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Abuso permessi 104: quando scatta il licenziamento?

11 aprile 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 11 aprile 2018



Chi abusa dei permessi della Legge 104 può essere licenziato per giusta causa dal datore di lavoro anche se la sua condotta non integra il reato di truffa

Il dipendente che fruisce del permesso della legge 104 non può svolgere mansioni diverse da quelle tipiche dell’assistenza al parente disabile. Ogni condotta difforme fa venir meno il rapporto di fiducia con il lavoratore tanto da giustificare il licenziamento per giusta causa, il licenziamento in tronco, il licenziamento senza preavviso, nonché da far sorgere profili di responsabilità penale.

Infatti, colui che abusa dei permessi concessi dalla Legge 104 percepisce un’indennità economica che, sebbene anticipata dal datore di lavoro, è di fatto pagata dall’Inps, per cui ai fini della perseguibilità del reato non è necessaria neppure la denuncia da parte del datore di lavoro. Ma rimanendo sul piano civilistico dell’abuso dei permessi ex legge 104, vediamo le conseguenze in punto di licenziamento.

Permessi 104: la finalità della legge

Era l’anno 1992 quando l’Italia, con l’emanazione della legge 104, divenne uno dei primi Paesi in Europa a dotarsi di una normativa destinata alla tutela delle persone disabili. Da allora, attraverso il riconoscimento della situazione di handicap, il disabile ha accesso ad una serie di agevolazioni sul piano fiscale, lavorativo (permessi retribuiti), scolastico (diritto all’educazione e all’istruzione) e altri ambiti non meno importanti.

Certamente quello dei permessi retribuiti è il più noto tra i vantaggi lavorativi. Si tratta in concreto di tre giorni di permessi mensili retribuiti, fruibili alternativamente dallo stesso disabile o dai suoi familiari. Se gestiti ed utilizzati con responsabilità, infatti, i permessi concessi dalla Legge 104 costituiscono un importante traguardo sul piano sociale.

La realtà, invece, ne ha spesso mostrato un uso distorto, raccontando di numerosi casi di abusi.

Permessi 104: gli abusi

L’abuso dei permessi concessi dalla legge 104, come detto, costituisce una grave violazione che da un lato reca un danno sia al sistema previdenziale pubblico, atteso che ad anticipare l’indennità è l’Inps, sia alla stessa azienda che, in assenza della risorsa, deve riorganizzare il lavoro interno. Infatti, nonostante il datore di lavoro abbia il diritto di richiedere una programmazione mensile dei permessi al lavoratore, quest’ultimo può anche modificare unilateralmente questa programmazione atteso che, secondo la legge, le esigenze di assistenza del disabile devono prevalere sempre sulle esigenze dell’organizzazione produttiva.

Ma non è tutto qui. Infatti, ‘abuso dei permessi fa venir meno anche il rapporto di fiducia esistente tra datore di lavoro e lavoratore per cui, molto spesso, la prosecuzione del rapporto si rivela molto complicata. Secondo la Corte di Cassazione [1], infatti, l’utilizzo da parte del dipendente di permessi retribuiti ex 104 per scopi diversi, costituisce un comportamento idoneo a ledere irrimediabilmente il rapporto fiduciario, con conseguente legittimità del licenziamento per giusta causa. Con numerosi sentenze, poi, i giudici hanno affermato la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato a seguito dell’accertato utilizzo abusivo dei permessi della della 104.

Abuso permessi 104: quando scatta il licenziamento?

I permessi retribuiti impongono che il lavoratore che ne beneficia impieghi il tempo del permesso dedicandosi interamente all’assistenza del familiare disabile. Pertanto abusare dei permessi della legge 104 non è cosa difficile: basta dedicarsi – anche parzialmente – ad altro. Persino il tempo per il riposo e il recupero delle energie psicofisiche ridotte a causa della costante cura e assistenza nei confronti del disabile è considerato una condotta abusiva. Ne consegue che oggi è possibile affermare che l’abuso totale o anche solo parziale [2] dei benefici concessi da questa legge giustifica sempre il licenziamento per giusta causa e la prova della violazione può essere fornita anche mediante l’ausilio di una società di investigazione privata. Oltre a ciò, l’utilizzo abusivo dei permessi 104 e la falsa certificazione possono integrare gli estremi dei reati penali di falso e truffa.

Secondo la Cassazione, infatti, i cosiddetti controlli difensivi, commissionati dal datore di lavoro ed effettuati da un’agenzia investigativa per stanare i dipendenti furbetti e infedeli, sono stati ritenuti non solo leciti, ma anche utilizzabili in giudizio.

Chi effettua i controlli sui permessi Legge 104?

Chi è chiamato a controllare e accertare che il lavoratore usufruisca in maniera corretta dei permessi relativi alla Legge 104? L’accertamento sul comportamento del dipendente spetta al giudice, ma le attività di controllo possono essere effettuate da diversi soggetti quali:

  • il datore di lavoro,
  • il collega di lavoro,
  • il personale esterno ingaggiato dal datore di lavoro (investigatore),
  • l’Inps.

Non può in conclusione non darsi atto che il controllo di questi illeciti nel settore della pubblica amministrazione ha una valenza che va aldilà dall’efficienza e dall’organizzazione aziendali: essa infatti assume un significato sociale rilevante verso tutti i i cittadini e la macchina amministrativa in generale.

note

[1] Cass. n. 4984/2014; Cass. n. 9749/2016.

[2] Cass. n. 9217/2016.

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2 Commenti

  1. I tre giorni al mese di quante ore sono composti?
    L’inps paga alla azienda 8 ore al giorno per i tre giorni e non 24 ore al giorno…
    Anche oltre le 8 ore si rischia il licenziamento??
    Dato inoltre che non è richiesta la residenza congiunta col disabile, anche il tragitto casa propria casa del disabile è a rischio licenziamento?
    Grazie per le risposte che vorrete darmi

  2. QUANDO SI EMANANO DEI DECRETI PER BENEFICIARE DI ALCUNI SERVIZI,L’UNICO “NEO” E’,CHE VARI CITTADINI IRRIFLESSIVI “ABUSANO”,E’ DOPO CHE PERDONO I BENEFICI PER COLPA LORO PARLANO MALE DEGLI EX BENEFATTORI.

    PER CUI,A PRIORI,OCCORRE ASSUMERE PERSONALE “BEN QUALIFICATO” PER BEN CONTROLLARE PRIMA QUALUNQUE EVENIENZA.

    AGGIUNGO;INOLTRE,I VARI ABUSATORI SI VANTANO DI ESSERE DEI PADRI ETERNI E’ SI “BEFFANO” DEI BENEFATTORI. PER CUI,OCCORRE FRENO E’ LUNGIMIRANZA

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