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Fondo patrimoniale: mettere al sicuro la propria casa dai creditori

2 Giugno 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Giugno 2013



Troppi debiti: la casa è minacciata dalle aggressioni, ipoteche e pignoramenti dei creditori? Il fondo patrimoniale può essere una buona alternativa. Ma a condizione che…

Il fondo patrimoniale può essere costituito con beni di proprietà:

– di ciascuno o di ambedue i coniugi, per atto pubblico (che è il documento redatto, con le richieste modalità, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede)

– oppure da un terzo, per testamento o per atto pubblico (in quest’ultimo caso la costituzione si perfeziona con l’accettazione dei coniugi, che può essere fatta anche con atto pubblico posteriore).

La funzione del fondo è quella di creare un vero e proprio vincolo di destinazione, a carico dei beni che vi sono inseriti (che possono essere solamente beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, come le automobili, o titoli di credito) da utilizzare per far fronte ai bisogni della famiglia.

Con la creazione del fondo patrimoniale, i creditori non potranno più aggredire i beni ivi inseriti, attraverso l’iscrizione di un’ipoteca e l’esecuzione forzata: o meglio, non è possibile farlo solo per quei debiti che sono stati contratti per bisogni estranei alla famiglia. Al contrario, i debiti contratti per bisogni della famiglia consentono ai creditori di aggredire il fondo patrimoniale.

In altre parole, la costituzione del fondo patrimoniale determina una protezione della famiglia dalle “aggressioni” dei creditori, nel senso che l’esecuzione forzata sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver luogo solamente per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

Quando il fondo è stato costituito con lo scopo preciso di frodare i creditori esso può essere revocato. L’azione revocatoria deve essere promossa dal creditore interessato, che dimostri di non aver altri beni del debitore su cui soddisfarsi, entro 5 anni dalla costituzione del fondo. Spirato questo termine, il fondo di stabilizza ed è definitivo, non potendo più essere revocato, a prescindere dalle ragioni per le quali è stato costituito.

La costituzione del fondo deve essere annotata a margine dell’atto di matrimonio e deve essere trascritta nei pubblici registri, se ha a oggetto beni immobili e beni mobili registrati.

Quanto alla proprietà dei beni del fondo, la legge dispone che questo diritto, in assenza di diversa disposizione contenuta nell’atto di costituzione, spetta a entrambi i coniugi.

Il soggetto che costituisce il fondo, sia esso uno dei coniugi o un terzo, può quindi riservare a sé la proprietà dei beni destinati al fondo, oppure può disporre che siano attribuiti in proprietà a uno soltanto dei coniugi

Gli atti di alienazione, di concessione di ipoteca, di costituzione di pegno e gli altri atti che comunque costituiscono vincoli sui beni del fondo (cioè gli atti di straordinaria amministrazione) possono essere compiuti solamente con il consenso di entrambi i coniugi, salvo che nell’atto di costituzione non sia stato espressamente previsto che questi atti possano essere compiuti disgiuntamente da ciascun coniuge.

In ogni caso, se vi sono figli minori, è necessaria l’autorizzazione del giudice, che viene concessa con provvedimento in camera di consiglio, nei soli casi di necessità o utilità evidente.

L’amministrazione ordinaria spetta, di norma, a entrambi i coniugi disgiuntamente ed è disciplinata dalle norme sull’amministrazione della comunione legale.

Il fondo patrimoniale cessa a seguito dell’annullamento o dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio. Tuttavia, anche in presenza di una causa estintiva, il fondo non cessa se vi sono figli minori. In questo caso il fondo dura fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio.

Si segnala un orientamento giurisprudenziale secondo cui le cause di cessazione del fondo patrimoniale dettate dalla legge non hanno carattere tassativo. Tra le altre, si è riconosciuta efficacia estintiva alla separazione personale dei coniugi e alla divisione giudiziale dei beni.

Quanto alla possibilità di una convenzione matrimoniale di scioglimento, la questione è controversa.



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