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Radici nell’asfalto: quando è dovuto il risarcimento?

8 maggio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 8 maggio 2018



Come chiedere il risarcimento per i danni cagionati dalle radici presenti sull’asfalto? Come provare il danno e la responsabilità dell’amministrazione?  

Quante strade e quanti marciapiedi sono solcati dalle radici degli alberi? I viali di tantissime città italiane sono delimitati da bellissimi e alti albero ad alto fusto, ma lo svantaggio di tanta bellezza, oltre che nei rischi per la circolazione, sta sicuramente per la deformazione dell’asfalto che provocano le loro radici.

Ne sanno qualcosa gli automobilisti e i pedoni che sono incappati nelle insidie rappresentate dalle radici fuoriuscite dall’asfalto. Se si verifica un incidente, però, è possibile, se sussistono determinate condizioni, ottenere il risarcimento del danno. Vediamo come.

Radici nell’asfalto: la responsabilità dell’ente proprietario

In passato l’orientamento dominante della giurisprudenza era rimasto legato all’idea che la responsabilità della pubblica amministrazione per le insidie stradali dovesse configurare una normale ipotesi di responsabilità extracontrattuale [1] per l’affermazione della quale era necessario dimostrare la colpa dell’amministrazione. Allo stesso tempo si negava l’applicabilità alla Pubblica Amministrazione della responsabili da cose in custodia [2]. L’evoluzione giurisprudenziale, però, ha portato oggi a riconoscere l’applicabilità alla pubblica amministrazione della responsabilità del custode. Ciò vuol dire che il Comune o l’amministrazione titolare della strada è responsabile per i danni provocati a pedoni e automobilisti da ogni insidia dovuta all’omessa manutenzione delle strade. Si tratta di una responsabilità che in gergo tecnico è definita responsabilità oggettiva: essa cioè prescinde da una specifica colpa o malafede della pubblica amministrazione, ma deriva dal semplice fatto che quest’ultima è custode dei beni pubblici e, quindi, tenuta a vigilare sul loro stato. Ciò detto potrebbe sembrare che la via per il risarcimento sia agevole, ma in realtà non sempre è così.

Radici nell’asfalto: cosa fare in caso di caduta per ottenere il risarcimento?

Ragionando, come detto, in ordine alla prova da costituirsi in vista di un eventuale contenzioso con l’amministrazione proprietaria della strada, la prima cosa da fare è quella di adoperarsi appunto per procurarsi le prove del fatto storico. Un esempio può essere una fotografia scattata con il cellulare o, meglio ancora, sarebbe far intervenire le forze dell’ordine e farsi redigere un verbale dalla polizia municipale o stradale. Se le autorità non sono disponibili ad intervenire anche la presenza di un testimone potrebbe essere sufficiente a sostenere le nostre argomentazioni nel caso si dovessero adire le vie legali.

Sul piano processuale, l’applicazione della responsabilità del custode in capo alla P.a. comporta che graverà sul danneggiato l’onere di fornire la prova dell’evento dannoso e del nesso tra la strada e il danno subito, senza dover dimostrare la colpa della P.a., mentre quest’ultima, per esimersi dalla responsabilità, dovrà provare che l’evento lesivo sia stato prodotto a seguito del verificarsi di caso fortuito o che il comportamento del danneggiato abbia determinato il verificarsi del danno.

Radici nell’asfalto: come dimostrare l’accaduto?

Come detto, chi incappa in una insidia sulla strada provocata dalle radici sporgenti degli alberi e abbia riportato lesioni fisiche alla propria persona o alla propria auto per ottenere il risarcimento del danno dall’amministrazione deve procurarsi la prova delle seguenti circostanze, senza nulla tralasciare:

  • dimostrare il giorno e l’ora in cui il fatto storico si è verificato;
  • che l’incidente sia stato causato proprio e soltanto dalle radici sull’asfalto e non da altre cause, sebbene concomitanti, come ad esempio la distrazione del pedone;
  • bisogna dimostrare quali tipologie di lesioni fisiche o di danni all’auto siano derivati dalla caduta. Nel primo caso (lesioni fisiche) spetterà poi a un medico legale stabilire a quanto corrispondano, in termini monetari, dette lesioni (cosiddetta perizia medico-legale);
  • che l’insidia o qualsiasi altra anomalia dell’asfalto sia stata non percepibile in anticipo, anche usando l’ordinaria diligenza.

Radici nell’asfalto: come ottenere il risarcimento?

Nel caso di danno causato dalle radici sporgenti dall’asfalto, una volta raccolte le prove, il primo passo da compiere è una richiesta di risarcimento inviata con lettera raccomandata a.r. o a mezzo Pec all’ente proprietario. La richiesta di risarcimento può essere inoltrata dal danneggiato personalmente o per il mezzo di un avvocato. Se la richiesta di risarcimento bonaria non sortisce alcun effetto, non resta altra scelta che agire in giudizio convenendo l’ente proprietario del tratto stradale in cui si è verificato il fatto.

Radici su strada privata: si può chiedere il risarcimento?

Se quanto detto sopra riguarda l’ipotesi in cui il danno si verifica in una strada pubblica, ci si domanda cosa avviene nell’ipotesi in cui il fatto si verifica in una strada privata. La Cassazione, con una sentenza [3] ha aperto la strada ai rimborsi in caso di incidente stradale con lesioni anche se si tratta di vie private ma con accesso alla pubblica via. Secondo la Corte, infatti, nei casi in cui il luogo del sinistro sia di proprietà privata, ma  comunque di uso pubblico, il Comune ha l’obbligo di provvedere alla relativa manutenzione.

La sentenza della Cassazione ha stabilito che:

  • la P. A. deve provvedere alla manutenzione della strada pubblica o della sua messa in sicurezza;
  • il suddetto obbligo di manutenzione si estende alle parti a lato della via pubblica anche se private se comunque sono di pubblico utilizzo;
  • sulla P.A. ricade l’obbligo di garantire la sicurezza della circolazione di veicoli e pedoni;
  • è colpa dell’Amministrazione anche non impedire l’uso della cosa se pericolosa.

note

[1] Art. 2043 Cod. Civ.

[2] Art. 2051 Cod. Civ.

[3] Cass. Civile, sez. VI-3, ord. n. 3216 del 07.02.2017.

Autore immagine: Pixabay.com

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