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Come si cura la sindrome dell’ovaio policistico

29 Ottobre 2019 | Autore: Federica Guzzi
Come si cura la sindrome dell’ovaio policistico

Cos’è la sindrome dell’ovaio policistico? Quali sono le cause e i sintomi? Come si diagnostica? Quali sono le cure e i rimedi possibili? Quanto è importante l’alimentazione? Scoprilo nel mio articolo.

L’universo femminile, si sa, è assai complicato. Uno degli incubi peggiori di una donna è il ciclo mestruale: sbalzi d’umore e pianti immotivati seguiti da risate isteriche rappresentano, nel periodo pre-mestruale, una costante. A tutto ciò, si aggiungono spesso la comparsa di brufoli indesiderati e forti crampi addominali che costringono la maggior parte delle donne ad imbottirsi di antidolorifici e a rimanere a letto. A volte, però, alcuni sintomi potrebbero nascondere insidie ben peggiori ed è bene non sottovalutarli.

Se da qualche tempo il tuo ciclo non è più regolare o addirittura “salta” dei mesi, se riscontri difficoltà nel perdere peso o hai notato un improvviso aumento della peluria sul viso, potresti avere l’ovaio policistico. Se vuoi capire di cosa si tratta, ti consiglio di continuare a leggere questo articolo: scoprirai come si cura la sindrome dell’ovaio policistico, quali sono le cause, i sintomi, i possibili rimedi e il ruolo giocato da una corretta alimentazione.

Cos’è la sindrome dell’ovaio policistico

L’ovaio policistico, noto anche come policistosi ovarica (PCO) o sindrome di Stein-Leventhal, è una condizione clinica molto frequente nelle donne in età riproduttiva ed è caratterizzata da ovaie ingrandite e policistiche (cioè ripiene di cisti di dimensioni diverse).

Questa sindrome è legata prevalentemente a disfunzioni ormonali dell’organismo; per tale motivo, si hanno sempre tre sintomi tipici:

  • amenorrea (assenza di mestruazioni);
  • irsutismo (incremento della peluria);
  • obesità.

Una donna con la sindrome dell’ovaio policistico si ritrova anche impossibilitata a rimanere incinta: durante la fase di ovulazione (che rappresenta l’inizio delle uniche 12-24 ore mensili in cui può avvenire il concepimento) del ciclo mestruale, non viene prodotto alcun ovulo da fecondare. Questa condizione clinica è detta inferitilità anovulatoria.

Il più delle volte, non si fa caso ai sintomi sopra citati; la conseguenza è che la sindrome da ovaio policistico viene scoperta solo quando si individuano cisti alle ovaie tramite un’ecografia o quando non si riesce a portare avanti una gravidanza.

Questo problema, purtroppo, è molto diffuso: le stime infatti riferiscono che fra il 5% e il 10% delle donne appartenenti a una fascia di età compresa fra i 18 e i 44 anni potrebbero essere affette da ovaio micropolicistico.

Una donna affetta da sindrome da ovaio policistico ha poi maggiori probabilità di andare incontro a:

  • diabete di tipo 2;
  • sindrome metabolica;
  • malattie cardiache;
  • pressione alta.

Inoltre, recenti studi hanno dimostrato che l’incidenza dell’ovaio micropolicistico è maggiore nelle donne obese.

Cause

Le cause dell’ovaio policistico sono tutt’ora sconosciute. Il fatto che la sindrome compaia da una generazione all’altra potrebbe far pensare ad una componente genetica; tuttavia, le differenti sintomatologie che si manifestano fanno supporre che vi siano altri elementi in grado di indurre la formazione di cisti nelle ovaie.

Secondo le statistiche, ciò che maggiormente contribuisce a determinare la comparsa della sindrome dell’ovaio policistico nella donna è un livello di ormoni androgeni (maschili) più elevato del normale. Gli ormoni sono sostanze chimiche in grado di controllare il funzionamento del corpo.

Le ovaie, ad esempio, producono gli estrogeni noti anche come “ormoni femminili”; le donne, infatti, per potersi ritenere in salute necessitano di maggiori quantità di estrogeni in circolo rispetto agli uomini.

Inoltre, le ovaie producono, in minor quantità, anche ormoni maschili: gli androgeni.

Sia gli uomini che le donne richiedono specifici livelli di ambedue questi ormoni per una salute ottimale; nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico i livelli ormonali risultano squilibrati: le concentrazioni degli androgeni sono più alte del normale mentre gli estrogeni sono presenti in quantità minore.

L’alto livello di androgeni può:

  • causare problemi con la crescita e lo sviluppo dei follicoli ovarici, fino a impedire il rilascio di ovuli maturi;
  • produrre follicoli immaturi sulle ovaie, formando cisti;
  • causare altri sintomi quali l’eccesso di peluria e l’acne.

Sintomi

La sindrome dell’ovaio policistico può dar luogo a svariati sintomi:

  • irregolarità mestruali;
  • infertilità;
  • peluria eccessiva su volto, petto, ventre e cosce (irsutismo);
  • acne grave e persistente;
  • obesità;
  • difficoltà a perdere peso;
  • dolore pelvico;
  • pelle e capelli grassi.

Irregolarità mestruali 

Problemi con le mestruazioni e l’ovulazione si riscontrano frequentemente nelle donne con ovaio policistico.

Alcuni esempi sono:

  • la mancanza di mestruazioni (amenorrea);
  • l’alterazione dei ritmi delle mestruazioni (oligomenorrea);
  • cicli molto dolorosi (dismenorrea);
  • perdite di sangue senza che vi sia ovulazione (cicli anovulatori).

Infertilità

Questo è un altro problema molto comune che affligge le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico. In particolare, si verifica:

  • l’impossibilità da parte di una donna con età inferiore a 30 anni di rimanere incinta dopo 12 mesi di rapporti non protetti;
  • l’impossibilità di una donna con età superiore ai 30 anni di rimanere incinta dopo 6 mesi di rapporti non protetti;
  • interruzione involontaria di una gravidanza.

Irsutismo e acne grave

L’eccessiva crescita di peli su volto, petto e addome è un sintomo molto comune che interessa più del 70% delle donne con la sindrome dell’ovaio policistico.

Inoltre, anche l’acne grave, tardiva o persistente (che mal risponde ai più comuni trattamenti) rappresenta un’ulteriore manifestazione della sindrome.

Ad ogni modo, entrambi i casi sono correlabili all’eccessiva produzione di ormoni maschili.

Diagnosi

Esistono tre situazioni che potrebbero far pensare ad una donna di essere affetta dalla sindrome dell’ovaio policistico:

  • assenza cronica di ovulazione con conseguente irregolarità mestruale;
  • un elevato livello di androgeni non associabile ad altre condizioni cliniche;
  • presenza di cisti in una o in entrambe le ovaie.

Tuttavia, la presenza di una di queste manifestazioni sintomatiche non è detto che includa anche le altre; infatti donne che presentano cisti nelle ovaie possono non accusare gli altri sintomi e viceversa.

Di conseguenza, per ottenere una diagnosi più accurata, occorre escludere altre disfunzioni con sintomatologie uguali a quelle appena descritte come ad esempio:

  • iperplasia surrenale (le ghiandole surrenali producono ormoni in eccesso);
  • sindrome di Cushing (eccessiva produzione di cortisolo);
  • disfunzioni della tiroide;
  • iperprolattinemia (eccessiva produzione di prolattina da parte dell’ipofisi).

Dopo aver escluso una delle seguenti condizioni patologiche, il medico potrà prescrivere ulteriori esami utili alla diagnosi della sindrome, ovvero: le analisi del sangue e l’ecografia pelvica.

Cure e rimedi

Ad oggi, purtroppo non esiste una cura definitiva per l’ovaio policistico. Persino dopo la menopausa le donne continuano ad avere livelli di androgeni molto elevati nel loro sangue. Questo significa che i rischi per la salute associati alla sindrome dell’ovaio policistico sono permamenti.

Come si è visto, i possibili sintomi sono davvero numerosi e molto diversi tra loro. Di conseguenza, si rende necessario ricorrere a più trattamenti combinati tra loro per affrontare il problema.

La prima cosa da fare è correggere il proprio stile di vita sottoponendosi ad una dieta ipocalorica, perdendo peso e praticando sport. Tutto questo potrebbe rivelarsi davvero utile nel trattamento della sindrome dell’ovaio policistico; adottare uno stile di vita più sano e perdere peso può in alcuni casi aiutare a minimizzare i sintomi della sindrome o a risolverli del tutto.

Secondo alcuni dati statistici, le donne con ovaio policistico che perdono peso sono più propense a riprendere l’ovulazione aumentando così le probabilità di restare incinta, ridurre i livelli degli androgeni e diminuire la pressione sanguigna.

Inoltre, per molte donne la perdita di peso provoca una varietà di cambiamenti che permettono loro di liberarsi di sintomi quali l’acne grave senza ricorrere a farmaci o ad interventi di altra natura.

Alcune delle cure più comuni volte a ridurre gli effetti dell’alto livello degli androgeni (per esempio cicli irregolari, acne o irsutismo) sono:

  • i contraccettivi orali: utilizzati prevalentemente per scongiurare gravidanze indesiderate. Essi sono una combinazione di ormoni in grado di regolare i periodi mestruali, l’ovulazione e di ridurre l’acne, l’irsutismo e i livelli di androgeni nel sangue. Attualmente, non esiste un contraccettivo “ideale”: è, infatti, il proprio ginecologo a sceglierlo di volta in volta sulla base di diversi fattori soggettivi;
  • gli antiandrogeni: questi farmaci riducono la quantità di androgeni in circolo e nel limitano la loro attività. Anche in questo caso, non esiste un farmaco d’elezione; tuttavia, uno dei più usati è la finasteride.
  • eflornitina: è un principio attivo (impiegato nelle formulazioni in crema) molto utile a rallentare la crescita dei peli, in particolare sul viso. Il trattamento, però, non può essere interrotto: pena la ricomparsa di peli in eccesso. Sarà quindi necessario prevedere un piano di gestione a lungo termine. L’eflornitina è approvata per il trattamento dell’irsutismo sul viso e può essere utilizzata anche dalle donne in gravidanza.

Per combattere l’acne occorre, invece, utilizzare farmaci in grado di ridurre l’infiammazione, i livelli di batteri nei pori e la produzione sebacea. Ecco alcuni esempi:

  • retinoidi e antibiotici: utilizzati sotto forma di crema o compressa;
  • agenti antibatterici: disponibili solo in crema.

Alimentazione e ovaio policistico

Il sovrappeso è fra le cause più comuni della sindrome dell’ovaio policistico. Adottare uno stile alimentare adeguato e perdere peso, possono insieme costituire un trattamento molto efficace.

Detto ciò, la dieta per l’ovaio policistico deve essere a basso indice glicemico e a basso apporto energetico. I concetti fondamentali sui quali si deve basare il nuovo schema alimentare sono i seguenti:

  • apporto energetico idoneo: si tratta di una dieta ipocalorica finalizzata al dimagrimento, ovvero al riequilibrio tra massa magra e massa grassa. Le calorie complessive dovrebbero attestarsi attorno al 70% di quelle necessarie al mantenimento del peso, determinando un calo approssimativo compreso tra i 2,5 ed i 3,5 kg al mese;
  • corretto equilibrio nutrizionale: ottenuto mediante una corretta ripartizione di lipidi, proteine e carboidrati;
  • apporto in colesterolo che non superi i 300 mg al giorno;
  • un adeguato apporto di omega-6 e omega-3;
  • assunzione di almeno 30 g al giorno di fibre alimentari (utili a garantire il corretto funzionamento intestinale);

Inoltre, per facilitare il percorso di dimagrimento, si raccomanda di iniziare quanto prima un protocollo di attività fisica caratterizzato da: attività aerobica (camminata veloce, corsa, ciclismo, nuoto etc.) per almeno 4 sessioni la settimana, e attività anaerobica (rinforzo muscolare) per almeno 2 sessioni la settimana.


Di Federica Guzzi

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Autore immagine: 123rf com.


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