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Chi paga il funerale se non ho soldi?


> Business Pubblicato il 11 aprile 2018



Funerale: chi lo paga? Chi paga il funerale di un nullatenente? Quando il funerale lo paga il Comune?

Nell’antichità si parlava di moneta per l’Ade; c’era infatti la tradizione di posizionare una moneta sotto la lingua del cadavere o di apporne due sugli occhi del defunto. Persino Caronte traghettava i morti nell’Ade, da una parte all’altra del fiume, solamente se disponevano di una moneta; in assenza di essa, i non abbienti erano destinati a vagare per l’eternità, senza pace. Da allora, a ben vedere, le cose non sono poi cambiate di molto. In Italia, addirittura, c’è il pericolo che venga introdotta la macabra tassa sulla morte (per saperne di più, leggi: In arrivo la macabra “tassa sulla morte”). Da che mondo è mondo, comunque, non si muore gratis. Le spese funebri, al contrario, costano caro. E allora ci si domanda:  chi paga il funerale se non ho soldi? Cosa succede quando una persona non può permettersi di pagare il proprio funerale?

A tanto risponderemo nel presente articolo. Tuttavia, prima di  vedere chi paga il funerale di un nullatenente, chiariamo cosa sono e come e come funzionano le spese funerarie.

Spese funerarie: cosa sono e come funzionano

Le spese per le onoranze funebri sono da comprendere tra i pesi ereditari [1], cioè tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari — ossia dai debiti esistenti in capo al defunto e che si trasmettono, con il patrimonio del medesimo, a coloro che gli succedono per legge o per testamento — gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che è composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell’eredità (per saperne di più leggi anche: Debiti del defunto: chi li paga?).

Funerale: chi lo paga

Ciò vuol dire che le spese funerarie fanno parte della successione e, di conseguenza, gravano sugli eredi in forza dell’acquisto dell’eredità. Di conseguenza, gli eredi che accettano l’eredità non potranno sottrarsi dal loro pagamento.

In ogni caso occorre precisare che il pagamento delle spese funerarie da parte di un membro della famiglia costituisce l’espressione di un dovere morale e familiare, da non poter, dunque, essere ricondotto “tout court” all’adempimento di un peso ereditario. Si tratta, pertanto, di un atto che non può costituire accettazione tacita dell’eredità.  L’avvenuto pagamento pro quota delle spese funerarie, dunque, non potrà essere considerato un atto implicante accettazione tacita dell’eredità.

Sul punto, inoltre, è bene sapere che colui che ha anticipato le spese funerarie ha diritto di ottenere il rimborso dagli altri eredi, sempre che non si tratti di spese eccessive sostenute contro la volontà espressa dai medesimi [2].

Fatta questa necessaria premessa, possiamo rispondere alla domanda che ci siamo posti ad incipit del presente articolo, vale a dire: chi paga il funerale se non ho soldi? Scopriamolo insieme.

Chi paga il funerale di un nullatenente

Purtroppo sono sempre più numerosi, in Italia, coloro che non possono permettersi un funerale per i propri cari o addirittura coloro che morendo, senza parenti prossimi e nullatenenti, hanno bisogno dello Stato per essere “traghettati nell’aldilà”.

Ed infatti, generalmente gli enti locali si occupano di garantire le esequie ai defunti nullatenenti, affrontando le spese indispensabili che si rendano a tal fine necessarie. Sul punto, è importante distinguere i funerali sociali dai funerali gratuiti, detti anche funerali di povertà.

Funerali sociali e funerali di povertà

I funerali di povertà sono gratuiti. A tal fine, il Comune stanzia una cifra fissa all’anno con la quale pagare il funerale ai poveri. A differenza dei cosiddetti funerali di povertà, per i funerali sociali il Comune chiede di praticare uno sconto del 50% perché i soggetti sono seguiti dai servizi sociali e si trovano in condizioni di particolare difficoltà. In seguito, la restante somma (circa mille euro) viene pagata dai parenti del defunto, quando sono in grado di farlo,  o – come più spesso avviene – dal Comune.

Quando il funerale lo paga il Comune

Sul punto, è bene precisare che è insita nel potere d’ordinanza di ciascun Comune la determinazione delle singole condizioni per l’accesso ai funerali sociali e gratuiti ed anche il relativo procedimento amministrativo è regolato dal Regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di riferimento, che è quello di residenza del defunto.

Più in generale, tuttavia, valgono le seguenti regole [3].

  • Nel caso di defunto dichiaratosi indigente, il Comune in base ai criteri autonomamente stabiliti e dopo un’accurata verifica consistente nell’accertamento dello stato patrimoniale, si accolla le spese per l’inumazione;
  • Il Comune sostiene le spese anche qualora non fossero reperibili familiari, oppure il defunto abbia solo familiari fino al 6° grado a loro volta non abbienti;
  • In presenza di familiari non indigenti, le spese per l’inumazione sono divise e quindi sostenute da questi ultimi.

In sostanza, il Comune – in base ai criteri autonomamente stabiliti – esegue un’accurata verifica consistente nell’accertamento dello stato patrimoniale. Non trovato alcun bene, si accolla le spese per l’inumazione qualora non fossero reperibili familiari o questi (fino al 6° grado) siano a loro volta non abbienti, irreperibili o abbiano rinunciato all’eredità.

Quali cadaveri vanno al cimitero?

Ai sensi di legge [4] quando non venga richiesta altra destinazione, nei cimiteri devono essere ricevuti:

  • i cadaveri delle persone morte nel territorio del comune, qualunque ne fosse la residenza in vita;
  • i cadaveri delle persone morte fuori del comune, ma aventi in esso la residenza in vita;
  • i cadaveri delle persone non domiciliate in vita nel comune e morte fuori di esso, ma aventi diritto al seppellimento in una sepoltura privata esistente nel cimitero del comune stesso;
  • i nati morti;
  • i resti mortali delle persone sopra elencate.

note

[1] Cfr. art. 752 Cod. Civ.

[2] Cfr. Cass., sent. n. 1994/2016.

[3] Il testo legislativo regolante la materia è il Dpr n. 258/1990, “Approvazione del Regolamento di Polizia Mortuaria”:
L’art. 1, comma 7 bis della L n. 26/2001 disciplina l’assunzione delle spese da parte dell’amministrazione comunale. Lo stesso stabilisce, che la gratuità dell’inumazione, cremazione e esumazione ordinaria è limitata alle persone indigenti, agli appartenenti ad una famiglia non abbiente, nonché a coloro, i cui familiari sono irreperibili o se questi hanno rinunciato all’eredità.

[4] Ai sensi dell’art. 48, Dpr n. 803/1975.

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