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Avvocati: ritorna il rimborso forfettario tra le nuove tariffe forensi

3 giugno 2013


Avvocati: ritorna il rimborso forfettario tra le nuove tariffe forensi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 giugno 2013



Reintroduzione del rimborso forfettario, innalzamento dei compensi per decreti ingiuntivi e precetti, determinazione per fasi processuali: ecco alcune novità dei nuovi parametri approdati al ministero.

La proposta inviata dal CNF al Ministro della Giustizia sui nuovi parametri forensi contiene diverse novità. Lo scopo è quello di correggere le storture degli attuali sistemi, definiti da Guido Alpa “particolarmente vessatori ed iniqui”.

Tra le novità, spicca la reintroduzione del rimborso delle spese forfettarie, che molto probabilmente dovrebbe essere in percentuale superiore a quella passata del 12,5%.

I nuovi parametri, determinati sempre per scaglioni sulla base del valore della causa, vengono inoltre svincolati dai criteri quantitativi connessi al numero di atti difensivi e dal numero di udienze cui il difensore ha partecipato. Resta quindi fermo il sistema ancorato alle fasi processuali, con un compenso prestabilito per ogni livello di difesa (da quella di studio a quella decisionale, a cui si aggiunge, finalmente, il compenso per prestazioni post-decisione).

I parametri vengono indicati a somma fissa, per importi che il giudice potrà innalzare fino al 70% o ridurre fino al 30%, solo ed esclusivamente con una adeguata motivazione.

Sono stati finalmente alzati i compensi per decreti ingiuntivi e precetti, attualmente fissati in importi spesso ridicoli.

Ovviamente, resta privilegiata l’autonomia contrattuale delle parti che può derogare ai parametri forensi. Pertanto i parametri si applicano solo quando all’atto dell’incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi e nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell’interesse di terzi o per prestazioni officiose previste dalla legge. Il che dovrebbe ancora una volta svantaggiare i legali legati da convenzioni con i grossi gruppi (assicurazioni, banche, ecc.).

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