Diritto e Fisco | Articoli

Multe autovelox: ecco come fare ricorso

1 Ottobre 2019
Multe autovelox: ecco come fare ricorso

Motivi di contestazione del verbale per eccesso di velocità: autovelox o cartello nascosto, mancata taratura, fotografia non corretta, notifica irregolare. 

Se hai ricevuto una multa fatta con l’autovelox e ti sono stati sottratti i punti dalla patente, è molto probabile che ti stia domandando come fare ricorso. Non bisogna cadere nella tentazione di sollevare facili contestazioni che potrebbero essere rigettate dal giudice e costare più della stessa sanzione. Ecco perché abbiamo voluto indicare qualche delle eccezioni che, di solito, sono più spesso accolte dalla giurisprudenza.

Ricorda però due cose. Se paghi la multa nei primi 5 giorni hai uno sconto del 30%; sicché, fare ricorso non sempre conviene.

Se anche fai ricorso, devi inviare alla polizia la comunicazione con il nome, cognome e i dati della patente dell’effettivo conducente, altrimenti ti becchi una seconda multa fino a mille euro. Se non ti ricordi chi era alla guida al momento dell’infrazione – magari perché hai una famiglia numerosa e tutti sono soliti prendere la tua auto – devi comunque inviare la comunicazione alla polizia dichiarando di non essere in grado di rispondere per una giusta causa. In tale ipotesi, secondo un orientamento recente della Cassazione, non dovresti ricevere la seconda contravvenzione.

Ma procediamo con ordine e vediamo come fare ricorso contro la multa autovelox.

Autovelox nascosto

Ogni segnaletica stradale deve essere facilmente leggibile dagli automobilisti. E tale leggibilità va rapportata soprattutto alla dimensione della strada e alla velocità su di essa consentita.

Ma c’è una aspetto che viene prima di ogni altra questione: il cartello autovelox non deve essere nascosto. Se così fosse, infatti, per quanto grande possa essere, nessun conducente potrebbe percepirne la presenza e la sua funzione verrebbe frustrata.

Molti giudici si sono già occupati di questo problema. Un problema strettamente legato alla manutenzione delle strade e della vegetazione da parte dell’ente titolare del suolo. Perché è proprio la presenza di siepi e alberi ai margini della carreggiata che può oscurare la segnaletica a giustificare un’eventuale contestazione della contravvenzione per eccesso di velocità. Ecco che allora è normale chiedersi, se il cartello autovelox è nascosto, come contestare la multa. Vediamo meglio come stanno le cose.

La visibilità della postazione della polizia

L’articolo 142 del Codice della strada stabilisce che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione del presente Codice.

La postazione della polizia con l’autovelox non deve nascondersi maliziosamente per non farsi vedere, ma ciò non significa neanche che debba mettersi in bella mostra. Se la conformazione dell’area di sosta, la presenza di siepi o di una fila di alberi ne impediscono l’immediata percezione, la multa è valida. L’importante infatti è che sia stato installato, con un congruo anticipo, il cartello con l’avviso preventivo. Ciò che non è consentito è quindi l’atteggiamento doloso dei verbalizzanti, rivolto proprio ad occultare la presenza propria e dell’apparecchio. Si pensi a un autovelox nascosto dentro un’auto civetta o in un gabbiotto per il soccorso stradale, mentre i vigili si appostano dietro la vegetazione per non farsi vedere.

Il decreto Delrio è intervenuto a ribadire l’obbligo di rendere evidenti le postazioni fisse e mobili di rilevamento elettronico.

La visibilità del cartello autovelox

Il cartello che avvisa gli automobilisti con la scritta «Controllo elettronico della velocità» deve essere piantato a non più di 4 km dall’autovelox (distanza massima). Inoltre, per quanto invece riguarda la distanza minima tra il misuratore della velocità e il cartello, quest’ultimo deve essere collocato con congruo anticipo, in modo tale da consentire agli automobilisti di frenare dolcemente, senza brusche manovre che potrebbero costituire un pericolo per la circolazione. Insomma, esiste una distanza massima prefissata dalla legge, mentre quella minima va valutata caso per caso.

Il decreto Mit del 16 giugno 2017 evidenzia la necessità di segnalare con congruo anticipo e in modo adeguato gli strumenti per la misurazione della velocità sulle strade: ne va della sicurezza degli utenti.

A differenza della postazione degli agenti e/o dello stesso autovelox che, come detto, potrebbero anche non essere immediatamente percepibili dagli automobilisti, il cartello preventivo deve essere visibile. Non può quindi essere né deturpato da atti vandalici – nel qual caso l’amministrazione sarebbe tenuta a sostituirlo – né coperto dalla vegetazione o da altri segnali stradali o manifesti pubblicitari.

Può essere pertanto annullato il verbale per l’eccesso di velocità rilevato dell’autovelox che risulta «praticamente invisibile» per i conducenti dei veicoli.

La fotografia della multa

La fotografia scattata dall’autovelox non può limitarsi a immortalare la targa dell’auto da multare, ma serve la registrazione fotografica completa dell’infrazione al Codice della strada.

Il verbale poi non può essere inviato in semplice fotocopia.

Il verbale deve indicare il decreto del prefetto

Se la multa è stata elevata in assenza di polizia, in strada urbana a scorrimento o extraurbana secondaria, il verbale è nullo se non indica  il decreto del prefetto definitivo che autorizza la postazione fissa di rilevamento.

In città, invece, l’autovelox è ammesso solo dietro presenza della polizia che deve procedere alla contestazione immediata dell’infrazione.

Omologazione e taratura

Ogni autovelox deve essere omologato al primo collaudo e deve essere tarato una volta all’anno. La prova della taratura deve essere fornita dall’amministrazione su richiesta del conducente. Se manca il verbale di taratura in copia autentica la contravvenzione è nulla. Il verbale deve anche riportare l’ultima taratura eseguita, in modo da poter controllare il rispetto dei 365 giorni.

La notifica della multa

Come chiarito dalle Sezioni Unite della Cassazione [2], sono da considerare inesistenti le notifiche delle multe fatte da società private di recapito alle quali il Comune ha affidato il servizio di consegna di atti giudiziari. La Corte ha anche affermato che le notifiche eseguite dai soggetti anzidetti sono equiparate all’omessa notificazione, con conseguente estinzione dell’obbligo di pagare. La recente liberalizzazione ha però ammesso, da parte del Comune, l’utilizzo di servizio di poste private. L’importante è che a redigere e imbustate le multe sia stata la pubblica amministrazione e non un soggetto privato.

Multa autovelox: come fare ricorso

Una volta che ti è stata notificata la multa hai 30 giorni di tempo per presentare il ricorso al giudice di pace del luogo ove è avvenuta l’infrazione. Puoi inviare il ricorso anche con raccomandata alla cancelleria del giudice, salvo poi informarti sulla prima udienza e partecipare alle varie udienze. Lo puoi fare anche senza avvocato.

Se perdi il ricorso, il giudice confermerà la sanzione ma potrà condannarti alle spese processuali.

In alternativa puoi fare ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica. Il Prefetto è, però, un organo di parte e difficilmente ti darà ragione se le tue motivazioni non sono evidenti e non richiedono interpretazione. Ti consiglio questo ricorso solo per i vizi sui quali si è orma formato un consolidato orientamento in giurisprudenza.

Il ricorso al giudice di pace obbliga al pagamento del contributo unificato mentre quello al Prefetto, da inviare con raccomandata a.r. alla polizia che ha elevato il verbale o direttamente alla Prefettura, è gratis.

Il ricorso al Prefetto si considera accolto se, entro 180 giorni dall’invio del ricorso (se inoltrato alla polizia) o 210 giorni (se inoltrato al Prefetto) non ricevi risposta. Invece, contro l’eventuale rigetto puoi fare ricorso al giudice di pace nei successivi 30 giorni.

Il Prefetto che rigetta il ricorso ti condannerà a pagare la multa in misura piena (pari a circa il doppio).


note

[1] Giudice di Pace di Avellino, sent. n. 2357/19.

[2] Cass. S.U. sent.  . 20440/2006.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube