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Rdc: parla il padre dell’ex brigatista

1 Ottobre 2019 | Autore:
Rdc: parla il padre dell’ex brigatista

L’ex magistrato Saraceni: nessuno vuole darle un lavoro. E già percepiva il reddito di inclusione di Renzi.

“La legge prevede che lei abbia il sussidio, ma, al di là del caso particolare di mia figlia, la questione è: una persona che è stata condannata a una lunga pena, che l’ha scontata quasi tutta, che non ha un reddito, cosa ne facciamo? La
buttiamo nella discarica? Le diciamo vai a fare la prostituta o le rapine? Oppure ce ne prendiamo carico?”. A parlare a Radio Capital è l’ex magistrato Luigi Saraceni, padre di Federica Saraceni, l’ex Br condannata per l’omicidio D’Antona finita nella bufera dopo la notizia che da agosto percepisce il reddito di cittadinanza.

“E’ una domanda – dice Saraceni – a cui dovrebbe rispondere non la destra becera e reazionaria, ma la sinistra. Leggo con sconcerto che Marianna Madia dice che la legge è sbagliata e vuole cambiarla. Dimentica, però, l’ex ministro Madia che mia figlia percepiva prima già il reddito di inclusione, che è stato introdotto dal governo Renzi. La Madia si dovrebbe mettere d’accordo con se stessa”.

“In questi 15 anni mia figlia è stata aiutata dalla famiglia”, spiega Saraceni, ricordando che “ci sono due bambini di mezzo”. “Ora è arrivato un piccolo contributo, che è veramente piccolo rispetto alle sue esigenze”, aggiunge spiegando però: “Mia figlia dice ‘levatemelo se volete, ma datemi un lavoro’. O che dobbiamo fare, come i nazisti
che li infornavano? Nessuno vuole darle un lavoro”.

Secondo l’ex magistrato la polemica di questi giorni “è un attacco politico al reddito di cittadinanza”, ma “sarebbe un errore grave eliminarlo dopo questo tempesta perché è una legge giusta e c’è tanta gente che sta in condizioni anche peggiori di quelle di mia figlia e sarebbe grave levare questo aiuto”.

Quanto alla vedova di Massimo D’Antona “ha ragione e io non mi permetto di replicare alla signora, che è la vittima principale insieme alla figlia di questa tragedia che si è abbattuta anche sulla mia famiglia. Io capisco il senso di ingiustizia che prova, però mi permetto di dire – non alla signora D’Antona ma alla sinistra – che ne facciamo nei condannati senza reddito? Li buttiamo in discarica?”.


5 Commenti

  1. Continuo e insisto imperterrito – come da oltre mezzo secolo a questa parte – sul mio punto di vista: gli assassini di qualunque stampo, di qualunque estrazione politico-sociale, ai lavori forzati in miniera con la palla al piede. Impensabile dare il salvacondotto a estremisti chiunque essi siano. Non gli sta bene, né a loro né ai “socialmente benpensanti” (quelli pronti, all’occorrenza, a voltarsi “dall’altra parte…)? Se ne facciano una ragione, sic!

  2. Se l’avessero lasciata in carcere, come sarebbe giusto x chi compie efferati assassinii, tutto questo non esisterebbe. una ulteriore considerazione riguarda il trovargli un lavoro, come asserito dal padre. Conosco ragazzi e ragazze, di indubbia onestà, che sono da anni alla ricerca di un lavoro ma non lo trovano e, spesso, devono svolgere mansioni umilianti e mal pagate pur di vivere e pagarsi le spese. DOBBIAMO trovare un lavoro a queste persone che ne hanno molto più diritto.

  3. ma i genitori che possono non devono mantenere i figli? Perché devo stipendiare io una brigatista?(insieme agli altri cittadini onesti dello Stato?).
    Non c’è perdono in terra per gli assassini,e quindi si rivolga al Papa per tutto ciò che occorre a loro.

  4. Ha ragione, poverino, una persona normale ci mette 40 anni per avere la pensione quando basta solo pochi secondi per premere il grilletto! Se avesse sparato due volte gli avrebbero raddoppiato il reddito di delinquenza.

  5. Giustamente i ns figli laureati e senza reddito che vivono ancora in casa, e quindi non possono prendere nulla dallo stato,,li dobbiamo buttare nella discarica o farli prostituire.si vergogni caro magistrato a dire una cosa del genere gia sua figlia è stata abbondantemente mantenuta da noi

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