Diritto e Fisco | Articoli

La commissione di massimo scoperto: istruzioni pratiche

5 giugno 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 giugno 2013



Prima ritenute illegittime dai giudici, poi oggetto di regolamentazione, le commissioni di massimo scoperto restano uno dei principali terreni minati nei rapporti tra banche e clienti.

La commissione di massimo scoperto indica, in modo conforme al nome, quella somma che il correntista deve pagare alla banca nel caso che il saldo del conto corrente vada in negativo e vi sia anche un fido. In tale caso, quando il conto va in rosso, la banca applica, oltre al tasso di interesse nei confronti del correntista, detto “tasso debitore“, anche una commissione sull’ammontare più alto raggiunto dal saldo negativo. Questa commissione di massimo scoperto veniva applicata, per prassi, solo se il saldo negativo durava per almeno 30 giorni consecutivi.

Tuttavia vi sono sempre stati problemi sull’applicazione pratica di tale commissione dovuti alla mancanza di una definizione univoca con la conseguente differente applicazione presso le varie banche. Tali problemi sono emersi, in particolare, nel contenzioso promosso dai correntisti verso la propria banca per ottenere la restituzione delle competenze indebitamente addebitate dall’istituto di credito sul conto corrente.

Ne è emersa una scarsa difendibilità, sul piano della trasparenza, di tale commissione, che ha comportato, nel calcolo della “usura bancaria[1], la sua pressoché costante presenza nelle competenze abusivamente addebitate al correntista insieme gli interessi ultralegali, alle spese di revisione fido, a quelle fisse di chiusura del conto, a quelle assicurative e agli interessi anatocistici [2] calcolati su tali spese complessive che gravano sul correntista. Si tratterebbe di un interesse passivo occulto che si aggiunge all’interesse pattuito con la banca, la quale percepisce già gli interessi sulla somma di c/c per effetto dell’utilizzo da parte del correntista.

La stessa Banca d’Italia ha precisato a più riprese dovrebbe chiamarsi “commissione di affidamento”, non “di massimo scoperto”, dal momento che si tratta di scoperto solo fuori dai limiti del fido, cioè extrafido [3].

Ma anche a fronte di tale precisazione le banche hanno continuato a fare pasticci, in quanto applicavano la commissione non sulla parte di fido inutilizzata, bensì sul massimo importo utilizzato entro il fido concesso. Inoltre, nei contratti con i correntisti, indicavano la percentuale della commissione  in modo generico, senza specificare su quali importi e per quali periodi fosse applicata. In questo modo una tale clausola sarebbe invalida e nulla per indeterminabilità dell’oggetto [4].

Con l’entrata in vigore nel novembre 2008 delle misure anticrisi per il sostegno delle famiglie e dell’occupazione [5] lo scenario non è cambiato, poiché vi sono numerose contraddizioni nel testo normativo che favoriscono la moltiplicazione degli oneri a carico del correntista. L’unica certezza che ne è venuta fuori e quella dell’inserimento di tale onere, per il correntista, tra quelli che concorrono al calcolo dell’usura [6].

Finalmente, a partire dal 2011, la commissione di massimo scoperto può considerarsi nulla senza ulteriori scappatoie [7].

Ora la banca può chiedere, nei contratti di c/c con apertura di credito, solo il pagamento di una commissione onnicomprensiva sull’affidamento, il cui ammontare non può essere superiore allo 0,5% sulla somma messa a disposizione del correntista per trimestre e deve essere comunque calcolata sulla base dell’affidamento e al tasso di interesse a debito sugli importi utilizzati. Tale commissione deve comprendere le spese di istruttoria, quelle sui conteggi per gli affidamenti e ogni altra spesa collegata al servizio di affidamento, e NON può comprendere le imposte, le spese notarili, gli oneri conseguenti a inadempimenti del correntista e le spese riguardanti i servizi connessi all’utilizzo del credito [8].

 

Nel caso in cui il correntista prelevasse denaro in mancanza di affidamento oppure oltre i limiti del fido, la banca può solo disporre, quale unico onere, il pagamento di una commissione di istruttoria veloce, di importo fisso, corrispondente ai costi, e un tasso di interesse passivo a debito sull’ammontare dello sconfinamento. Tale commissione non trova applicazione nei confronti dei correntisti “consumatori” (cioè non professionisti né imprese) per sconfinamenti pari o superiori ad Euro 500, purché si verifichi una sola volta in un trimestre [9].

In ogni caso vi raccomandiamo di leggere bene, quando accendete un conto corrente bancario, il contratto che la banca vi sottopone, le Condizioni Generali, il Foglio Informativo ed il Documento di Sintesi: questo perché tale commissione deve comunque, per legge, essere indicata in tali documenti. E anche laddove foste già correntisti fareste sempre bene a chiedere al personale della vostra banca, che non esiterà, vedendovi informati, a togliere al  vostro c/c molte spese che non abbiano una valida giustificazione e una sicura base di calcolo.

 

note

[1] L’usura bancaria è stata introdotta dalla Legge n. 108 del 7 marzo 1996 ”Disposizioni in materia di usura” che ha riformulato l’art. 644 del Codice Penale apportandovi significative modifiche affiancando ai parametri puramente soggettivi, previsti dalla vecchia formulazione, nuovi parametri cosiddetti “oggettivi”. Tale intervento normativo ha ampliato l’ambito di applicazione del reato di usura e di conseguenza l’area di tutela offerta dalla norma, la quale non opera più esclusivamente nei casi in cui sussista lo “stato di bisogno” del quale taluno abbia “approfittato” conseguendo vantaggi per sé o per altri, ma anche ogni qual volta il limite, cosiddetto Tasso Soglia d’Usura posto dall’art. 2 della stessa L.108/96 venga superato. Pertanto, quella che era una norma destinata ad offrire tutela in casi estremi (nell’ambito dei quali l’usura costituiva  l’anello di una catena di fattispecie delittuose spesso complesse e più gravi), grazie all’intervento legislativo del 1996 ha acquisito una diversa e significativa rilevanza. Il legislatore ha infatti inteso delineare un importante e oggettivo discrimine tra il lecito e l’illecito nel settore dell’erogazione del credito.

[2] Si veda alla voce “anatocismo bancario” su questo portale.

[3] Nella Circolare ABI del 2 dicembre 2005 viene chiarito che la commissione costituisce “il corrispettivo della banca a fronte dell’onere di tenere a disposizione del cliente una determinata somma nell’ambito del contratto di affidamento” e, in una assemblea del 2008, il governatore Draghi disse che tale commissione, per essere ammissibile sul piano della trasparenza, andrebbe definita come “una commissione commisurata alla dimensione del fido accordato”.

[4] Art. 1346 cod. civ. “Requisiti”: L’oggetto del contratto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile.

[5]  D.L. 29 novembre 2008 n. 185 “”Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”, convertito in legge 28 gennaio 2009  n. 2.

[6] Si veda in proposito il servizio innovativo di consulenza fiscale, tramite una prima analisi gratuita della situazione, che offre SDL Centro Studi per il rilevamento dell’usura.

[7] Essendo dichiarata espressamente nulla dal D. L. 6 dicembre 2011, n. 201Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”, convertito in L. 22 dicembre 2011, n. 214

[8] Delibera 30 giugno 2012 del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio

[9] D. L. 24 marzo 2012, n. 29Disposizioni urgenti recanti integrazioni al D. L. 24 gennaio 2012 n. 1Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” convertito con modificazioni in L. 24 marzo 2012, n. 27, convertito a sua volta in L. 18 maggio 2012, n. 62

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI