Diritto e Fisco | Articoli

No al pignoramento casa se c’è il diritto di abitazione e si vende la proprietà

11 giugno 2013


No al pignoramento casa se c’è il diritto di abitazione e si vende la proprietà

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 giugno 2013



Riservarsi il diritto di abitazione e cedere la nuda proprietà: una carta per evitare l’esecuzione immobiliare sulla propria casa da parte dei creditori.

 

Per sfuggire all’ipoteca e al successivo pignoramento sulla propria casa, è possibile intestarne la proprietà in favore di un familiare (o di un amico stretto) e riservare per sé stessi il diritto di abitazione.

Il diritto di abitazione, infatti, in quanto strettamente personale, non può essere ceduto a terzi; pertanto esso è considerato dalla giurisprudenza maggioritaria, nonostante qualche eccezione, come impignorabile e non soggetto a ipoteca.

Il diritto di abitazione conferisce al titolare la possibilità di abitare una casa limitatamente ai bisogni propri e dei suoi familiari.

Il codice civile [1] vieta espressamente la cessione e la locazione del diritto di abitazione, ossia tutti gli atti giuridici che comportino un trasferimento del diritto, sia volontariamente che in modo coattivo. Non è perciò possibile ipotecare il diritto di abitazione, né assoggettarlo a pignoramento.

A questa conclusione si perviene anche confrontando la legge [2] che descrive i beni che possono essere oggetto di ipoteca, fra i quali non è compreso il diritto di abitazione.

Questo non toglie, tuttavia, che gli eventuali creditori del nuovo proprietario che ha ricevuto il trasferimento della proprietà dell’immobile – possano agire contro di questi, e quindi iscrivere ipoteca ed eseguire un pignoramento sul bene, nonostante il diritto di abitazione del vecchio proprietario.

Il creditore del nuovo proprietario, infatti, può sottoporre ad esecuzione forzata il bene come se fosse libero dal diritto di abitazione. Il creditore ipotecario, in sostanza, può procedere in via esecutiva come se i diritti parziari non esistessero, direttamente ed unicamente nei confronti del nuovo proprietario, determinando per ciò stesso l’estinzione dei diritti parziari, che non sono opponibili con l’aggiudicazione del bene immobile  [3].

Bisogna quindi stare attenti alla situazione debitoria del soggetto al quale si trasferisce la nuda proprietà del bene.

note

[1] Art. 1024 cod. civ.

[2] Art. 2810 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 3722 del 27.03.1993.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

4 Commenti

  1. visto che siamo in procinto di una divisione di una proprietà ereditata si può fare lo stesso procedimento, visto che gia vi è stata presentata una successione?grazie

    1. Grazie per il commento. Abbiamo predisposto un servizio apposta per le richieste di consulenza personali, cliccando sul banner qui sopra “Richiedi una consulenza”.

  2. la ditta per cui abbiamo dato fideussione io e mio figlio per un fido bancario è fallita
    l’immobile a garanzia è la casa che abitiamo dove mio figlio ha la nuda proprietà io il diritto di abitazione,la banca con la procedura di recupero che ancora non ha fatto
    puo’ pignorare il mio diritto di abitazione.Grazie.

  3. Si puo’ partecipare ad un’asta relativa ad un immobile, nonostante vi sia un diritto di abitazione? Premetto che sono due anni che la predetta asta e’ andata deserta.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI