Politica | Editoriale

Cosa succederà se, nei prossimi giorni, la legge elettorale (Porcellum) sarà dichiarata incostituzionale

3 Giugno 2013
Cosa succederà se, nei prossimi giorni, la legge elettorale (Porcellum) sarà dichiarata incostituzionale

Se la Corte Costituzionale deciderà per l’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale scritta da Calderoli, si profilano due possibili scenari.

Come ormai noto, negli scorsi giorni la Cassazione ha sollevato  alcuni dubbi sull’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale (ribattezzata “Porcellum”) e ne ha inviato il testo alla Corte Costituzionale affinché decida se cancellarla definitivamente dal nostro ordinamento o meno.

I problemi di costituzionalità del testo di legge sono, in sintesi, due:

– il premio di maggioranza (che comporta un effetto distorsivo tra voti dati e seggi presi);

– le liste bloccate (che non consentono ai cittadini di scegliere, in piena libertà, i propri rappresentanti).

Forse, i magistrati hanno voluto fungere da strumento di pressione nei confronti dei politici che – dimenticate presto le promesse prima dell’urna – avevano smesso di parlare di revisioni dell’attuale legge elettorale. Si era parlato, negli scori giorni, del “Porcellinum”, come a una leggera rivisitazione della normativa. Ma, a questo punto, è possibile che scatterà una guerra di nervi che impedirà alle forze politiche di cambiare legge elettorale. Risultato: la Corte Costituzionale potrebbe essere la chiave di volta per liberarci dall’odiosa legge “Calderoli”.

Cosa succederà, allora, se il Porcellum verrà dichiarato incostituzionale?

Qualcuno ritiene che, probabilmente, la Corte non dichiarerà incostituzionale tutto il testo della legge, ma solo alcune parti, suggerendo al Parlamento semplici modifiche dimensionali (quella, per esempio, del premio di maggioranza). Del resto, anche in altri Paesi – come la Spagna – esistono le liste bloccate.

Se, al contrario, la Consulta dichiarerà incostituzionale l’intera legge di Calderoli, non si aprirà alcun vuoto legislativo, ma tornerà in vita la legge elettorale precedente, il cosiddetto “Mattarellum” e, quindi, al sistema maggioritario (corretto da una sensibile quota proporzionale).



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1 Commento

  1. MA si tornerebbe a nuove elezioni?
    O se fosse acolto in parte si rifanno “i conti” per l’attribuzione dei seggi?

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