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Gli avvocati violano la concorrenza e le liberalizzazioni


Gli avvocati violano la concorrenza e le liberalizzazioni

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 giugno 2013



Nella black list dell’Agcm ci sono, in testa, gli avvocati: “il ritorno dei parametri è un passo indietro alle liberalizzazioni”.

Duro monito dell’Agcm contro gli avvocati: secondo l’Antitrust, la categoria dei legali continua a remare contro le liberalizzazioni.

L’Authority non risparmia critiche alla recente riforma forense, considerata un passo indietro rispetto ai principi fissati dall’UE e agli sforzi del Governo di liberalizzare il mercato delle professioni. Il dito viene puntato, in particolar modo, contro l’eliminazione dell’obbligo di fornire un preventivo in forma scritta e il tentativo di reintrodurre, “in modo surrettizio”, le tariffe forensi. Secondo l’Agcm, in questo modo, si viola il principio secondo cui “la pattuizione dei compensi è libera” [1] e si fa un “passo indietro” rispetto all’altro principio “dell’integrale abrogazione delle tariffe [2]”.

Il rischio, secondo l’Authority, è che la condotta tenuta dagli ordini professionali possa “condurre di fatto ad una reintroduzione surrettizia delle tariffe di riferimento per le prestazioni professionali, vanificando la portata liberalizzatrice” delle riforme. In particolare, a minare la deregulation sono quei generici riferimenti – nella determinazione delle tariffe – all’adeguatezza del compenso, al decoro professionale e alla importanza dell’opera.

note

[1] Legge n. 247/2012.

[2] Legge n. 1/2012.

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