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Legge sulle ferie: in arrivo più ponti per tutti

18 aprile 2018


Legge sulle ferie: in arrivo più ponti per tutti

> Business Pubblicato il 18 aprile 2018



Festività e ponti: proposta di legge al Senato per il ritorno di 5 festività soppresse. Sono in arrivo più ponti per tutti. Ecco i dettagli

Forse non tutti sanno che 40 anni fa (correva l’anno 1977) una legge dal titolo “Disposizioni in materia di giorni festivi[1], ha determinato la cessazione del carattere festivo di diverse festività della Chiesa Cattolica per evitare le troppe interruzioni della catena produttiva e i troppi ponti lungo il corso dell’anno. C’è di nuovo, tuttavia, che con molta probabilità queste feste saranno presto reintrodotte grazie ad una nuova proposta di legge presentata al Senato. Secondo la proposta di legge, tra le festività che dovrebbero rispuntare nel calendario ci sono: la festa di San Giuseppe e tutte le festività legale alla Pasqua, quali l’Ascensione, il Corpus Domini, la Pentecoste. Dulcis in fundo:la festa dei Santi Patroni Pietro e Paolo, che ad oggi si festeggia solo a Roma il 29 giugno, verrebbe estesa a tutto il territorio nazionale.

Risultato: più ponti per tutti.

Ma procediamo con ordine. Vediamo allora, più nel dettaglio, cosa prevede la proposta di legge e quali festività e ponti sono in arrivo per tutti.

Giorni festivi: le festività soppresse

Tre senatori hanno presentato una proposta di legge per reintrodurre le festività soppresse 40 anni fa. Come anticipato, una legge del 1977 dal titolo Disposizioni in materia di giorni festivi, ha eliminato dal calendario varie festività, quali nel dettaglio:

  • la Solennità dell’Epifania, 6 gennaio (poi reintrodotta);
  • la Solennità di San Giuseppe, 19 marzo;
  • la Solennità dell’Ascensione del Signore, quaranta giorni dopo la Pasqua;
  • la Solennità del Corpus Domini, il primo giovedì successivo alla domenica di Pentecoste;
  • la Solennità dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno.

Furono, inoltre, spostate rispettivamente alla prima domenica di giugno ed alla prima di novembre le celebrazioni della Festa della Repubblica (2 giugno) e dell’Unità Nazionale (ex Festa della Vittoria della prima guerra mondiale, 4 novembre).

In conseguenza del cambiamento la Chiesa italiana spostò l’Epifania, l’Ascensione, il Corpus Domini alla domenica seguente, mentre tolse il carattere di festa di precetto a San Giuseppe e ai Santi Pietro e Paolo.

Otto anni dopo, e cioè nel 1985 [2], venne ripristinata agli effetti civili la Solennità dell’Epifania. Limitatamente al Comune di Roma, anche quella dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

Nel 2000, poi, ridivenne festivo anche il giorno 2 giugno, al quale fu riportata la celebrazione della Festa della Repubblica.

Più ponti per tutti: 5 festività in più sul calendario

Grazie ad una proposta di legge potrebbero rispuntare nel calendario 5 festività soppresse 40 anni fa, vale a dire:

  • la festa di San Giuseppe, che cade il 19 marzo ed è anche la festa del papà.

Poi ci sono tre festività “mobili”, che non cadono in un giorno fisso, ma variano di anno in anno poiché legate al periodo Pasquale, nel dettaglio:

  • l’Ascensione, 40 giorni dopo Pasqua;
  • la Pentecoste, il primo lunedì che cade 50 giorni dopo Pasqua;
  • il Corpus Domini, 60 giorni dopo Pasqua.

Per chiudere ci sarebbe l’estensione a tutto il territorio nazionale della festa del 29 giugno, il giorno dei santi patroni di Roma Pietro e Paolo, oggi celebrato solo a Roma.

Più ponti per tutti: la proposta di legge

La proposta di legge è stata presentata da tre senatori della Südtiroler Volkspartei, il partito popolare sudtirolese. Secondo i tre senatori — Dieter Steger, Julia Unterberger e Meinhanrd Durnwalder, nipote di Luis ex presidente della provincia di Bolzano — il ritorno delle festività soppresse sarebbe un «omaggio alla persone credenti che potrebbero così celebrare le ricorrenze religiose». Ma anche ai «non credenti che potrebbero dedicare le giornate alle attività di tempo libero». E allora: più ponti per tutti. Come anticipato, ad eccezione del 29 giugno, i giorni indicati nella proposta erano tutti festa nazionale fino al 1977, quando vennero cancellati per legge. Un errore, secondo i tre senatori, figlio di un’epoca (gli anni di piombo) in cui «si voleva gestire il Paese con maggiore austerità». 

La festa di Santi Pietro e Paolo per tutta Italia

Nella proposta di legge si prevede l’estensione a tutto il territorio nazionale della festa dei Santi Patroni Pietro e Paolo, che ad oggi colora di rosso solo il calendario degli abitanti della Capitale. Ma perché tale estensione? I firmatari della nuova proposta di legge la mettono sul piano storico: «Festeggiarli solo a Roma come patroni, come si fa attualmente, sembra un po’ riduttivo se si pensa al loro ruolo e al fatto che gli imperatori romani non erano per ruolo equivalenti ai contemporanei sindaci di Roma».

note

[1] L. n. 54 del 05.03.1977.

[2] Con il D.P.R. 792/1985.

Autore immagine: Pixabay.com

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