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Come pubblicare il tuo libro di storie e poesie: tra editori classici e internet

3 giugno 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 giugno 2013



Un editore tradizionale o un ebook o ancora un servizio di stampa e rilegatoria: a chi rivolgersi per vedere pubblicata la propria opera?

Siamo tutti autori: chi di poesie, chi di storie, di testi musicali o scientifici, chi anche solo di aforismi pubblicati sul proprio profilo Facebook. Quando però i nostri contributi alla letteratura diventano numerosi, scatta l’istinto a volerli vedere immortalati su carta rilegata.

La pubblicazione tradizionale, è ancora considerata un normale sbocco per le opere letterarie. Perché, comunque sia, la condivisione è insita nel concetto di cultura e nella naturale vocazione dell’arte.

La tutela col diritto d’autore

Bisogna precisare che – al contrario di quanto comunemente si ritiene – non sarà la pubblicazione dell’opera, da parte di un editore, a tutelare lo scritto con le norme sul diritto d’autore. Né sarà necessaria la registrazione alla Siae. Infatti, il diritto d’autore opera già automaticamente per il solo fatto che l’opera è stata creata. E quindi, già da tale momento, l’autore può pretenderne la tutela innanzi a un tribunale.

Il problema che, invece, entra in gioco è solo quello della dimostrazione dell’anteriorità della propria creazione rispetto a quella/e usurpatrice/i. Infatti, solo l’opera che si dimostri essere “precedente” rispetto alle altre imitazioni può vantare i diritti d’autore. Ecco perché si ricorre al contratto di edizione (con un editore) o alla registrazione presso la SIAE: per procurarsi una prova certa dell’anteriorità.

In realtà esistono diversi modi per dimostrare l’anteriorità della propria creazione. Per questo aspetto vi rinviamo a un altro articolo presente su questo portale (guarda nel box “approfondimenti” posto alla fine dell’articolo: “Come proteggere le proprie opere artistiche”).

Il libro tradizionale

Una volta che si è deciso di voler pubblicare la propria opera, bisogna operare una scelta tra varie alternative disponibili.

La prima e più immediata soluzione che viene in mente è quella di affidarsi a un editore tradizionale che pubblicherà la nostra opera sulla carta stampata, in un classico libro.

Se l’autore non è conosciuto e non è già apprezzato sul mercato, è probabile che troverà un editore locale disposto a pubblicare la sua opera dietro, tuttavia, il pagamento di un lauto compenso.

Tale compenso varia a seconda del numero di pagine da pubblicare, della qualità della carta utilizzata, del formato del libro, della robustezza della copertina.

Esistono poi degli editori che consentono la pubblicazione senza il marchio della casa editrice, consentendo così di risparmiare qualcosa.

Non vi fate troppe illusioni: se l’editore ha acconsentito a pubblicare la vostra opera potrebbe non essere merito del vostro talento, ma solo dell’intenzione di quest’ultimo di ottenere un lucro dall’operazione. È il suo lavoro, il suo business e non c’è nulla di anormale in questo.

Il pagamento può avvenire, oltre che con la normale consegna del denaro a titolo di corrispettivo, anche attraverso l’impegno ad acquistare un numero minimo di copie dall’editore (qualche centinaio). In questo secondo modo, sicuramente più vantaggioso, l’autore potrà disporre di un numero di copie per sé stesso (senza poi doverle acquistare) che potrà rivendere (salvo il rispetto della normativa fiscale) o eventualmente regalare per autopromuoversi.

Generalmente, l’editore propone quasi sempre un numero minimo di mille copie da mandare in stampa. I moderni processi di produzione, infatti, consentono costi più bassi quanto più alte sono le copie da realizzare.

Se però fare mille visualizzazioni con un articolo su internet è roba di poco, al contrario vendere mille copie di un libro può essere un’impresa ardua.  Non ho mai visto un piccolo autore fare soldi con la pubblicazione della propria opera. Gli andrà bene, piuttosto, se riuscirà a recuperare le spese sostenute.

Pertanto, per chi non ha capacità e/o voglia di promuoversi (attraverso presentazioni in varie città, pubblicità su stampa, interviste, tv), è consigliabile di ridurre il numero di copie in stampa allo stretto necessario oppure di sfruttare le potenzialità del web e fare tutto da soli (vedi dopo).

Quando avviene la pubblicazione di uno scritto ad opera di un editore, si ottiene il cosiddetto codice ISBN (International Standard Book Number): esso identifica, a livello internazionale e in modo univoco e duraturo, un libro. Solo le case editrici sono autorizzate a richiedere il codice ISBN sulle opere che stampano.

Il codice ISBN può essere attribuito anche a un e-book edito da una casa editrice.

L’e-book dell’editore

Per chi voglia risparmiare i costi di produzione e stampa e, nello stesso tempo, non rinunciare al nome di un editore sulla propria opera, nonché al codice ISBN ufficiale, si può consigliare di affacciarsi al nuovo mercato degli e-book. Si potrà quindi chiedere all’editore locale di pubblicare il libro solo in formato elettronico e renderlo disponibile sul sito dell’editore stesso per il download (gratuito o a pagamento).

Con la pubblicazione in formato elettronico non si perde nulla, se non la fisicità dell’opera: pertanto, l’e-book è considerato a tutti gli effetti una normale pubblicazione (anche ai fini curriculari).

Anche questo sistema, però, è sottoposto alle condizioni contrattuali non sempre vantaggiose dell’editore tradizionale. Ecco perché è più consigliabile affidarsi a qualche azienda, su internet, che fa questo di professione (vedi il prossimo paragrafo).

I siti che garantiscono la pubblicazione self-publishing

Vi sono diversi siti che offrono un servizio di pubblicazione e che, normalmente, chiedono corrispettivi piuttosto ridotti. Inoltre consentono la pubblicazione anche di poche copie (a volte, anche una sola copia: v. youcanprint.it). Bisogna stare attenti a questo settore, perché in molti casi si tratta di aziende che non mantengono le promesse prese. Meglio affidarsi ai nomi più noti, dove già si riscontrano feedback positivi.

Vediamoli singolarmente

– Ilmiolibro.it (Gruppo L’Espresso): qualcuno ha criticato questo sito perché non fornisce in modo chiaro indicazioni sulle modalità di pagamento.

Youcanprint.it: nel caso in cui le copie vengano vendute l’autore viene pagato il 20% del prezzo del libro. Una percentuale piuttosto bassa.

Lulu.com: è un sito americano di grande successo e assai serio. Vi sono ben 5 milioni di utenti registrati. Consente di autopubblicarsi un libro in formato cartaceo o ebook, garantendo all’autore l’80% del guadagno. Il libro riceve il tanto ambito codice ISBN e la carta su stampa è di buona qualità. Alcuni autori hanno iniziato proprio su Lulu (così “50 sfumature di grigio” di E.L. James è stato diffuso attraverso questo sistema prima di essere acquistato dall’editore “Random House”). Il pagamento avviene mensilmente, sul conto Paypal dell’autore.

Per poter vendere le copie, tuttavia, è necessario che l’autore si autopromuova. Iniziative sul web, una pagina Facebook, recensioni sulla stampa o sui siti, pubblicità di vario tipo: tutto può concorrere a far circolare la voce e vendere le copie.

– Narcissus.me: è una piattaforma italiana ancora poco conosciuta. L’autore è pagato al 60% del prezzo di copertina attraverso Paypal. Oltre al codice ISBN, e alla possibilità di stampare su carta, Narcissus garantisce la presenza del libro nei principali Bookstore italiani e internazionali (Amazon, Apple ibook Store, Burne&Noble, Ibs, Feltrinelli, Mondadori e tanti altri). Infine Narcissus offre un servizio di assistenza agli autori.

L’ebook seld-produced e self-published

Poiché ormai la tecnologia consente a chiunque sia munito di un computer, di creare un documento elettronico di testo, di convertirlo in un formato non modificabile (per esempio un .pdf) e poi di caricarlo su internet, rendendolo disponibile per il download (magari sul proprio sito o su uno dedicato appositamente), si può anche tentare un’operazione completamente fatta “in casa”: dalla creazione alla pubblicazione della propria opera.

In questo caso, non si potrà avere un codice ISBN, né l’opera è considerabile una vera e propria pubblicazione. Tuttavia non si sosterranno costi di alcun tipo e, inoltre, la pubblicazione su internet può essere una valida prova per dimostrare l’anteriorità della propria creazione e, quindi, tutelarsi con il diritto d’autore da eventuali plagi. Non è vero, dunque – come qualcuno ritiene – che mettere online la propria opera significa anche abdicare al copyright. Al contrario, è la stessa pubblicazione la prova della propria creazione e della data di creazione.

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1 Commento

  1. Sorprende un po’, in questo articolo, la posizione nei confronti dell’editoria a pagamento. Un editore a pagamento, attraverso il “contributo alle spese”, si fa pagare i costi e il proprio margine di guadagno dall’autore, quindi non ha alcun interesse a distribuire e promuovere il libro, che diventerà automaticamente carta da macero. L’autore, in pratica, “strapaga” un mero servizio di tipografia. Il discorso sarebbe molto più articolato di così, ma sia in rete sia su carta c’è la possibilità di approfondire. Aggiungo solo che molti piccoli editori, a riprova della loro serietà, si dichiarano NOEAP: no editoria a pagamento, che contiene l’implicito impegno a comportarsi da editori “veri”.
    L’editore a pagamento rappresenta senz’altro uno dei tanti modi per vedere il proprio manoscritto stampato su carta rilegata, ma è il modo quasi sempre di gran lunga più oneroso e deludente, e quello che offre maggiormente il fianco a risvolti al limite del truffaldino.

    Cordiali saluti

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