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Fabrizio Corona condannato per tentata estorsione ai danni di due calciatori

6 dicembre 2011 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 dicembre 2011



La Cassazione  ha definitivamente condannato Fabrizio Corona a un anno e cinque mesi di reclusione e a una multa di 300 €, per tentata estorsione ai danni di Coco e Adriano.

“Mi vergogno di essere italiano”. Con queste parole, Fabrizio Corona commentava nel 2009 la sentenza del Tribunale di Milano [1], che lo aveva condannato a tre anni e otto mesi di reclusione per estorsione [2] e tentata estorsione ai danni di numerosi vip. Fra questi, Lapo Elkann e Marco Melandri. In appello, il 2 Dicembre 2010, la condanna veniva ridotta a un anno e cinque mesi.

Negli scorsi giorni, la Cassazione [3] ha definitivamente condannato l’ex paparazzo a un anno e cinque mesi di reclusione e a una multa di 300 €, per tentata estorsione ai danni di Coco e Adriano.

Nel corso del giudizio è risultato che Corona aveva minacciato di pubblicare sui giornali, in caso di mancato pagamento di una somma di denaro, fotografie compromettenti per l’immagine dei due calciatori, pizzicati in atteggiamenti poco consoni alla vita di atleti professionisti.

Nel caso di specie, i giudici hanno ribadito il sottile confine tra il diritto di cronaca [4] e il diritto all’immagine, sostenendo che il fotografo non poteva utilizzare le immagini per fare pressione sugli interessati al fine di ottenerne un ingiusto profitto.

In particolare, è stata considerata dannosa e potenzialmente lesiva la pubblicazione giornalistica degli scatti incriminati, dato che le foto che Corona aveva cercato di vendere ai diretti interessati “riguardavano soggetti professionalmente impegnati in attività sportive che avevano interesse a proporre al pubblico un‘immagine pienamente conforme alle sobrie abitudini di vita congeniali a chi deve massimizzare la propria forma fisica, immagine che poteva essere offuscata, al contrario, dalla rivelazione di abitudini di vita sregolate”.

L’unico elemento che rende lecito l’eventuale “commercio” dell’immagine è l’interesse dell’opinione pubblica a conoscere la notizia.

La sentenza, a tal proposito, richiama alcuni principi di massima importanza:

a) Gli aspetti della vita privata di persone famose nel campo dello sport o dell’economia rientrano nell’interesse pubblico che giustifica la loro diffusione solo se abbiano riflessi sull’attività dei soggetti medesimi;

b) La divulgazione di immagini è lecita solo quando sia rivolta a fini di pubblica informazione e non anche a fini pubblicitari;

c) È abusiva l’esposizione o la pubblicazione dell’immagine quando sia tale da arrecare pregiudizio all’onore, alla reputazione o al decoro della persona ritratta.

La Suprema Corte ha così precisato che, fuori dai predetti limiti, colui che senza espresso consenso degli interessati, possiede immagini riguardanti la vita privata di personaggi noti non deve diffonderle, commettendo altrimenti un abuso punibile ai sensi del Codice della Privacy [5].

Fabrizio Corona, tuttavia, non finirà in carcere e potrà dedicarsi a tempo pieno alla compagna Belen Rodriguez, supportando la show-girl nella sua battaglia legale per ottenere la rimozione dal web del famoso video hard, di cui abbiamo parlato in un recente articolo.

 

 

note

[1] Sentenza Tribunale di Milano del 10 Dicembre 2009.

[2] Art. 629 c.p.

[3] Sentenza n. 43317 II Sez. Penale del 24 Novembre 2011.

[4] Il diritto di cronaca permette di raccontare i fatti accaduti con ogni mezzo ritenuto idoneo. Esso trova fondamento nell’art. 21 della Costituzione, che sancisce il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero.

[5] Art. 167 D.Lgs. 196/2003.

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