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Funerale: chi lo paga

12 aprile 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 12 aprile 2018



Spese funerarie: chi le paga, come si dividono e cosa succede se non si hanno soldi per pagare il funerale?

Il problema dei soldi ci accompagnerà sempre, anche oltre la morte. I soldi sono indispensabili non solo per vivere, ma anche per morire e godere di una “degna sepoltura”, tant’è che si sta discutendo anche circa l’introduzione di una tassa a dir poco macabra, chiamata appunto “tassa sulla morte” (per saperne di più, leggi: In arrivo la macabra “tassa sulla morte”). C’è chi risparmia una vita per pagarsi il funerale; molto spesso, invece, questo non è possibile: si pensi ad una morte improvvisa, a chi è nullatenente o – più semplicemente – ha preferito spendere i propri soldi per altre questioni. E allora ci si chiede: chi paga le spese funerarie? A chi tocca pagare il funerale di un proprio parente o di un proprio caro? Ci si può sottrarre dal pagamento delle spese funebri oppure si è obbligati a pagare un funerale? Cosa succede, invece, se non si hanno soldi per pagare il funerale? Scopriamolo insieme. Prima, però,  chiariamo cosa sono e come e come funzionano le spese funerarie.

Spese funerarie: cosa sono e come funzionano

Le spese per le onoranze funebri sono da ricomprendere tra i pesi ereditari, cioè tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell’apertura della successione e, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari — ossia dai debiti esistenti in capo al defunto e che si trasmettono, con il patrimonio del medesimo, a coloro che gli succedono per legge o per testamento — gravano sugli eredi per effetto dell’acquisto dell’eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che è composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell’eredità (per saperne di più leggi anche: Debiti del defunto: chi li paga?).

Sul punto, il Codice Civile [1]  stabilisce che i coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e pesi ereditari in proporzione delle loro quote ereditarie, salvo che il testatore abbia altrimenti disposto. Come anticipato, le spese funerarie rientrano tra i pesi ereditari e, pertanto, vanno distribuite pro quota tra tutti i coeredi.

Funerale: chi lo paga

Alla luce di quanto sopra, le spese funerarie fanno parte della successione e, di conseguenza, gravano sugli eredi in forza dell’acquisto dell’eredità. Di conseguenza, gli eredi che accettano l’eredità non potranno sottrarsi dal loro pagamento.

Chi paga il funerale accetta tacitamente l’eredità?

In ogni caso occorre precisare che il pagamento delle spese funerarie da parte di un membro della famiglia costituisce l’espressione di un dovere morale e familiare prima ancora che giuridico, tanto da non poter essere ricondotto “tout court” all’adempimento di un peso ereditario. Si tratta, pertanto, di un atto che non può costituire accettazione tacita dell’eredità.  L’avvenuto pagamento pro quota delle spese funerarie, dunque, non potrà essere considerato un atto implicante accettazione tacita dell’eredità.

Se il funerale costa troppo?

Le spese per le onoranze funebri rientrano tra i pesi ereditari che, sorgendo in conseguenza dell’apertura della successione, costituiscono, unitamente ai debiti del defunto, il passivo ereditario gravante su tutti gli eredi. Di conseguenza colui che ha anticipato tali spese ha diritto ad ottenerne il rimborso da parte degli altri eredi, sempre che non si tratti di spese eccessive e sostenute contro la loro volontà. Ed infatti, così come indicato dalla Cassazione in una recente sentenza, le spese per le onoranze funebri vanno sì divise tra gli eredi, ma deve trattarsi di spese giuste e non eccessive o sostenute contro la loro volontà degli altri coeredi [2].

Chi paga il funerale se non ho soldi?

Purtroppo sono sempre di più, in Italia, coloro che non possono permettersi un funerale per i propri cari o addirittura coloro che morendo, senza parenti prossimi e nullatenenti, hanno bisogno dello Stato per essere “traghettati nell’aldilà”.

Ed infatti, generalmente gli enti locali si occupano di garantire le esequie ai defunti nullatenenti, affrontando le spese indispensabili che si rendano a tal fine necessarie. Sul punto, è importante distinguere i funerali sociali dai funerali gratuiti, detti anche funerali di povertà.

Funerali sociali e funerali gratuiti

I funerali di povertà sono gratuiti. A tal fine, il Comune stanzia una cifra fissa all’anno con la quale pagare il funerale ai poveri. A differenza dei cosiddetti funerali di povertà, per i funerali sociali il Comune chiede di praticare uno sconto del 50% perché i soggetti sono seguiti dai servizi sociali e si trovano in condizioni di particolare difficoltà. In seguito, la restante somma (circa mille euro) viene pagata dai parenti del defunto, quando sono in grado di farlo,  o – come più spesso avviene – dal Comune.

Quando il funerale lo paga il Comune

Sul punto, è bene precisare che è insita nel potere d’ordinanza di ciascun Comune la determinazione delle singole condizioni per l’accesso ai funerali sociali e gratuiti ed anche il relativo procedimento amministrativo è regolato dal Regolamento di Polizia Mortuaria del Comune di riferimento, che è quello di residenza del defunto.

Più in generale, tuttavia, valgono le seguenti regole [3].

  • Nel caso di defunto dichiaratosi indigente, il Comune in base ai criteri autonomamente stabiliti e dopo un’ accurata verifica consistente nell’accertamento dello stato patrimoniale, si accolla le spese per l’inumazione;
  • Il Comune sostiene le spese anche qualora non fossero reperibili familiari, oppure il defunto abbia solo familiari fino al 6° grado a loro volta non abbienti;
  • In presenza di familiari non indigenti, le spese per l’inumazione sono divise e quindi sostenute da questi ultimi.

In sostanza, il Comune – in base ai criteri autonomamente stabiliti – esegue un’accurata verifica consistente nell’accertamento dello stato patrimoniale. Non trovato alcun bene, si accolla le spese per l’inumazione qualora non fossero reperibili familiari o questi (fino al 6° grado) siano a loro volta non abbienti, irreperibili o abbiano rinunciato all’eredità.

Spese funerarie: sono detraibili?

Chi ha pagato un funerale deve sapere che c’è la possibilità di detrarre dalle tasse le spese funerarie sostenute. Vediamo allora a quanto ammonta la detrazione, chi può beneficiarne e quali gli importi ed i limiti di spesa.

Detrazione spese funebri: chi può beneficiarne

Prima di comprendere a quanto ammonta la detrazione per le spese funebri, vediamo chi può beneficiarne, chi cioè può scaricare dalle tasse le spese sostenute per un funerale.

Ebbene, sul punto è importante sapere che a partire dal 2016 è stato abolito il cosiddetto vincolo di parentela, che permetteva soltanto ai parenti di godere dello sgravio sull’Irpef. Prima del 2016, infatti, avevano diritto alla detrazione delle spese per un funerale solo:

  • il coniuge;
  • i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Ad oggi, invece, la platea dei soggetti che possono beneficiare della detrazione è stata notevolmente ampliata. Ed infatti, dopo l’abolizione del vincolo di parentela, tutti coloro che hanno sostenuto le spese per il funerale possono beneficiare della relativa detrazione.

Spese funerale: a quanto ammonta la detrazione

Per quanto concerne le spese sostenute in dipendenza della morte di una persona, viene riconosciuta una detrazione del 19% per un importo non superiore a 1.550 euro per ciascun funerale.

Dunque:

  • la percentuale di detrazione da applicare alle spese è del 19%;
  • il limite di spesa massima su cui calcolare il 19%, è pari a 1.550 euro.
  • il 19% di 1550 è pari a 294,50 euro, ed è questa la quota massima di spesa che i contribuenti possono portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

In sostanza, le spese funebri sono detraibili al 19% per un massimo di spesa pari a 1.550 euro, per cui si possono detrarre fino a 294,50 euro.

Facciamo un esempio pratico:

Se, per esempio, hai speso 4mila euro per le spese funebri di un tuo parente o di un tuo amico,  potrai detrarre dall’Irpef solo l’importo limite, ovvero 1.550 euro. Bisognerà poi calcolare il 19% di tale cifra: il risultato che viene fuori da questa operazione, ovvero 294,50 euro, potrà essere scaricato dalle tasse.

Funerale pagato da più persone: come si divide la detrazione?

Come si divide la detrazione se a sostenere le spese funebri sono più persone? Ebbene, se la spesa è stata sostenuta da più contribuenti, la detrazione complessiva va suddivisa tra quelli che hanno contribuito alla spesa per il funerale. Dunque, la detrazione totale di 294,50 euro, va suddivisa per quanti hanno contribuito alla spesa per il funerale, o dei funerali qualora vi sia stato più di un decesso nell’arco dello stesso anno. In questa casi, ai fini della detrazione delle spese funebri, se la fattura emessa dall’agenzia funebre risulta intestata ad una sola persona, ma al pagamento di essa hanno contribuito altre persone, occorre riportare su di essa un’annotazione firmata dall’intestatario con la quale si certifichi che l’importo fatturato è stato suddiviso tra più soggetti. In questo modo, chi ha contribuito a pagare la spesa, otterrà una copia della fattura che dovrà conservare ed utilizzare successivamente come documentazione di spesa per godere la detrazione pro-quota. Per ottenere le detrazioni, infatti, è sempre necessario conservare alcuni documenti che attestino l’effettivo sostenimento della spesa. Vediamo quali.

Detrazione spese funebri: quali documenti servono

Come anticipato, per poter scaricare dalle tasse le spese sostenute per un funerale, è necessario conservare la relativa documentazione. Ciò in quanto è necessario dimostrare di aver effettivamente sostenuto la spesa. Tra i documenti da conservare, dunque, ci sono le fatture dell’impresa di pompe funebri, del fioraio e quella dei servizi comunali.

 

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