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Lo sai che? Automobili difettose. Responsabilità e scatole nere

Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2011

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2011

Automobili nuove e usate: modi e tempi di denuncia dei difetti, richieste di riparazione e garanzia per i vizi.

Il mercato dell’auto può essere irto di pericoli per chi non è esperto. A volte basta il sorriso smagliante del venditore per convincere all’acquisto.

Anche le nostre auto non sfuggono al “difetto inatteso”. Capita, ad esempio, che i sensori di parcheggio non segnalino l’ostacolo (perché magari una foglia è rimasta impigliata sulle cellule).

Per le vetture commerciali c’è la teoria del “best practice”: siamo tutti collaudatori e, se qualcosa non funziona, le officine lo comunicano alla casa madre che provvede, per i successivi modelli, a eliminare il difetto [1]. Ma intanto qualcuno fa da cavia.

Esiste comunque una tutela. Acquistando un’auto nuova si ha una garanzia non inferiore a due anni, prevista per legge [2]. Tale periodo può essere prolungato (a pagamento) con apposito patto scritto. Molto spesso, però, l’estensione è riferita solo a determinate componenti dell’auto (che, in media, ne conta circa seimila).

Se l’auto nuova presenta difetti di funzionamento, si può pretendere l’intervento in riparazione o sostituzione da parte del venditore [3]. Questi, quindi, non potrà rinviare l’acquirente alla casa madre [4]. Il difetto di funzionamento dell’autovettura può però essere contestato per iscritto al concessionario solo entro 60 giorni a partire dal giorno in cui questo è stato scoperto [5].

La riparazione ordinaria, il cd. tagliando, può invece essere effettuata da qualsiasi officina, a patto che sia autorizzata a fare ciò [6].

L’eventuale mal funzionamento dell’auto, anche se in garanzia, non sospende il finanziamento della stessa.

Nel caso di un’auto usata, la garanzia rimane di due anni, ma il cliente e il venditore possono accordarsi per ridurla sino a un massimo di un anno [7]. Una garanzia al di sotto di tale limite è illegittima.

Della vendita è direttamente responsabile il venditore [8] (e non la casa costruttrice) che garantisce le prestazioni dell’auto usata. In molti casi si parla di usato garantito. Questa formula è usata dal venditore per dire che si assume l’ulteriore responsabilità di eventuali rotture accidentali e improvvise, sempre che l’autovettura sia utilizzata in modo corretto. Le condizioni dell’usato garantito devono risultare da un prospetto che deve essere consegnato all’acquirente al momento del ritiro dell’automobile.

Non sempre è facile fornire la prova del difetto dell’apparecchio. Vincolati dai contratti, infatti, i produttori possono esimersi dal fornire i segreti industriali (come le mappature delle centraline o i drive sorgente), evitando così che il vizio venga smascherato.

Su un piano processualistico, del resto, la prova del difetto di costruzione deve essere fornita da chi ha subito il danno e ne chiede il risarcimento [9]. Si! proprio come se, per esempio, Simoncelli o Senna potessero oggi parlare e dirci cosa era andato storto in quel maledetto ultimo secondo della loro vita.

Incidente di percorso, inatteso, ci diranno quelli che le macchine le costruiscono ma non le usano.

La tecnologia dovrebbe migliorare la vita. Non spezzarla. Allora, se un ritorno al passato non è possibile e il risarcimento è difficile, bisognerebbe dotare auto e moto di apparecchi in grado di registrare le disfunzioni (una sorta di scatola nera), che faccia emergere eventuali difetti di costruzione e le relative responsabilità. Non servirà certo a far ritornare in vita chi ormai non c’è più, ma quantomeno non vedremo più nessuno “partire via” inutilmente.

di LUIGI GARGANO

 

note

1] Come è accaduto o scorso anno ai freni delle macchine Toyota, problema che comportò il ritiro di quasi 400.000 autovetture. Art. 7 del D.P.R. n. 459 del 24 luglio 1996.

[2] Art. 132 del D.lgs n. 206 del 6 settembre 2005.

[3] Artt. 129 e 130 del D.lgs n. 206 del 6 settembre 2005.

[4] L’obbligo per il venditore di riparare l’auto decade però dopo 60 giorni da quando il difetto è stato scoperto. Fonte Adiconsum.

[5] Art. 132 comma 2, del D.lgs n. 206 del 6 settembre 2005.

[6] Art. 3 Reg. 1400/2002.

[7] Fonte Adiconsum.

[8] Relazione introduttiva e art. 3 del D.lgs n. 24 del 2002, che recepisce la direttiva 1999/94/CE.

[9] Art. 120, comma 1 del D.lgs n. 206 del 6 settembre 2005: il danneggiato deve provare il difetto, il danno, e la connessione causale tra difetto e danno.


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2 Commenti

  1. buonasera,

    vi scrivo in quanto sto vivendo un incubo con Porsche.
    Nel mese di Aprile 2012 acquisto una cayenne diesel nuova a milano in viale rubattino.
    Nel mese di dicembre ossia dieci mesi dopo l’impianto di riscaldamento cessa di funzionare a causa del freddo,ossia quando la temperatura va sotto zero l’impianto va in blocco.
    porto la macchina in porsche e mi sento dire che purtroppo alcuni cayenne diesel hanno questo difetto e nonostante la riparazione potrà ripresentarsi.
    a metà gennaio causa freddo l’impianto smestte di funzionare nuovamente.
    Ad oggi la macchina è ancora presso porsche di viale rubattino e forse mi verrà restituita verso fine marzo.
    ci tengo a precisare che ormai parliamo tramite legali e ci tengo a dire che il comporatmento di porsche è stato inqualificabile.
    questa esperienza mi ha fatto capire che non c’è alcun tipo di tutela per l’acquirente che come nel mio caso continua a pagare il leasing a financial porsche per una macchina difettosa che mi farà impazzire per utti i quattro anni di leasing.
    ma è possibile che non si possa incastrarli.
    federico solito de solis

  2. Buongiorno G.mi,
    ho un quesito da sottoporVi dopo aver visto la vostra pagina web di aiuto al consumatore.
    Innanzitutto vi ringrazio del servizio che fate che ritengo molto utile.
    ho acquistato 3 settimane fa una moto usata da un concessionario dando in permuta il mio usato.
    La trattativa è avvenuta tramite telefono ed email.
    Alla fine il concessionario (Titolare) ed altri 2 meccanici son venuti giù a casa mia (Vicenza) col camioncino da Udine e dopo che io ho visionato la loro e loro la mia, Il contratto è stato siglato /firmato da ambedue le parti.
    Nel contratto era riportato che i tagliandi previsti da piano manutenzione vanno eseguiti presso la loro officina (o da chi indicato da loro). La garanzia offerta è di 12mesi sul mio acquistato.
    Il concessionario mi ha firmato anche un foglio, da me preparato per il rientro della mia, dove era riportata la dicitura della “formula vista e piaciuta , esclusione completa di ogni tipo di garanzia. nessuna garanzia di alcun tipo sul mezzo permutato ” ed un altro foglio da me preparato dove veniva riportato che la moto che andavo ad acquistare era ” coperta da garanzia sia sulla manodopera che sui componenti al di là dei componenti deperibili quali gomme batteria etc per 12mesi” .

    Appena provata la mia ho riscontrato dei difetti (non carburata, assenza di catarifrangente posteriore, clacson messo nella scatola ma non montato, freccia dietro sinistra non funzionante , interruttore luce stop non funzionante, assenza del telo coprimoto, scarico solo pista montato). Alcuni di questi stridono col fatto che il giorno precedente della vendita figura revisionata completamente a libretto. la moto attualmente non è portabile in strada ma solo uso pista (che non ho mai fatto e nemmeno farò) viste le mancanze di componenti ed il sistema di scarico non omologato montato e lo stradale nella scatola .
    Appena ho chiamato il concessionario mi è stato detto che mi sto lamentando per pochezze e che la moto che ho loro venduta presenza difetti vari molto più importanti di queste piccolezze eche se io domandavo loro di pagare loro mi avrebbero girto i costi della mia (graffietti superficiali, leggero trafilaggio d’olio, dischi frizione da sostituire). Inoltre mi son sentito minacciare di mandarmi indietro la mia e saldare il resto del pagamento con bonifico.
    A distanza di due settimane ora la situazione sembra più tranquilla (per lo meno son cordiali e non mi bestemmiano più al telefono). Non si è più parlato di restituire la mia che vedo in vendita in internet. Oggi mi è arrivato finalmente il libretto ed il CDP della mia.
    Tuttavia rimango con questi lavori da fare ed alla mia richiesta di metterci daccordo di oggi su dove posso portarlaloro mi han risposto di non aver problemi a sostituirmi i pezzi previo l’invio a mio carico dei componenti non funzionanti.
    I problemi sorgono sul fatto che io la porterei a riparare da un’officina autorizzata DUCATI della mia zona (o anche non per farli risparmiare).
    Loro invece mi contrappongono il fatto che se la moto ha problemi devo portarla ESCLUSIVAMENTE da loro come previsto dalla garanzia sull’usato che mi han fornito.
    Al di là dei comportamenti tenuti finora che mi han messo molto a disagio e tolto ogni margine di fiducia nel concessionario, sussiste per me un motivo logistico e di comodità nel portarla a 10km da casa mia piuttosto che dover organizzarmi per un viaggio di 200 km, tornar senza moto, e poi andarla arecuperare nuovamente con tempistiche che visti i precedenti potrebbero esser dubbie. Il concessionario non è di marca Ducati tra l’altro.
    Volevo domandarVi cortesemente se è nel mio diritto riparare la moto da un concessionario ducati qui vicino o se devo tassativamente sfruttare la garanzia offertami solo presso la loro concessionaria. Inoltre vorrei appurare con Voi la minaccia di addebito spese manutenzione della mia vecchia moto in permuta / restituzione della stessa da parte loro.

    Vi ringrazio della cortese risposta,
    Certo di aver un Vostro cortese riscontro,
    Vi auguro una buona giornata,

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