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Il portiere può lavorare dopo la pensione?

2 Ottobre 2019 | Autore:
Il portiere può lavorare dopo la pensione?

Diritto del portinaio a proseguire l’attività lavorativa dopo il pensionamento: i condomini sono obbligati a mantenerlo in servizio?

Il portiere del tuo palazzo è ormai anziano ed alle soglie della pensione: tu e gli altri condomini vorreste sostituirlo, ma lui vi ha appena riferito che, nonostante abbia compiuto 67 anni e stia per percepire la pensione di vecchiaia, si sente ancora in ottima forma e vuole continuare a lavorare.

Ma questo è lecito, oppure una volta percepita la pensione lavorare non è più possibile? In altre parole, il portiere può lavorare dopo la pensione?

Non esiste un’unica risposta a questa domanda: la possibilità di lavorare quando si è in pensione, difatti, dipende dalla tipologia di trattamento alla quale si ha diritto. Chi va in pensione con la Quota 100, ad esempio, non può lavorare (ad eccezione del lavoro autonomo occasionale, entro la soglia di 5mila euro annui) sino al compimento dei 67 anni. Specifici limiti sono poi previsti per chi esce dal lavoro con la pensione anticipata precoci, mentre sono applicati dei limiti di cumulo tra redditi di lavoro e pensione a chi percepisce l’assegno ordinario d’invalidità o pensioni d’invalidità specifiche.

In ogni caso, per poter percepire la pensione, il lavoratore subordinato deve cessare l’attività, quindi rassegnare le dimissioni. Ma procediamo con ordine.

Il portiere deve dimettersi per ricevere la pensione?

Perché il portiere abbia diritto alla pensione di vecchiaia, anticipata o di anzianità deve cessare l’attività lavorativa: in altre parole, è obbligato a rassegnare le dimissioni per pensionamento, come la generalità dei lavoratori dipendenti. Quest’obbligo non è invece previsto per i lavoratori autonomi ed i collaboratori.

Le dimissioni per la pensione devono essere presentate al datore di lavoro rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo applicato. In ogni caso, per liquidare la prestazione, l’Inps verifica che l’attività sia cessata al momento della decorrenza della pensione: in pratica, l’Inps verifica che il dipendente risulti inoccupato sino alla decorrenza della pensione, come peraltro chiarito dalla Cassazione.

La Corte costituzionale deve tuttavia esprimersi a breve sulla legittimità delle norme che prescrivono la cessazione dell’attività lavorativa per accedere alla pensione (per approfondire: Pensione senza smettere di lavorare).

Il portiere può lavorare in pensione?

Il portiere, qualora percepisca la pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria, o una pensione di anzianità, può lavorare, cumulando pienamente i redditi derivanti dall’attività lavorativa con i redditi di pensione.

Se, invece, il portiere si pensiona utilizzando la nuova pensione anticipata Quota 100, non può lavorare sino al compimento dei 67 anni di età; può essere occupato, in questo lasso di tempo, soltanto come lavoratore autonomo occasionale, con compensi sino a 5mila euro annui.

Nel caso in cui il portiere abbia diritto alla pensione anticipata precoci, non può cumulare con il trattamento pensionistico con i redditi di lavoro per un periodo di tempo corrispondente alla differenza tra l’anzianità contributiva necessaria per la pensione anticipata ordinaria, cioè 42 anni e 10 mesi di contributi (o 41 anni e 10 mesi per le donne) e l’anzianità contributiva al momento del pensionamento con il requisito contributivo agevolato, pari a 41 anni di contribuzione.

Se il portiere ha diritto all’anticipo pensionistico a carico dello Stato, cioè all’Ape sociale, deve cessare l’attività lavorativa. Successivamente può rioccuparsi, ma non deve superare i seguenti limiti di reddito:

  • Se svolge un’attività lavorativa dipendente o parasubordinata, 8mila euro all’anno;
  • Se svolge un’attività di lavoro autonomo, 4.800 euro annui.

Il condominio è obbligato a mantenere in servizio il portiere?

Anche se il portinaio ha la possibilità di continuare a lavorare in pensione, il condominio non ha l’obbligo di mantenerlo in servizio, se il lavoratore ha superato l’età per la pensione di vecchiaia ordinaria [2].

Nello specifico, il condominio ha il diritto di licenziare liberamente il portiere, senza obbligo di motivazione, per raggiunti limiti di età, quando il lavoratore compie 67 anni: l’interessato deve però possedere, oltre al requisito di età, il requisito contributivo utile alla pensione di vecchiaia, pari a 20 anni di contributi.

Dietro accordo col condominio, comunque, il portiere può restare in servizio sino a 71 anni. A tal proposito, l’assemblea dei condomini deve dunque decidere se proseguire il rapporto di lavoro; in caso positivo, è consigliabile attestare, attraverso appositi accertamenti sanitari effettuati dal medico pubblico, lo stato di salute del lavoratore, in relazione alle mansioni che dovrà continuare a svolgere.


note

[1] Cass. sent n. 5052 del 15.03.2016.

[2] Cass. sent. 2089/2018.


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