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Bonus 80 euro più alto e con nuovi beneficiari

13 Ottobre 2019 | Autore:
Bonus 80 euro più alto e con nuovi beneficiari

Riduzione delle tasse sul lavoro con aumento del bonus Renzi e ampliamento della platea dei destinatari: che cosa cambierà.

Il bonus Irpef, o bonus Renzi [1], ossia il credito d’imposta pari a 80 euro al mese, potrebbe presto ammontare ad un importo più elevato e spettare a una più ampia platea di beneficiari: tra i punti cardine esposti nel Def (Documento di economia e finanza), difatti, è presente la riduzione del cuneo fiscale, da concretizzarsi con una riduzione delle tasse sul lavoro, a totale vantaggio dei lavoratori.

La riduzione delle imposte, in base a quanto reso noto sinora, dovrebbe avvenire con la rimodulazione del bonus Irpef, che potrebbe aumentare d’importo o spettare a un maggior numero di destinatari. Ad oggi, il bonus di 80 euro al mese spetta ai lavoratori che producono redditi di lavoro dipendente e assimilati (ad esempio di collaborazione), con un reddito annuo compreso fra la soglia di incapienza, pari a 8.145 euro (si tratta della soglia di reddito al di sotto della quale, per effetto delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente, l’Irpef non è dovuta) e 24.600 euro. Se l’importo del reddito prodotto risulta tra 24.600 e 26.600 euro, l’ammontare del bonus è progressivamente ridotto.

Con i nuovi interventi, che dovrebbero essere attuati con la legge di bilancio 2019, il limite di reddito dei beneficiari potrebbe essere ampliato, oppure l’importo mensile del bonus Irpef potrebbe oltrepassare la soglia di 80 euro.

In sostanza, grazie ai nuovi interventi legislativi, si potrà ottenere un bonus 80 euro più alto e con nuovi beneficiari.

Ma tra i destinatari del bonus Renzi potranno rientrare anche nuove categorie di contribuenti, ad esempio i pensionati? Sulla base delle ipotesi allo studio formulate ad oggi, includere i pensionati tra la platea dei beneficiari sembra alquanto improbabile: di recente, infatti, è stata ampliata la cosiddetta “no tax area” per chi percepisce redditi di pensione, cioè la soglia di reddito annuo al di sotto della quale l’Irpef non è dovuta. Inoltre, inserire i pensionati tra i destinatari del bonus Irpef costringerebbe a riformulare la soglia di incapienza al di sotto della quale il beneficio non spetta.

Per di più, le risorse a disposizione per l’attuale manovra, vista la sterilizzazione dell’Iva, sono veramente esigue: con tutta probabilità, dunque, l’intervento sul bonus Renzi sarà piuttosto moderato, un “primo passo” verso l’aumento del potere di acquisto dei lavoratori.

Come funziona oggi il bonus da 80 euro?

Il bonus Renzi è un credito d’imposta, pari a 80 euro al mese, cioè a 960 euro all’anno, che spetta a chi percepisce redditi di lavoro dipendente e assimilati (ad esempio derivanti da lavoro parasubordinato, indennità di disoccupazione, etc.).

Il credito è riconosciuto solo se il reddito complessivo lordo [2] è sopra la soglia d’incapienza (8.145 euro annui) e 26.600 euro; se il reddito si colloca nella fascia tra 24.600 e 26.600 euro annui, il suo ammontare è ridotto in base alla seguente formula:

  • 960 × (26600 – reddito complessivo): 2000.

L’importo del bonus Irpef deve essere rapportato alle giornate lavorative e alle giornate assimilate a quelle lavorative (ad esempio giornate di malattia indennizzata, disoccupazione…): nel dettaglio, l’ammontare annuo spettante, pari a 960 euro sino a 24.600 euro di reddito, si deve dividere per 365 e moltiplicare per le giornate di lavoro e assimilate nell’anno.

L’importo è normalmente riconosciuto in busta paga: è importante, però, che il lavoratore “faccia bene i suoi conti”. Se, difatti, nel conguaglio di fine anno, si scopre che il reddito del lavoratore risulta più alto, o più basso, rispetto ai limiti reddituali che danno diritto al beneficio, deve restituire il bonus già erogato: si può, dunque, trovare a pagare 960 euro in un’unica soluzione.

Se il conguaglio di fine anno dal datore di lavoro non è effettuato, il discorso non cambia: la restituzione dovrà avvenire con la dichiarazione dei redditi, modello 730 o Redditi persone fisiche. L’importo può comunque essere trattenuto in più rate, e può essere pagato con modello F24, se l’interessato si ritrova privo di sostituto d’imposta.

Per approfondire: Bonus 80 euro, come funziona.


note

[1] DL 66/2014.

[2] Circ. n. 9/E/2014.


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