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Autocertificazione stato occupazionale

30 Ottobre 2019
Autocertificazione stato occupazionale

Per poter accedere a determinati benefici previsti dalla legge, in alcuni casi, è necessario possedere determinati requisiti dal punto di vista occupazionale.

Il nostro Stato si definisce “Stato sociale”. Questo comporta l’intervento dei poteri pubblici a tutela delle persone quando succedono dei fatti che rendono loro impossibile il lavoro. Malattia, infortunio, inabilità al lavoro, vecchiaia. In tutti questi casi, non essendo la persona in grado di guadagnarsi da vivere, interviene lo stato.

In determinate circostanze, anche la la perdita del lavoro rende necessario un sostegno da parte dello Stato, perché il lavoratore e la sua famiglia si ritrovano d’improvviso senza un reddito a disposizione. Per l’accesso ai numerosi benefici legati allo status di disoccupato o di inoccupato, può essere necessario produrre un’autocertificazione stato occupazionale.

La galassia dei benefici concessi ai disoccupati ed agli inoccupati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province o dai comuni rende spesso necessario dimostrare all’ente che eroga il beneficio lo status di disoccupazione e/o inoccupazione del richiedente. Da qui, nasce l’esigenza di produrre un certificato sul proprio stato occupazionale.

Cos’è lo stato di disoccupazione?

Anche all’esito dell’ultimo intervento normativo in materia di disoccupazione [1] è possibile affermare che lo stato di disoccupazione è posseduto da tutti quei soggetti che possono dimostrare di possedere tre requisiti:

  • sono privi di una occupazione sia nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente, sia nell’ambito di un rapporto di lavoro autonomo;
  • hanno rilasciato la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (cosiddetta Did) o nel portale dell’Anpal o recandosi al centro per l’impiego;
  • si sono recati presso il centro per l’impiego per il colloquio di orientamento ed hanno sottoscritto il patto di servizio personalizzato.

Cos’è il patto di servizio personalizzato?

Entro 30 giorni dal rilascio della Did da parte del disoccupato, egli deve mettersi in contatto con il centro per l’impiego e gli verrà fissato un incontro conoscitivo.

In questo incontro, gli operatori del centro per l’impiego effettueranno un colloquio con il disoccupato finalizzato a comprendere il suo stato di occupabilità, le sue competenze, i suoi punti di forza e di debolezza.

All’esito del colloquio, il disoccupato dovrà firmare un patto di servizio personalizzato con cui si impegna a:

  • partecipare attivamente alle iniziative di formazione e riqualificazione professionale che gli verranno proposte;
  • cercare attivamente un impiego;
  • accettare, laddove proposta, una offerta di lavoro congrua.

Il patto di servizio risponde ad una logica di responsabilizzazione del disoccupato: lo Stato ti aiuta a riqualificarti professionalmente e trovare un nuovo impiego e, se ne hai diritto, ti aiuta economicamente con la Naspi o con la Dis-coll, ma tu devi attivarti per trovare un nuovo lavoro.

Stato di disoccupazione: quando si perde?

Lo stato di disoccupazione si perde nei seguenti casi:

  • il disoccupato non rispetta il patto di servizio personalizzato (ad esempio, rifiuta una congrua offerta di lavoro o diserta gli appuntamenti formativi);
  • il disoccupato si reimpiega e, da questa nuova occupazione, percepisce un reddito lordo da lavoro dipendente superiore ad € 8.145 annui;
  • il disoccupato si reimpiega e, da questa nuova occupazione, percepisce un reddito lordo da lavoro autonomo superiore ad € 4.800 annui.

Stato di disoccupazione: a cosa serve?

Lo stato di disoccupazione è un presupposto necessario per l’accesso a tutta una serie di prestazioni sociali che servono a sostenere il disoccupato sia economicamente sia nel reperire un nuovo impiego.

Tra gli altri, i benefici a cui può accedere il disoccupato sono i seguenti:

  • Naspi: l’indennità di disoccupazione della durata massima di 24 mesi erogata a chi perde involontariamente il lavoro ed ha cumulato almeno 13 settimane di contribuzione nel quadriennio precedente la perdita del lavoro;
  • Dis-coll: l’indennità di disoccupazione recentemente introdotta per i collaboratori coordinati e continuativi e gli assegnisti/dottorandi di ricerca che perdono il lavoro ed hanno cumulato almeno un mese di contributi;
  • iscrizione nelle liste di collocamento mirato, per agevolare il reimpiego.

Cos’è lo stato di inoccupazione?

Oltre allo stato di disoccupazione, la legge [2] prevede anche lo stato di inoccupazione. Si tratta, sotto certi profili, di una condizione ancora più critica. Infatti, il disoccupato è una persona lavorativamente attiva che viene licenziata e perde, dunque, il lavoro ma ha, comunque, alle sue spalle una esperienza lavorativa ed è già entrata nel mercato del lavoro.

L’inoccupato, invece, è colui che:

  • non ha mai svolto un’attività lavorativa né autonoma né subordinata;
  • è in cerca di un’occupazione;
  • ha inoltrato la Did ed è iscritto al centro per l’impiego da più di 12 mesi o da più di 6 mesi, se giovane.

Essere inoccupato non è uguale ad essere disoccupato. Se, infatti, alcune prestazioni ed alcuni benefici spettano sia al disoccupato che all’inoccupato, ce ne sono altri che spettano solo ai disoccupati.

In particolare, all’inoccupato spettano, al pari del disoccupato:

  • l’esenzione ticket per disoccupazione;
  • le politiche attive del lavoro (orientamento, corsi di formazione mirati, azioni positive svolte dai centri per l’impiego).

Tuttavia, all’inoccupato non spettano quelle prestazioni economiche che presuppongono l’aver svolto in precedenza un lavoro. Non gli spettano, dunque, né la Naspi né la Dis-coll in quanto questi assegni di disoccupazione presuppongono che il richiedente abbia svolto una attività di lavoro ed abbia poi, successivamente, perso involontariamente l’occupazione.

L’inoccupato, invece, non avendo mai lavorato e non avendo dunque alle spalle il requisito contributivo necessario non può prendere questi assegni.

Attestazione dello stato di disoccupazione

Sia l’inoccupato che il disoccupato possono avere bisogno di un certificato che attesti il loro status occupazionale di inoccupazione e/o disoccupazione.

Come abbiamo detto, infatti, spesso l’ente che eroga un determinato beneficio, subordinato al possesso di un certo stato occupazionale, vuole avere un documento che accerta questo stato.

Per scaricare l’attestazione dello stato occupazionale è sufficiente farne richiesta direttamente online nel portale Myanpal, predisposto dall’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro (Anpal).

In alternativa, è possibile ottenerlo rivolgendosi al centro per l’impiego o ad un soggetto iscritto all’albo informatico delle agenzie per il lavoro.

L’attestazione dello stato occupazionale indicherà:

  • lo status di disoccupazione del soggetto;
  • il calcolo dell’anzianità di disoccupazione: questo valore è espresso in giorni solari e corrisponde al numero di giorni tra l’inoltro della Did e la perdita dello status.

Autocertificazione stato occupazionale

All’inizio degli anni 2000, è stata introdotta una legge [3] che ha profondamente modificato il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione, introducendo il principio della autocertificazione.

L’idea di fondo è semplice. Se un cittadino ha bisogno, per i fini consentiti dalla legge, di ottenere un attestato relativo al possesso di un certo status o di una determinata condizione, piuttosto che doversi recare presso la pubblica amministrazione competente, farne richiesta ed aspettare lunghi tempi burocratici di emissione, gli è data la facoltà di produrre da solo questo certificato, attraverso una autocertificazione.

In sostanza, è lo stesso soggetto che necessita del certificato ad autodichiarare il possesso dello status o della condizione che gli serve dimostrare per accedere ad un determinato beneficio o per perseguire una certa finalità.

L’autocertificazione viene rilasciata assumendosi la responsabilità della veridicità delle informazioni in essa contenute.

Ne consegue che se il cittadino dichiara il falso, perché in realtà non possiede lo status o la condizione che dichiara di avere, può rispondere penalmente in quanto la falsa attestazione è un reato.

Tuttavia, non tutti gli status e le condizioni personali possono essere validamente autocertificate dall’individuo. In alcuni casi, dunque, resta necessario rivolgersi al competente ufficio pubblico e farsi rilasciare la relativa attestazione.

Lo stato occupazionale, tuttavia, per espressa previsione della legge sull’autocertificazione, rientra tra quegli status e quelle informazioni personali che il soggetto può autocertificare senza dover necessariamente ottenere il relativo certificato dall’ente pubblico.

Da tutto ciò deriva che, senza accedere al sito Anpal o recarsi al centro per l’impiego o presso gli altri enti abilitati a rilasciare il certificato di disoccupazione, il disoccupato o inoccupato che deve procurarsi un certificato relativo al proprio stato occupazionale può produrlo da solo redigendo e firmando un modello sulla falsariga di quello che puoi trovare nell’apposito box sottostante.

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE DELLO STATO OCCUPAZIONALE
(ART. 46, D.P.R. N. 445/2000)

Il/La sottoscritto/a _____________________________________________ nato/a ___ /___/_____ a
_____________________________________ (_____) residente in __________________________
Via/Piazza __________________________________________________________________________
CF ________________________________________
consapevole delle sanzioni penali in caso di dichiarazioni false e della conseguente decadenza dei
benefici conseguiti (ai sensi degli artt. 75 e 76 DPR 445/2000) sotto la propria personale responsabilità
DICHIARA
di essere:
inoccupato/a1
disoccupato/a2 dal _________________
ai sensi del D.Lgs. 181/2003 così come modificato dal D.Lgs. 297/2004
Il sottoscritto dichiara inoltre, ai sensi del D.Lgs. n.196 del 30 giugno 2003 e del regolamento (UE) n. 679/2016, di essere stato informato che i dati personali contenuti nella presente dichiarazione saranno trattati, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

note

[1] D.L. n. 4/2019 convertito in L. n. 26/2019.

[2] D. Lgs. n. 297/2002.

[3] Art. 46 D.P.R. n. 445/2000.


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