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Diritti dei rom in Italia

31 Ottobre 2019
Diritti dei rom in Italia

Nel nostro Paese ci sono molte persone che appartengono all’etnia dei rom.

Si tratta di una popolazione che ha da sempre suscitato umori contrastanti e che è stata oggetto ripetutamente di discriminazioni e di tentativi di annientamento. I rom sono un’etnia diffusa non solo in Italia ma in tutta Europa ed anche oltre. Spesso chiamati zingari, i rom non sono, come spesso si pensa, stranieri e, in particolare, rumeni ma sono molto spesso cittadini italiani. Ma quali sono i diritti dei rom in Italia?  Secondo studi recenti, i rom in Italia vivono, nella gran parte dei casi, in situazioni molto precarie sia dal punto di vista abitativo ed igienico che dal punto di vista educativo. È, infatti, cosa notoria che, molto spesso, i figli rom non frequentano regolarmente le scuole e c’è dunque un problema di scolarizzazione.

Le politiche da attuare nei confronti dei rom sono, da sempre, fonte di polemiche politiche e questo non aiuta una gestione efficacia della questione.

Chi sono i rom?

Secondo le ricostruzioni più accreditate, i rom sono discendenti di una popolazione che viveva nelle vaste pianure dell’India. La fuga da quei territori, sempre secondo le ricostruzioni, fu determinata dalle invasioni dei mongoli e degli arabi. Quel popolo iniziò, dunque, a migrare, oltre mille anni fa, tra l’Europa, l’Africa e l’America, senza trovare più pace. La parola rom significa uomo ed è come gli zingari chiamano sé stessi.

La migrazione dei rom viene fatta risalire alle invasioni del IX secolo, periodo nel quale dalle zone nord occidentali dell’India, si spostarono verso la Persia e, quindi, verso la Turchia e la Grecia. Da qui si diffusero in tutta Europa.

La presenza rom in Italia è accertata sin dal XIV secolo. Arrivarono nell’ambito dei fitti rapporti commerciali e di scambio tra Italia e Grecia. Molti si stabilirono nel sud Italia, soprattutto nel Molise.

Per quanto riguarda, invece, la popolazione Sinti, questa è giunta in Italia dai Balcani. I Sinti, una etnia che ha le stesse radici dei rom, si sono stabiliti nelle nostre regioni settentrionali, dal Friuli fino al Piemonte e alla Francia.

Le ondate migratorie di rom verso l’Italia sono continuate nel corso dei secoli. Il loro continuo migrare è legato al fatto che queste popolazioni sono state quasi sempre respinte e oggetto di intolleranza e di persecuzione.

In particolare, le più recenti migrazioni di rom verso l’Italia si sono registrate:

  1. alla fine del XIX secolo: in questo periodo sono arrivati in Italia i rom vlah (cosiddetti valacchi) provenienti dalla Romania. In questo paese i valacchi erano utilizzati come schiavi;
  2. dopo la prima guerra mondiale, sono giunti in Italia dei gruppi rom provenienti dalla Russia, dalla Serbia e dalla Croazia;
  3. dopo la seconda guerra mondiale, sono giunti in Italia dei gruppi rom provenienti dalla Slovenia a causa delle deportazioni subite da parte dei regimi nazi-fascisti;
  4. con la fine del blocco sovietivo (1991) e, successivamente, a causa della guerra del Kossovo e della crisi economica, sono giunti in Italia dei gruppi rom provenienti da tutti i Paesi dell’est europeo.

Quanti sono i rom in Italia?

Secondo studi recenti, in Italia, sono quantificabili in un numero di circa 25.000 persone gli appartenenti all’etnia rom.

Nella quasi totalità dei casi, i rom vivono in delle baraccopoli che a volte sono istituzionali, ossia sono dei campi rom legittimamente installati con il consenso delle autorità pubbliche e, in molti altri casi, sono invece delle baraccopoli informali, ossia dei piccoli villaggi di baracche realizzati in modo abusivo e senza alcun permesso da parte delle autorità.

Per quanto concerne le baraccopoli istituzionali, in Italia ve ne sono ben 127, dislocate in un totale di 74 comuni. All’interno dei campi rom ufficiali vivono circa 15.000 persone di cui oltre la metà sono minori.

Per quanto concerne la nazionalità dei rom, nei campi istituzionali si concentra la gran parte dei rom con cittadinanza italiana. Nelle baraccopoli ufficiali si stima che circa il 45% dei rom presenti abbia la cittadinanza italiana. I rom di nazionalità straniera si concentrano, invece, soprattutto nelle baraccopoli informali dove vivono soprattutto rumeni e bulgari.

Il diritto dei rom alla scuola

Uno dei principali problemi legati alla gestione del fenomeno dei rom è l’emergenza scolastica. I rom tendono, infatti, a non mandare i loro figli a scuola.

Più in generale, i rom tendono a vivere secondo i dettami di un modello sociale diverso e alternativo rispetto alla nostra società. In questa “diversità”, rientra anche il rifiuto della scolarizzazione.

Lo Stato cerca di aumentare il numero di bambini rom scolarizzati e, a tal fine, è stato esteso anche ai campi rom ufficiali il trasporto scolastico. I numeri, però, non sono molto confortanti.

Facciamo l’esempio di Roma che è una delle città con il più alto tasso di presenza di rom. Il Comune di Roma organizza il servizio di accompagnamento scolastico in 10 baraccopoli istituzionali. Nel mese di novembre del 2018, in relazione a questi 10 campi rom serviti da trasporto scolastico, erano regolarmente iscritti alla scuola pubblica dell’obbligo 940 scolari. Questo numero è in calo rispetto alle percentuali dell’anno precedente.

Se questo dato, relativo ai bimbi rom iscritti regolarmente a scuola, può sembrare confortante, occorre precisare che la percentuale cala bruscamente se si prende a riferimento non il numero di iscritti ma il numero di bambini che, effettivamente, frequentano con regolarità la scuola. I bambini realmente frequentanti, infatti, non superano una percentuale pari al 20% degli iscritti. In pratica, in tutta la città di Roma, sono meno di 200 i bambini rom che frequentano con assiduità la scuola.

Il diritto dei rom all’abitazione

I rom sono una popolazione in costante emergenza abitativa. Come abbiamo detto, infatti, questa popolazione vive in baraccopoli, talvolta formali e talvolta abusive, ma in ogni caso, non vivono in abitazioni normali.

L’emergenza abitativa è aumentata a causa degli sgomberi forzati.

Nel solo anno 2016, gli sgomberi forzati realizzati nel solo territorio comunale di Roma sono stati 28. Nell’anno 2017, queste azioni sono aumentate, con un incremento del 18%, ed un numero di sgomberi forzati pari a 33. Anche nel 2018, gli sgomberi sono aumentati ed hanno coinvolto, complessivamente, 1.300 persone.

Secondo alcune associazioni di difesa dei diritti dei rom, la situazione abitativa di questa etnia in Italia è emergenziale ed è contraria alle norme del diritto dell’Unione Europea.

Per questo, Amnesty International ha presentato un apposito ricorso al Comitato europeo dei diritti sociali. Alla base del ricorso, vengono indicate dall’associazione una serie di circostanze, relative soprattutto alle città di Roma, Milano e Napoli, che costituiscono, secondo i ricorrenti, delle specifiche violazioni della Carta sociale europea. In particolare, violerebbero la Carta, secondo l’associazione, gli sgomberi forzati, l’utilizzo di baraccopoli in cui le condizioni abitative ed igieniche sono al di sotto degli standard ed il mancato accesso all’edilizia sociale [1].

Diritto dei rom come minoranza linguistica

Nel nostro Paese, le minoranze linguistiche presenti sul territorio nazionale sono tutelate direttamente dalla Carta Costituzionale.

La Costituzione, infatti, riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo [2] ed afferma la pari dignità sociale di tutti i cittadini e la loro uguaglianza davanti alla legge [3], senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.

Oltre a questi principi generali, c’è una specifica norma costituzionale [4] che impegna la Repubblica alla tutela delle minoranze linguistiche.

Nel 1999, il Parlamento ha varato una apposita legge [5] che riconosce e tutela le specificità linguistico-culturali a valenza storica presenti in Italia.

Sulla base di criteri di tipo etnico, linguistico, storico e in base anche alla localizzazione in un definito territorio, questa legge ha identificato dodici minoranze in Italia:

  • minoranza linguistica albanese;
  • minoranza linguistica catalana;
  • minoranza linguistica germanica;
  • minoranza linguistica greca;
  • minoranza linguistica slovena;
  • minoranza linguistica croata;
  • minoranza linguistica francese;
  • minoranza linguistica franco-provenzale;
  • minoranza linguistica friulana;
  • minoranza linguistica ladina;
  • minoranza linguistica occitana;
  • minoranza linguistica sarda.

Tuttavia, visto che in questa legge è necessario il criterio del radicamento in un certo territorio, la minoranza linguistica rom è rimasta esclusa.

Il popolo rom che vive in Italia, dunque, non beneficia dello status di minoranza etnico-linguistica protetta, nonostante si siano ripetuti nel tempo diversi disegni di legge volti ad introdurre questa specifica tutela. Anche gli organismi europei hanno evidenziato, da tempo, che occorre un effettivo riconoscimento ed una effettiva tutela della minoranza zingara. Risoluzioni in tal senso sono state approvate sia dal Consiglio d’Europa che dal Parlamento europeo e, infine, dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in europa (Osce).

Censimento dei rom

Considerando le particolari condizioni in cui l’etnia rom vive, è difficile per le autorità pubbliche avere un pieno controllo su quanti siano i rom presenti nel nostro territorio e sull’effettiva iscrizione anagrafica dei nuovi nati.

Per questo, di recente, il ministero dell’Interno ha lanciato una campagna per il censimento della popolazione rom presente in Italia al fine di avere una visione chiara su quanti e chi sono i rom presenti e procedere ad eventuali azioni di sgombero e di legalità nei campi rom.

Diritti dei rom

Non esiste, dunque, un decalogo di diritti riservati ai rom. I rom sono, talvolta, cittadini italiani ed hanno, dunque, tutti i normali diritti previsti per chi possiede la cittadinanza italiana.

Altre volte, sono stranieri e, in questo caso, se sono cittadini europei hanno i diritti che prevede lo status di cittadino dell’Unione Europea e se sono extracomunitari valgono le regole previste per tutti gli extracomunitari.

Non esistono leggi specifiche che tutelano i rom come minoranza etnica-linguistica. I rom possono esercitare i diritti alla casa, alla scuola, alla sanità al pari di tutti i cittadini italiani.


note

[1] Rapporto sui Rom, Amnesty International, 2019.

[2] Art. 2 Cost.

[3] Art. 3 Cost.

[4] Art. 6 Cost.

[5] L. n. 482 del 15.12.1999.


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