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Ritardo nel versamento Iva: niente sanzioni all’imprenditore quando i clienti non pagano

21 Gennaio 2014 | Autore:
Ritardo nel versamento Iva: niente sanzioni all’imprenditore quando i clienti non pagano

L’imprenditore che ha versato l’Iva in ritardo non può essere sanzionato dal Fisco se tale ritardo è dovuto a causa di forza maggiore, per esempio il mancato pagamento del corrispettivo da parte dei clienti.

Niente sanzioni penali all’imprenditore che ha versato l’Iva in ritardo a causa del mancato pagamento delle fatture da parte dei clienti, tra cui la Pubblica Amministrazione.

Arriva questa volta dalla Commissione Tributaria di Campobasso [1] un’altra sentenza [2] che giustifica il ritardo nel versamento Iva provocato da cause di forza maggiore [3].

Secondo i giudici, il fatto che l’imprenditore non riesca a riscuotere i propri crediti dai clienti e che la P.A. o i privati non paghino il corrispettivo dei servizi erogati dall’imprenditore è una causa di forza maggiore che impedisce a quest’ultimo il versamento del tributo alla scadenza.

Dunque, il ritardo nel versamento Iva non costituisce, in questi casi, evasione fiscale e non può essere punito con le sanzioni. Ciò in quanto non dipende dalla volontà e responsabilità del contribuente bensì dall’impossibilità oggettiva per quest’ultimo di onorare i propri impegni fiscali a causa dell’assenza di introiti e del conseguente aumento dei costi subìto per le fatture non pagate.

Affinché l’imprenditore possa far valere tale causa di forza maggiore, è necessario che provi il ritardato pagamento dei corrispettivi da parte dei clienti e il proprio impegno a riscuotere tali somme. In altri termini egli deve dimostrare di aver fatto di tutto per recuperare quanto dovuto dai privati e dalla pubblica amministrazione per i servizi e le prestazioni erogate.

Nel caso di specie i giudici hanno annullato le sanzioni inflitte ad un imprenditore che non aveva versato regolarmente l’Iva. Questi aveva provato in giudizio che il proprio cliente principale (il Comune) nonché alcuni clienti privati non avevano pagato ingenti somme che gli spettavano a titolo di corrispettivo. Ciò lo aveva costretto a scontare le fatture e subire così un notevole aggravio di costi.

Come questo precedente negli ultimi anni se ne sono contanti diversi altri, frutto di un orientamento più buonista dei giudici, specie in questi ultimi anni di crisi. A riguardo rinviamo ai seguenti articoli:

Omesso versamento IVA e ritenute previdenziali per crisi economica: giudici più buoni

Omesso versamento Iva: se dipende da mancanza di liquidità, nessuna condanna   


note

[1] CTP Campobasso sent. n. 179 del 10.12.2013.

[2] V. anche CTP Catania sent. n. 121 del 14.02.2013.

[3] Art. 6 D. Lgs. 472/97.

Autore immagine: 123rf.com


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