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Lo sai che? Addio firma digitale: nasce la FEA, firma elettronica avanzata

Lo sai che? Pubblicato il 3 giugno 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 giugno 2013

Debutta in Italia un nuovo e rivoluzionario sistema di firma elettronica che consente la piena equiparazione, sotto il profilo della prova, dei documenti cartacei a quelli digitali.

  

Debutta finalmente la tanto attesa Firma Elettronica Avanzata (FEA), uno strumento che si pone come alternativa alla firma digitale. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle regole tecniche [1], infatti, l’Italia compie un passo molto importante verso la modernizzazione del Paese.

 

Cos’è la FEA?

In termini pratici, si tratta di una penna che ha lo stesso aspetto di una tradizionale bic, la cui punta, se passata su un tablet, consente una firma di proprio pugno, proprio come il processo tradizionale di sottoscrizione: ossia con un movimento della mano in tutto simile a quello su di un foglio di carta. La facilità di utilizzo di questo strumento la rende un’alternativa di gran lunga più interessante della firma digitale (v. dopo).

Dove si può utilizzare

La FEA potrà essere utilizzata su qualsiasi documento digitale sia nei rapporti tra privati e/o aziende, sia in quelli con la pubblica amministrazione.

La firma avanzata consentirà di evitare quei lunghi e costosi processi di stampa del file. Attualmente, infatti, tutti i documenti nascono già in formato elettronico, ma, per la loro sottoscrizione, devono essere stampati. Oggi invece si potrà approvare il documento già solo con una firma a video. Praticità, economicità e velocità.

Conseguenze sul profilo legale

Grazie alla FEA, i documenti elettronici sui quali è stata apposta la firma avanzata, avranno lo stesso valore di quelli cartacei.

Un esempio chiarirà meglio la rivoluzione in atto.

Sino a oggi, per conservare nel vostro archivio la copia del contratto di affitto di casa, avete redatto la scrittura privata con la tastiera del computer, l’avete stampata, vi siete incontrati con il locatore, avete firmato i vari fogli e poi li avete scannerizzati (non sempre in qualità perfetta), in modo da conservarne una copia dentro il pc. L’originale, però, unico facente prova, lo avete dovuto conservare in una cartelletta, stipata nella libreria, che peraltro non ricordate più dove sia.

Oggi invece tutti questi passaggi vanno in soffitta. Dopo aver scritto il contratto al computer, potrete firmarlo direttamente a video e conservarlo nell’hard disk.

Non solo – e qui sta il passaggio fondamentale –: il documento archiviato nel vostro computer farà prova. In altre parole, nel vostro hard disk avrete il vero e perfetto originale.

Ecco la rivoluzione: la piena equiparazione dei documenti informatici a quelli cartacei. Sino ad oggi, invece, la stampa di un file del pc non ha avuto alcun valore di prova in un processo. Anche la scannerizzazione dell’originale rientra tra le “riproduzioni meccaniche” che, quindi, potevano fare prova solo se non contestate dalla controparte (circostanza che, ovviamente, avviene sempre). Se invece il documento possiede la FEA farà piena prova.

Gli altri sistemi

Passano quindi a tre i tipi di firme elettroniche previste dal nostro ordinamento:

– la firma elettronica: è quella che utilizziamo tutti i giorni, digitando il pin al bancomat o fornendo username e password per accedere alla casella di posta elettronica o alla banca virtuale. Non dà la piena certezza del fatto che chi la utilizza sia anche il soggetto titolare della firma (per es. nel caso di clonazione delle password);

la firma digitale: si tratta di un processo piuttosto complicato, che richiede due chiavi crittografate, una pubblica e l’altra privata, per sottoscrivere un documento (le cosiddette “one time password”).  Non ha trovato molto utilizzo, almeno sino ad oggi. Inoltre essa deve essere “certificata” da organismi certificatori previsti dalla legge e che operano in una situazione di sostanziale monopolio.

la firma elettronica avanzata: identifica e garantisce la connessione univoca tra il firmatario e il documento ed, inoltre, è creata con mezzi sui quali quest’ultimo ha un controllo esclusivo.

Firma digitale e firma elettronica avanzata hanno lo stesso valore legale. Con la differenza che l’impiego della seconda è certo più intuitivo e immediato. Ma soprattutto, con la FEA, finisce il monopolio di coloro che fornivano all’utente sistemi di firma digitale, i cosiddetti “certificatori” italiani.

Tutto ciò invece non succede con la FEA: qualsiasi strumento o processo soddisfi i requisiti richiesti dalla legge, può essere considerato una FEA.

LA FEA, dunque, non è vincolata a un certificato qualificato o ad un dispositivo sicuro, come invece richiesto per le firme elettroniche qualificate e per quelle digitali (species entrambe del genere firma elettronica avanzata).

La libertà tecnologica della FEA è quindi garantita, ma allo stesso tempo deve essere assicurata la qualità, la sicurezza, l’integrità, e l’immodificabilità del documento sottoscritto con FEA.

A fronte di questa libertà il legislatore ha limitato l’efficacia giuridica della FEA ai soli rapporti intercorrenti tra il soggetto che dispone della FEA e il sottoscrittore che ne ha preventivamente accettato le condizioni di utilizzo. Vincolo, questo, che non vale per le Pubbliche Amministrazioni, le quali potranno utilizzare la FEA nell’ambito delle attività endoprocedimentali e nei rapporti con i cittadini.


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5 Commenti

  1. Chi sancisce il valore giuridico di tale firma? Quale atto normativo?
    E sotto il profilo tecnico, come è possibile che una firma apposta su un sistma touchscreen sia collegata univocamente solo a quel documento al quale dovrebbe essere apposta?

  2. caro Angelo, un’annotazione sulla parte in cui scrivi: “la scannerizzazione dell’originale rientra tra le “riproduzioni meccaniche” che, quindi, potevano fare prova solo se non contestate dalla controparte (circostanza che, ovviamente, avviene sempre).”
    Per quello che ne so io, invece, non è mica così una costante la contestazione da parte di controparte delle riproduzioni meccaniche. Ho visto interi processi basati su contratti e accordi precontrattuali inviati tramite semplice email e privi di firma digitale, senza che nessuna delle controparti si sognasse di disconoscerne la provienza. I ben pensanti dicono che è per una sorta di reciproca “fiducia di colleganza” che porta gli avvocati a non essere troppo pignoli e aggressivi con altri colleghi; i mal pensanti (che, secondo un noto adagio popolare, solitamente sono quelli che indovinano) dicono che è perchè molti avvocati non hanno ancora ben capito cosa sia e come funzioni ‘sta benedetta firma digitale. Per approfondire, rimando a mio articolo qui: http://aliprandi.blogspot.it/2013/06/informatica-giuridica-menomati-lezione1.html

  3. E in generale c’è da notare che firma elettronica avanzata e firma elettronica qualificata non sono intercambiabili. per come sono state pensate, per ora sono due sistemi destinati a convivere. l’uno usato per alcune cose, l’altro usato per altre cose. la differenza di fondo (come già notato qui sopra dall’utente “Zorro”) è l’opponibilità ai terzi. La firma elettronica qualificata sotto quell’aspetto è quindi sempre la soluzione più solida, proprio perchè si appoggia su un pubblico certificatore.

  4. Volete subito un punto debole di questo “innovativo sistema”? Eccolo quà: Giunto a conclusione di una successione riguardante un libretto postale intestato a me e a mio padre purtroppo defunto a novembre, oggi mi è stato chiesto di far firmare (con il sistemino in oggetto) mia mamma ( in quanto unica erede assieme a me) che però si trova a letto con femore rotto impossibilitata a muoversi non si sa per quanto tempo (93 anni) risultato? Le Poste non accettano deleghe ne altri sistemi di autentificazione della sua firma, per loro è valida solo la firma dal vivo nei loro uffici con la FEA. L’unica alternativa che mi propongono e di andare da un notaio a farmi fare una procura al prezzo minimo di circa 200,00 euro!! Se questa è innovazione e semplificazione che ce ne guardi dio.

  5. Buona sera avvocato aliprandi, la dichiarazione da parte del cliente che autorizza una compagnia di assicurazioni alla FEApuo essere raccolta anche a distanza insieme ad un documento in corso di validità o deve essere raccolta sempre su tavoletta dove poi il cliente firma dopo aver autorizzato l’emissione di un contratto in digitale?
    Spero di essermi spiegato.
    Saluti e grazie.

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