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Bollette a 28 giorni: Vodafone condannata

13 aprile 2018


Bollette a 28 giorni: Vodafone condannata

> Business Pubblicato il 13 aprile 2018



Vodafone è stata condannata alla restituzione in favore dei propri clienti delle somme illegittimamente acquisite per via della tariffazione a 28 giorni. Capiamone di più

Il caso bollette a 28 giorni ha fatto molto parlare di sé. Tutti gli operatori si sono uniformati a questa illegittima prassi di fatturare ogni 28 giorni anziché ogni 30, facendo lievitare i costi in danno dei propri clienti.

Stiamo parlando del famosissimo “trucchetto” ideato da molte compagnie telefoniche (tra cui Tim, Wind, TreVodafone e Fastweb e anche dalla pay tv Sky) per lucrare ai danni degli utenti, che – del tutto ignari – hanno contribuito a gonfiare le tasche delle aziende telefoniche svuotando le proprie. Questa pratica è stata finalmente dichiarata illegittima, anche se non è stato facile porre la parola «fine» a quello che, per lungo tempo, ha rappresentato un vero e proprio inganno. A ben vedere, inoltre, quello della fatturazione a 28 giorni non è dell’unico “trucchetto tramato alle spalle degli utenti”; in molti altri modi, infatti, le compagnie telefoniche riescono tutt’ora ad arricchirsi ed a lucrare “beffandosi” dei consumatori.

Bollette a 28 giorni: come avviene il rimborso?

Accertata l’illegittimità della prassi commerciale messa in atto dalle compagnie telefoniche (e non solo), l’Autorità Garante delle Comunicazioni ha avuto più volte occasione di precisare come  devono essere “rimborsati” i clienti per il ritardato adeguamento alla fatturazione mensile da parte degli operatori.

La decorrenza delle fatture emesse dopo il ripristino della cadenza mensile dovrà essere posticipata di un numero di giorni corrispondente a quelli indebitamente erosi a causa del passaggio alla fatturazione a 28 giorni, a partire dal 23 giugno 2017, o dalla data successiva di sottoscrizione del contratto. In questo modo si attua una sorta di compensazione, in cui il cliente, invece di ricevere un rimborso vero e proprio, recupera i giorni indebitamente fatturati.

Per le bollette a 28 giorni emesse dopo il 23 giugno 2017, l’Agcom impone agli operatori di scontare, dalla prossima fattura, i giorni in più già pagati. Gli utenti, quindi, non riceveranno – almeno per ora – un rimborso in denaro, ma uno sconto.

L’Agcom ha dunque diffidato Tim, Wind TreVodafone e Fastweb a differire la decorrenza della prima fattura emessa secondo la periodicità su base mensile o di multipli del mese di un numero di giorni pari a quelli erosi.

Per esempio, nel caso di una fattura emessa ad aprile con decorrenza dal 1° aprile al 30 aprile e in presenza di una erosione pari a 15 giorni, la decorrenza della fattura dovrà essere posticipata al 16 aprile e conseguentemente il periodo fatturato dovrà risultare quello intercorrente dal 16 aprile al 15 maggio. Questo meccanismo garantisce il diritto degli utenti di ottenere un immediato ristoro del disagio sofferto senza dover ricorrere a procedure contenziose e rimanendo liberi di poter cambiare operatore, una volta ottenuta la compensazione.

Tuttavia, il ricorso alla giustizia non è mancato da parte di alcuni clienti Vodafone che si sono sentiti letteralmente truffati dalla condotta ingannevole delle compagnie telefoniche. In particolare, un gruppo di questi, organizzatisi in un comitato, ha portato in tribunale la compagnia telefonica, ottenendone la condanna al rimborso delle somme acquisite indebitamente per via della pratica commerciale scorretta dalla stessa adottata.

Bollette a 28 giorni: Vodafone condannata al rimborso

Il movimento dei consumatori ha portato in Tribunale la Vodafone per sentire dichiarare l’illegittimità della sua pratica di tariffazione e vederla condannare al rimborso di quanto percepito ingiustamente dai clienti applicando la tariffazione a 28 giorni. Il Tribunale di Ivrea, con una ordinanza dello scorso 29 marzo [1], ha accolto la domanda dei consumatori e ha condannato Vodafone a ripristinare immediatamente la tariffazione mensile ordinandole, altresì, di trasmettere ai suoi abbonati una informativa completa circa il diritto alla restituzione delle somme illegittimamente riscosse emettendo 13 fatture anziché 12.

Secondo il Tribunale, infatti, le clausole che dallo scorso giugno 2017 hanno consentito alla compagnia telefonica la fatturazione a 28 giorni costituiscono una pratica commerciale scorretta che ha gravemente danneggiato i consumatori. Per questo motivo l’ha condannata all’immediata disapplicazione di queste clausole e all’immediato ripristino della fatturazione a cadenza mensile. Ha altresì imposto alla compagnia Vodafone di pubblicare il dispositivo dell’ordinanza sull’home page del proprio sito e su vari quotidiani. Secondo l’ordinanza, inoltre, Vodafone dovrà anche inviare agli abbonati una informativa sul punto spiegandogli in maniera chiara il loro diritto alla restituzione delle somme indebitamente pagate.

Sul punto è da dire che la decisione del Tribunale di Ivrea si colloca nel solco già tracciato dalla legge del 2017 che ha imposto lo stop alla fatturazione a 28 giorni [2], nonché dalla decisione del Tar Lazio [3].

Da un lato, infatti, la riforma di fine anno ha imposto l’obbligo della fatturazione dei servizi su base mensile, con un irrobustimento dei poteri di vigilanza da parte delle competenti autorità e soprattutto dell’Agcom e un aumento delle sanzioni da queste ultime comminabili. Dall’altro, l’ordinanza del Tar Lazio che ha dato ragione all’ Agcom, confermando l’illegittimità della fatturazione a 28 giorni. Per il Tar del Lazio, dunque, è corretta la fatturazione mensile delle bollette telefoniche e non quella 28 giorni. Tuttavia, per il rimborso bisognerà attendere fino ad ottobre. Su questo punto, infatti, il Tar Lazio  ha ritenuto di rinviare la decisione all’udienza di merito (già fissata al 31 ottobre), atteso anche che «il carattere, allo stato, indeterminato della somma da corrispondere agli utenti, per effetto dello storno (nella prima fattura emessa con cadenza mensile) dei predetti importi, appare in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili dell’azienda».

note

[1] L. n. 172/2017.

[2] Tar Lazio, ord. n. 792/2018.

Autore immagine: Pixabay.com

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2 Commenti

  1. Sono tutte fesserie, prese in giro non ci credo che queste società pagheranno.
    Io ho ricevuto la fattura wind che come periodo di fatturazione va dal 05/02/18 al 21/03/2018 per giorni 47 e non sono i due mesi (bimestri) di cui si parla, ancora ci prendono in giro e si fottono denaro, state ancora a guardare buttando fumo negli occhi, non riuscirete a niente voi dell’ Autorità Garante delle Comunicazioni.

  2. Solo una domanda: si può invece istituire adesso un’altra class action contro l’aumento delle tariffe che le compagnie, in seguito al ripristino della fatturazione mensile, stanno applicando per non perdere gli introiti finora illegalmente ottenuti?

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