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Denuncia per diffamazione verbale

3 Ottobre 2019 | Autore:
Denuncia per diffamazione verbale

Diffamazione orale: cos’è, quando è reato, come provarla e come fare denuncia? Quando si integra il reato di diffamazione?

La diffamazione è un reato particolarmente odioso, in quanto i danni che possono derivare da una condotta del genere talvolta sono più gravi di quelli che scaturiscono da un’aggressione fisica. Diffamare qualcuno significa ledere l’onore e il rispetto di cui una persona gode presso l’opinione pubblica: insomma, si tratta di un comportamento davvero scorretto in quanto, a differenza della semplice ingiuria, si approfitta dell’assenza della vittima per fargli del male. Come sicuramente saprai, la diffamazione è un reato: se ne sei vittima, dunque, puoi recarti presso le autorità e sporgere denuncia. Ma cosa accade se il tuo onore è stato leso attraverso delle maldicenze messe in giro volutamente da una persona? Come puoi ottenere giustizia? Quante probabilità ci sono che venga accolta una denuncia per diffamazione verbale?

Come detto, il problema è dimostrare davanti al giudice che le parole ingiuriose siano davvero state profferite dalla persona denunciata. È valida la parola della vittima contro quella dell’imputato? Si possono portare in giudizio testimoni che possano provare il fatto delittuoso? Prosegui nella lettura se ne vuoi sapere di più a proposito della denuncia per diffamazione.

Quando è diffamazione?

La diffamazione consiste nel ledere la reputazione di un’altra persona quando questa non è presente. L’offesa, dunque, deve essere comunicata a terze persone, non al diretto interessato, il quale nemmeno deve essere presente.

Mentre con l’ingiuria si lede la considerazione che la persona offesa ha di se stessa, con la diffamazione si lede la reputazione che la vittima ha nella società. Per questo motivo, essa è ritenuta più grave della semplice ingiuria e, pertanto, a differenza di quest’ultima, la diffamazione è ancora punita con la reclusione.

Diffamazione: quando è aggravata?

La legge [1] punisce il reato di diffamazione semplice con la reclusione fino a un anno oppure, in alternativa, con la multa fino a 1032 euro.

Esistono poi delle ipotesi di diffamazione aggravata, dalla legge ritenute più gravi e, dunque, punite con maggiore severità. Nello specifico, si ha diffamazione aggravata:

  • quando l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. In questo caso la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.065 euro;
  • se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico. La pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro;
  • se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio.

Come denunciare una diffamazione?

La diffamazione è un reato punibile a querela di parte; ciò significa che solamente la vittima (o i suoi eredi oppure persona che la rappresenti) può recarsi presso le autorità e denunciare il fatto. Da tanto, deriva anche un’importante conseguenza: dal momento in cui si è scoperta la diffamazione, si hanno solamente tre mesi di tempo per poter chiedere formalmente alle autorità di intervenire.

Per denunciare una diffamazione non occorre altro che recarsi presso un organo di polizia giudiziaria (i carabinieri, la polizia di Stat, ecc.) e narrare gli eventi accaduti. In alternativa, è possibile anche depositare una denuncia/querela per diffamazione già scritta. In questo caso, ti consiglio di farti aiutare da un legale.

Come provare una diffamazione verbale?

Il reato di diffamazione può integrarsi sia mediante la diffusione di scritti offensivi (ad esempio, email, commenti su facebook, ecc.), sia attraverso pettegolezzi, maldicenze o chiacchiericci di strada: in queste ipotesi, la diffamazione è orale o verbale.

In effetti, prima dell’avvento dei social network, la forma di diffamazione più diffusa era senz’altro quella verbale: nessuna traccia scritta, solo l’insopportabile divulgazione di informazioni e notizie offensive per la dignità, l’onore e il decoro di una persona.

Posto che la diffamazione, qualunque sia il modo attraverso cui essa è commessa, è sempre querelabile, come provare una diffamazione verbale? In altre parole: come dimostrare di essere stati vittima di diffamazione? Facciamo un esempio concreto.

Tizio è libero professionista che lavora in un piccolo paese. Un giorno, viene a sapere da un amico che si dice in giro che sia un pessimo professionista, incompetente e incapace. La diceria è chiaramente diffamatoria, in quanto lede la reputazione professionale di Tizio. Dopo qualche piccola indagine personale, viene a sapere che Caio, suo vecchio cliente, lo sta deliberatamente denigrando con lo scopo di infangare la sua reputazione.

Nell’esempio appena esposto, è chiaro che la persona diffamata potrà sporgere denuncia; il problema sarà quello di dimostrare concretamente la diffamazione. Come fare?

Nel caso di diffamazione orale, il consiglio è quello di essere il più precisi possibili all’interno della propria querela, cercando di specificare le persone che possono testimoniare che la diffamazione si avvenuta.

In pratica, per evitare che la tua querela per diffamazione possa essere archiviata, farai bene a fornire agli organi inquirenti il maggior numero di informazioni utili: scrivi, ad esempio, chi sono le persone che ti hanno riferito di aver sentito i commenti denigratori sul tuo conto, oppure i motivi che hanno potuto indurre il diffamatore a comporsi così.

Insomma, nella denuncia per diffamazione verbale devi prestare molta attenzione a riportare tutto ciò che potrà essere prezioso per le indagini della Procura. Avrai già capito che sarà fondamentale indicare i nominativi di persone che possano testimoniare a tuo favore, soprattutto se hanno appreso direttamente dal diffamatore le ingiurie che ti riguardano.

Quando è diffamazione verbale?

Prima di sporgere denuncia/querela, ricorda che, secondo l’insegnamento della Corte di Cassazione, si ha diffamazione verbale quando le espressioni utilizzate, per il loro carattere gravemente infamante o inutilmente umiliante, danno luogo ad una mera aggressione verbale nei confronti della persona offesa che ne risulti di conseguenza denigrata in quanto tale [2].

Bada bene, dunque, di non sporgere denuncia per un commento che si limiti ad esprimere solamente un giudizio negativo o poco gradito; solamente se l’offesa è gratuita, ingiustificata, volutamente dannosa e fatto in presenza di almeno due persone (e in assenza della vittima), allora potrà parlarsi di diffamazione verbale.


note

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 17217/2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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