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Comodato d’uso gratuito e Imu

1 Ottobre 2019
Comodato d’uso gratuito e Imu

Agevolazione fiscale e ripartizione spesa tra proprietario e comodatario: il bonus e il soggetto passivo d’imposta. 

Quando si parla di comodato d’uso gratuito e Imu, due sono le questioni che vengono subito in rilievo. La prima è collegata al soggetto tenuto a versare l’imposta: il proprietario o l’utilizzatore dell’immobile? La seconda è, invece, relativa all’agevolazione fiscale che, come noto, a determinate condizioni, garantisce la riduzione della base imponibile al 50%.

Analizzeremo, qui di seguito, tali aspetti che legano il comodato gratuito e l’Imu. Ma procediamo con ordine.

Comodato: cos’è?

Il contratto di comodato altro non è che il prestito di un bene, mobile o immobile, di solito senza alcun corrispettivo. Di solito, vi si ricorre quando un genitore vuol garantire al figlio un tetto e, perciò, gli lascia la possibilità di abitare – a tempo determinato o indeterminato – un proprio appartamento.

Leggi Se la casa coniugale è dei suoceri.

Il comodato non deve essere necessariamente scritto, ma se si opta per la scrittura privata questa va registrata all’Agenzia delle Entrate.

Il contratto di comodato può prevedere una scadenza o meno. In entrambi i casi, il comodante può richiedere la restituzione del bene per esigenze personali urgenti.

Leggi Casa in comodato: cosa può fare il proprietario? 

Comodato gratuito: chi paga l’Imu?

Per gli immobili dati in comodato sono dovute le seguenti imposte:

  • l’Imu è dovuta dal proprietario dell’immobile con alcune particolarità di cui parleremo a breve;
  • la Tasi grava in parte sul proprietario e in parte sul comodatario (se quest’ultimo non la utilizza come abitazione principale), secondo quanto previsto dal Comune ove è posto l’immobile. Tuttavia, in presenza di alcune condizioni (parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale) è dovuta solo dal proprietario nella misura del 50% della sua quota (variabile dal 70% al 90%);
  • la Tari, ossia l’imposta sui rifiuti, grava sul comodatario.

Comodato gratuito e agevolazione Imu

La base imponibile dell’Imu si calcola moltiplicando la rendita risultante in catasto al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutata del 5%, per uno dei coefficienti moltiplicatori riportati nella tabella A), differenti a seconda della categoria catastale di appartenenza. Il risultato va rapportato alla quota e al periodo di possesso.

TABELLA A) COEFFICIENTI MOLTIPLICATORI
Categoria catastaleCoeff.Categoria catastaleCoeff.
Da A/1 a A/11, escluso A/10160C/2, C/6, C/7160
A/1080C/3, C/4, C/5140
Da B/1 a B/8140Da D/1 a D/10, escluso D/565
C/155D/580

Nel caso di comodato, tuttavia, la base imponibile dell’Imu è ridotta a metà. A tal fine, è, però, necessario che ricorrano le seguenti condizioni:

  • l’immobile non deve essere di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9);
  • l’immobile deve essere concesso in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli);
  • il comodatario deve usare l’immobile come abitazione principale (comprese le pertinenze, al massimo una per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7). In caso di morte del comodatario, la riduzione della base imponibile si estende al coniuge di quest’ultimo se vi sono figli minori;
  • il contratto di comodato deve essere registrato;
  • il comodante deve risiedere e dimorare abitualmente nel Comune in cui si trova l’immobile concesso in comodato;
  • il comodante deve possedere solo l’immobile concesso in comodato ed, eventualmente, un altro immobile (non di lusso) adibito a propria abitazione principale, nello stesso Comune. Il possesso di un terreno o di altro immobile non a uso abitativo non preclude la riduzione.

La riduzione della base imponibile al 50% dell’Imu decorre dalla data del contratto.

l comodatario attesta il possesso delle condizioni nella dichiarazione Imu (l’omissione non fa perdere la riduzione ma è sanzionata con € 50).

Se il fabbricato in comodato è di interesse storico o artistico si applica la doppia riduzione della base imponibile (è pari al 25%).

Due coniugi possiedono in comproprietà al 50% un immobile che viene concesso in comodato al figlio e il solo marito possiede un altro immobile a uso abitativo in un comune diverso: la riduzione si applica solo alla quota di possesso della moglie.

Un soggetto possiede due immobili a uso abitativo di cui uno in comproprietà in un comune diverso da quello in cui è ubicato il secondo, posseduto al 100% e concesso in comodato: l’agevolazione non è applicabile, indipendentemente dalla quota di possesso dell’immobile.



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