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Editoriali Combattere la crisi economica: non fate come le formiche

Editoriali Pubblicato il 3 giugno 2013

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> Editoriali Pubblicato il 3 giugno 2013

Quando una formica vuole mangiare, si incolonna in una fila di altre mille formiche, davanti a una mollica di pane, in attesa del proprio turno. Se della mollica, poi, non avanza più nulla, la formica non mangia.

Molti ragazzi, quando devono cercare lavoro, copiano i loro precettori e quello che hanno fatto le generazioni precedenti, senza preoccuparsi di creare una propria identità e una propria idea. Fanno, cioè, come le formiche, che seguono una fila di altre mille formiche nella speranza che, anche per loro, resti una parte di briciola. Nessuno però pensa di uscire dalla fila e cercare una mollica nuova. Nessuno pensa di essere l’inizio di una nuova fila.

La crisi economica è, prima ancora che una crisi di denaro, una crisi di risorse umane.

La dimostrazione è al nostro fianco, che ci guarda e ci lampeggia. Si chiama smartphone (o anche tablet, se volete). In un periodo in cui le famiglie fanno fatica a portare lo stipendio a fine mese, nessuno si è privato del gioiello tecnologico. A rate o in contanti, tutti ne hanno acquistato un modello (in alcuni casi, rincorrendo la versione più aggiornata).

Forse uno status symbol, all’inizio. Ma anche un modo per sentirsi proiettati in una nuova era. Tanti telefonini da 800 euro l’uno, con un traffico prepagato da cinque euro.

È stata la vittoria dell’idea, della novità, della risorsa. I soldi, in un modo o nell’altro, sono usciti e hanno trainato un settore dell’economia che, in verità, non aveva mai subito crisi, merito degli investimenti e della continua ricerca.

La Apple – la prima a lanciare lo smartphone – ha dimostrato come un’idea possa vincere anche la peggiore crisi. Ed è proprio dalle parole del suo mastermind, Steve Jobs, che bisogna prendere gli insegnamenti.

Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone”.

Non coltiviamo il cibo che mangiamo. Indossiamo abiti fatti da altre persone. Parliamo lingue sviluppate da altri. Usiamo sistemi matematici che altre persone hanno ideato. Intendo dire che prendiamo costantemente cose dagli altri. Creare qualcosa è un sentimento meraviglioso ed estatico che ci riporta alla fonte dell’esperienza e della conoscenza umana”.

La risorsa umana è la migliore arma contro qualsiasi collasso economico. E, proprio in questo momento, abbiamo bisogno di persone che osino mettersi in cerca della propria mollica, che non si accontentino di incolonnarsi in una fila già iniziata da altri.

Un altro che prese la crisi economica dalle corna fu Henry Ford. Le sue più belle parole: “Solo chi non osa, non sbaglia”.

Evidentemente la crisi crea geni. Perché non essere tu il prossimo?


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