa non occorre fare nulla per il rinnovo. Se invece, il medico dovesse rispondere negativamente, allora bisogna presentare un’apposita richiesta all’Asl di riferimento.

Per i disoccupati il rinnovo non è automatico ma devono presentare un’autocertificazione all’apposito sportello Asl di appartenenza. Anche in questo caso, verrà rilasciato un certificato di esonero da consegnare al medico curante.

Cos’è l’autocertificazione dello stato di disoccupazione

In generale, l’autocertificazione o dichiarazione sostitutiva di certificazione è una dichiarazione redatta e firmata dal cittadino mediante la quale questi attesta stati, fatti e requisiti personali propri o relativi ad altri soggetti di cui abbia diretta conoscenza come nel caso di minorenni o incapaci, purché tale dichiarazione sia fatta nel proprio interesse [4].

Con l’autocertificazione dello stato di disoccupazione, il cittadino dichiara l’attuale stato di disoccupazione, assumendosi la responsabilità di quanto dichiarato. Infatti, egli risponderà penalmente in caso di dichiarazione non veritiera. Gli uffici della Pubblica Amministrazione ai quali viene presentata l’autocertificazione, possono verificarne la veridicità. In caso di dichiarazioni false o mendaci, al dichiarante, si applicheranno sanzioni a norma del Codice penale [5].

Chi può scrivere l’autocertificazione dello stato di disoccupazione

L’autocertificazione dello stato di disoccupazione può essere scritta da:

  • tutti i cittadini italiani;
  • tutti i cittadini di Paesi membri dell’Unione Europea;
  • tutti i cittadini di Paesi extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Come si scrive e come va presentata l’autocertificazione

L’autocertificazione può essere scritta a mano dal dichiarante o al computer e poi, va firmata. E’ possibile presentarla tramite fax, e-mail o posta elettronica certificata (pec), ma in questi ultimi casi occorre la firma digitale.

Nell’ipotesi in cui la dichiarazione sostitutiva non venga consegnata di persona, bisogna allegare la copia di un documento di identità del dichiarante, in corso di validità.

Se il dichiarante è impossibilitato a presentare personalmente l’autocertificazione dello stato di disoccupazione, può delegare una persona di sua fiducia.

Il delegato dovrà portare con sé oltre all’autocertificazione, anche:

  • una fotocopia del documento di identità del delegante;
  • il codice fiscale del delegante.

Qual è il contenuto dell’autocertificazione

Il contenuto dell’autocertificazione dello stato di disoccupazione si può dedurre dal modello allegato al presente articolo.

Tale modello si presenta diviso in più parti:

  • nella prima sezione vanno inseriti i dati personali del dichiarante (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, documento di riconoscimento e codice fiscale);
  • segue la dichiarazione relativa all’assunzione della responsabilità in caso di dichiarazioni false e mendaci;
  • poi, va inserita la specificazione relativa allo stato di disoccupazione ed all’iscrizione al Centro per l’impiego;
  • quindi, la menzione relativa all’allegazione della fotocopia del documento di identità del dichiarante, in corso di validità;
  • la data e la firma del dichiarante. E’ bene ricordare che la firma non deve essere apposta alla presenza del funzionario pubblico che ha richiesto l’autocertificazione e, quindi, non va autenticata;
  • in ultimo, va riportata la dicitura relativa all’autorizzazione al trattamento dei dati personali, alla violazione dei doveri d’ufficio nel caso di mancata accettazione della dichiarazione e all’esenzione dell’imposta di bollo.

FAC SIMILE DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DI

DISOCCUPAZIONE/INOCCUPAZIONE

(ai sensi dell’art. 46, D.P.R. N. 445/00)

Il sottoscritto _____________________ nato a __________________ il giorno ____________ residente a _______________________ in via ________________ n. ___________ provincia ______ documento n. _______________ rilasciato da ____________________, C.F. ______________________, consapevole delle sanzioni civili e penali previste dall’art. 76, DPR n. 445/2000 in caso di dichiarazioni mendaci e della decadenza dei benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere di cui all’art. 75, DPR n. 445/2000

DICHIARA

(ai sensi del Decreto Legislativo 181/2000 e s.m.i.)

– di essere DISOCCUPATO dalla data __/__/____ (oppure INOCCUPATO senza data);

– di aver presentato, in data __/__/_____ la dichiarazione di disponibilità lavorativa al Centro per l’impiego del Comune di ___________________.

Allega: fotocopia del documento di identità in corso di validità.

Luogo e Data

Il dichiarante

Ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003 autorizza la raccolta dei presenti dati per il procedimento nel corso del quale la presente dichiarazione viene resa.

La mancata accettazione della presente dichiarazione sostitutiva costituisce violazione dei doveri d’ufficio (art.74 D.P.R.445/2000).

Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

note

[1] Art. 1 del D.M. 22/1993.

[2] L. n. 76 del 20.05.2016.

[3] Art. 12 del TUIR (Testo unico imposte sui redditi).

[4] D. P. R. n. 445/2000.

[5] Art. 483 cod. pen. per come richiamato dall’art. 76 del D. P. R. 445/2000.


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