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Come pagare un debito altrui

30 aprile 2018


Come pagare un debito altrui

> Business Pubblicato il 30 aprile 2018



Vediamo come assumersi un debito altrui attraverso l’accollo; cos’è, come funziona e quali le differenze tra accollo interno ed esterno

 

Il nostro ordinamento prevede tre strumenti mediante i quali è possibile pagare un debito altrui e assumere, così, un debito di un’altra persona. Si tratta dell’espromissione, della delegazione passiva e dell’accollo. Caratteristica comune di questi tre strumenti è quella di modificare la parte debitrice in relazione ad una determinata obbligazione: un terzo, per varie ragioni, interviene nel rapporto obbligatorio e si impegna a pagare un debito contratto da un’altra persona. Abbiamo già parlato dell’espromissione; abbiamo visto, inoltre, in cosa consiste  adempimento del terzo. Vediamo adesso come pagare un debito altrui attraverso l’accollo. Tuttavia, prima di capire come “accollarsi” il debito di un’altra persona e comprendere cos’è l’accollo  è necessario fare un passo indietro ed avere chiaro in mente il concetto di obbligazione.

Obbligazione: cos’è ?

Con il termine “obbligazione” si fa riferimento a quel vincolo giuridico in forza del quale un soggetto (detto debitore) è tenuto ad eseguire una certa prestazione patrimoniale (determinata o determinabile) nei confronti di un altro soggetto (detto creditore). Tale prestazione è giuridicamente dovuta: qualora il debitore dovesse essere inadempiente, il creditore potrebbe agire nei suoi confronti per vie legali.

Chi può adempiere all’obbligazione?

Di solito, colui che adempie all’obbligazione è il debitore. L’adempimento del debitore fa in modo che il creditore raggiunga il risultato perseguito, provocando l’estinzione del rapporto obbligatorio. Vi sono, tuttavia, delle ipotesi in cui a porre in essere la prestazione dedotta nel rapporto obbligatorio è un soggetto estraneo ad esso, Ciò avviene, per esempio, nel caso di accollo.

Cos’è l’accollo?

L’accollo è l’accordo bilaterale che interviene tra il debitore ed un altro soggetto (un soggetto terzo), in forza del quale il terzo “si accolla” il debito altrui, obbligandosi a corrispondere al creditore quanto a lui dovuto in forza del rapporto obbligatorio instaurato con il debitore. In sostanza, dunque, il soggetto terzo si “accolla” un debito altrui (del debitore originario) nei confronti del creditore.

Accollo: come funziona

I soggetti che vengono in rilievo nell’accollo sono tre:

  • l’accollante, cioè il terzo che si assume il debito altrui;
  • l’accollato, vale a dire il debitore originario;
  • l’accollatario, cioè il creditore.

L’accordo che dà luogo all’accollo interviene tra l’accollante (colui che si assume l’obbligo altrui) e l’accollato (il debitore originario), mentre l’accollatario (vale a dire il creditore) non vi prende parte. Si pensi ad un costruttore che contrae un mutuo con una Banca per avere i fondi necessari per la costruzione di una casa; quando il costruttore andrà a vendere l’edificio,  l’acquirente (terzo accollante) potrà accordarsi con il costruttore (debitore accollato) nel senso di assumersi (di “accollarsi”) l’obbligo di corrispondere alla Banca (creditrice) una parte proporzionale del mutuo contratto dal costruttore per l’edificazione dell’immobile.

Come pagare un debito altrui: l’accollo esterno

Si distinguono due diverse figure di accollo: l’accollo esterno e l’accollo interno. Il Codice Civile si limita a disciplinare quello esterno. L’accollo esterno [1] si configura quando l’accordo tra l’accollante e l’accollato si presenta come un contratto a favore del terzo [2]: il creditore accollatario (che, come abbiamo visto, non è parte del contratto)  assume le vesti di un soggetto terzo, in favore del quale viene stipulato il contratto e acquista il diritto di pretendere direttamente dall’accollante l’adempimento dell’obbligazione. Da ciò deriva che:

  • il terzo (cioè il creditore) non è parte del contratto ma acquista il credito per effetto del contratto stipulato da altri soggetti;
  • questi ultimi potranno revocare il beneficio in suo favore fino a quando il terzo non vi aderisca;
  • la dichiarazione del creditore accollatario (il terzo che beneficia del contratto) in merito alla volontà di aderire al contratto rende irrevocabile la stipulazione in suo favore.

 

L’accollo cumulativo e l’accollo liberatorio

Se le parti che partecipano all’accollo non si accordano diversamente, allora l’accollo esterno sarà cumulativo, cioè all’originario debitore si aggiunge anche l’accollante [3]. In questo caso, sorge il cosiddetto beneficium ordinis [4]. Tralasciando il latino, ciò significa che, per ottenere quanto gli spetta, il creditore deve prima aggredire il patrimonio del terzo accollante e solo in seguito, in caso di tentativo infruttuoso, può agire nei confronti dell’originario debitore (l’accollato) [5]. Le parti, tuttavia, possono anche accordarsi diversamente e prevedere che l’accollo abbia come effetto quello di liberare il debitore originario dall’obbligazione assunta, con la conseguenza che, qualora il creditore non veda soddisfatto il proprio credito, non potrà, in un secondo momento, agire nei confronti del debitore originario [6].

Come pagare un debito altrui: accollo interno

L’accollo interno non è espressamente disciplinato dal Codice Civile; si configura quando le parti non vogliono attribuire alcun diritto al creditore accollatario verso il terzo accollante. Nell’accollo interno il terzo accollante si impegna, nei confronti del debitore accollato, a mettere a disposizione di quest’ultimo i mezzi necessari all’adempimento oppure ad effettuare il pagamento nelle mani del creditore accollatario. Dunque, mentre nell’accollo esterno il creditore (che non è parte del contratto) acquista il diritto di pretendere dall’accollante il pagamento, nell’accollo interno il creditore accollatario non può rivolgersi al terzo accollante per ottenere il pagamento di quanto gli spetta. Inoltre, nell’accollo interno il terzo accollante risponde dell’eventuale inadempimento dell’obbligo assunto solo nei confronti del debitore accollato e non anche nei confronti del creditore accollatario. Si precisa, infine, che l’accollo interno può sempre essere oggetto di modifica o di revoca ad opera di coloro che hanno preso parte all’accordo (terzo accollante e debitore accollato). Quindi, l’accollo interno non comporta, a differenza dell’accollo esterno, una modifica del lato passivo del rapporto obbligatorio, in quanto il creditore non acquista, accanto a quello originario o in sua sostituzione, un nuovo debitore.

note

[1] Art. 1273, co I, Cod. Civ.

[2] Art. 1411 Cod. Civ.

[3] Art. 1273, co III, Cod. Civ.

[4] Cfr. art. 1268, co II, Cod. Civ.

[5] Cfr. Cass., sent. n. 9982 del 24 maggio 2004.

[6] Art. 1273, co II, Cod. Civ.

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