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Quali farmaci si possono comprare senza ricetta?

2 Ottobre 2019 | Autore:
Quali farmaci si possono comprare senza ricetta?

Quando si rende necessaria la prescrizione medica per acquistare un medicinale? Quando sono a carico del Ssn e quando sono da pagare?

Non ti stupire se un giorno hai bisogno di un medicinale urgente, vai in farmacia e ti senti dire che non possono dartelo perché non hai la ricetta. Bene che ti vada, se il farmacista ti conosce da una vita e sa che gli porterai la ricetta il giorno dopo, potresti essere fortunato e tamponare così la situazione. Ma sappi che non è tenuto a farlo, anzi: potrebbe rischiare grosso. Basti pensare al recente fatto di cronaca che si è concluso drammaticamente con la morte di due ragazzi a Firenze: loro avrebbero fatto un uso improprio di un oppiaceo, ma il farmacista è stato, comunque, iscritto sul registro degli indagati per averlo venduto senza ricetta. Certo, si tratta di un caso molto particolare, ma richiama una domanda di fondo: quali farmaci si possono comprare senza ricetta e per quali, invece, si deve passare prima dal medico curante o dallo specialista?

Così come ci sono diversi tipi di medicinali, ci sono anche diversi tipi di ricette. Entrambe le cose vanno abbinate in base alla classe del farmaco, cioè alla sua composizione e all’uso che se ne deva fare. Troviamo, così, la ricetta ripetibile, quella non ripetibile, quella limitativa e quella speciale. Ciascuna di queste si riferisce ad un tipo di medicinale diverso. Ed è quello che vedremo in questo articolo.

Poi ci sono altri farmaci per il quali non serve la prescrizione medica. È il tipico caso dell’Aspirina o della Tachipirina, di certi antidolorifici, di uno sciroppo per la tosse, ecc. Vediamo quali farmaci si possono comprare senza ricetta e quali no. E se, in qualsiasi caso, c’è il diritto al rimborso tramite la detrazione fiscale.

Farmaci: ad ognuno la sua ricetta

Dunque, non tutti i farmaci sono uguali. E ad ogni tipo di medicinale corrisponde una diversa ricetta, tranne nei casi in cui questa non è necessaria. Nello specifico:

  • i farmaci senza ricetta, chiamati anche medicinali da banco oppure OTC (Over the counter);
  • i farmaci con ricetta;
  • i farmaci con ricetta speciale;
  • i farmaci con ricetta limitativa;
  • i farmaci con ricetta da rinnovare volta per volta.

I farmaci senza ricetta

I farmaci senza ricetta, o medicinali da banco, sono quelli che è possibile acquistare direttamente in farmacia senza prescrizione medica. Può bastare il consiglio del farmacista, se il paziente non ha le idee chiare.

Nel dettaglio, si tratta di quei farmaci che, per la loro composizione e per il loro scopo terapeutico, non hanno bisogno dell’intervento di un medico per la diagnosi, la prescrizione o il monitoraggio durante il trattamento. Pensa, ad esempio, alla classica Aspirina, al Tachifluidec, al cerotto contenente un farmaco per i dolori muscolari, ecc.

Questi sono gli unici medicinali per cui può essere fatta pubblicità. Se il farmaco è inserito nella classe C-bis, deve riportare sulla confezione la dicitura «medicinale di automedicazione», altrimenti deve essere scritto «medicinale non soggetto a prescrizione medica». Questi ultimi non possono essere pubblicizzati. A titolo esemplificativo, tra questi ultimo possiamo citare l’Aspirinetta, il Fluimucil, lo Zyloric o il Bimixin. Qui puoi trovare l’elenco completo.

I farmaci con ricetta

Questi farmaci sono soggetti a prescrizione medica perché i loro effetti o la loro potenziale tossicità necessitano del controllo del medico durante il trattamento. Il dottore, in pratica, decide la quantità di farmaco da prendere, le volte e il modo in cui deve essere assunto durante il giorno e la durata della terapia.

Questo tipo di medicinali, dunque, non può essere acquistato in farmacia senza la ricetta.

I farmaci con ricetta speciale

Questo tipo di ricetta è prevista per la terapia del dolore. Infatti, deve contenere la dicitura TDL per l’esenzione dal ticket sanitario. Si deve riportare, inoltre, la prescrizione dei medicinali per il trattamento non superiore a 30 giorni e l’indicazione della posologia, in analogia con quanto previsto sulla copia per il Servizio sanitario nazionale della ricetta a ricalco.

Il numero delle confezioni può variare a seconda del regime di rimborsabilità determinato dalle singole Regioni.

I farmaci con ricetta ripetibile

In questo caso, la ricetta consente l’acquisto ripetuto in farmacia dello stesso medicinale. È la cosiddetta ricetta bianca, su carta intestata del medico. La validità è di sei mesi e può essere usata fino a dieci volte, acquistando una confezione per volta.

Il farmacista è tenuto ad apporre un timbro sulla ricetta ad ogni acquisto, a segnare l’importo e la data in cui è stata utilizzata, dopodiché restituirà la ricetta al paziente.

Il medico può modificare sia la durata della ricetta sia il numero delle confezioni: ecco perché sul farmaco compare la scritta «salvo diversa indicazione del medico prescrivente».

La ricetta è valida se riporta:

  • nome del farmaco o del principio attivo;
  • data in cui è stata compilata;
  • dati e firma del medico.

I farmaci con ricetta limitativa

Questa ricetta viene consegnata al paziente in caso di terapie che hanno bisogno della diagnosi di uno specialista fatta in un centro ospedaliero, anche se il trattamento può essere eseguito a domicilio. Riguardano farmaci che spesso vengono usati contro i tumori, il cui livello di potenziale tossicità è elevato. Proprio per questo motivo si cerca di limitare l’uso.

Farmaci: quali sono rimborsabili?

Esiste un’altra classificazione e riguarda la rimborsabilità dei farmaci in base alla loro natura. Alcuni vanno pagati per interno dal cittadino, per altri si può recuperare una parte della spesa, altri ancora sono gratuiti.

A tal proposito, i medicinali sono così suddivisi:

  • i farmaci di classe A: si tratta di quelli essenziali per tenere sotto controllo le malattie croniche e di efficacia testata e documentata per evitare che si riduca l’aspettativa di vita, per diminuire le complicazioni e per migliorare la qualità della vita del paziente. Questi farmaci sono gratuiti dietro presentazione di ricetta Tuttavia, contengono una nota limitativa con la quale le autorità sanitarie sconsigliano l’uso inappropriato e che costringe il medico a precisarla sulla ricetta. Se tale indicazione non ci fosse, il farmaco è completamente a carico dell’utente;
  • i farmaci di classe C: in questa categoria rientrano i farmaci non essenziali e di efficacia minore rispetto a quelli inseriti nella classe A. Vengono utilizzati nelle terapie per disturbi minori. Questi medicinali sono a carico del cittadino, anche se, in certi casi, possono essere a carico del Ssn se il medico ritiene che sia necessario per trattare una determinata patologia. La maggior parte richiede la ricetta medica;
  • i farmaci di classe C-bis: sono, come abbiamo visto, quelli da automedicazione. Sono completamente a carico del cittadino;
  • i farmaci di classe H: questa è una categoria particolare di farmaci, perché si tratta di quei medicinali che vengono somministrati soltanto nelle strutture ospedaliere e che, quindi, non possono essere venduti in farmacia.

In sostanza, i farmaci gratuiti sono quelli di classe A e H, mentre i medicinali di classe C sono a carico del cittadino. L’Aifa, cioè l’Agenzia Italiana del Farmaco, svolge un’attività di monitoraggio sui medicinali con obbligo di ricetta e verifica, in particolare, due cose:

  • il prezzo dei farmaci può essere aumentato ogni due anni (negli anni dispari);
  • l’aumento del prezzo non può superare l’inflazione programmata.

Il prezzo dei farmaci senza ricetta viene stabilito, invece, liberamente dall’azienda farmaceutica che lo produce.



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