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Come non pagare le spese di una causa del proprio condominio

6 giugno 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 giugno 2013



Il condomino può evitare di pagare i costi di una causa condominiale in tribunale.

 

Quando l’intero condominio inizia o subisce una causa in tribunale, le spese del procedimento sono ripartite fra tutti i proprietari in base ai millesimi di proprietà. Sostenere i costi di una causa condominiale tuttavia può essere un esborso considerevole di cui si farebbe volentieri a meno, soprattutto quando non si condivide la scelta dell’assemblea di procedere giudizialmente.

La legge [1] perciò consente a ciascun condomino di sottrarsi al pagamento delle spese del processo che coinvolge tutto il fabbricato.

Per ottenere questo beneficio tuttavia è necessario compiere alcune formalità [2] per rendere pubblico il proprio dissenso rispetto alla causa.

Per prima cosa, bisogna votare contro la deliberazione assembleare in cui gli altri condomini danno mandato all’amministratore di agire o resistere in giudizio.

In secondo luogo è necessario notificare all’amministratore un atto (senza particolari formule) nel quale si esprime la volontà di sottrarsi al pagamento delle spese di propria spettanza nel caso in cui il giudice dia torto al condominio. Tale atto va inviato entro trenta giorni dall’assemblea che ha deliberato sulla causa o, se si era assenti all’assemblea, entro trenta giorni dal ricevimento del verbale dell’assemblea stessa.

Fatto ciò, il proprietario che si dissocia dalla causa condominiale non potrà rifiutarsi di pagare alla parte vittoriosa in Tribunale la propria quota di spese, ma quantomeno avrà diritto di essere rimborsato dagli altri condomini. Se, infatti, il condominio non riesce a dimostrare le proprie ragioni e viene condannato dal giudice al risarcimento e al pagamento delle spese, il singolo proprietario dissenziente potrà chiedere agli altri condomini di rimborsargli quanto è stato costretto a versare alla parte vincitrice. Se invece il giudice riconosce le ragioni del condominio, quest’ultimo (per mezzo dell’amministratore) potrà chiedere al proprietario, che si è dissociato, di pagare soltanto quelle spese che non è stato possibile recuperare dalla parte sconfitta in Tribunale.

Non possiamo fare a meno di segnalare come questa conclusione, prevista dal codice, sia oggi in contrasto con la recente regola – introdotta dalla riforma del condominio – in materia di pagamento degli oneri condominiali. In questo caso infatti i creditori possono agire giudizialmente dapprima solo contro i proprietari morosi e soltanto a seguito dell’infruttuoso tentativo di ottenere il dovuto possono rivolgersi ai proprietari in regola coi pagamenti. Una soluzione simile sarebbe pertanto auspicabile anche per il pagamento delle spese connesse alle cause condominiali: il proprietario che ha dichiarato la propria contrarietà alla soluzione giudiziale dovrebbe essere tenuto esente dal pagamento di qualsivoglia onere in materia, a meno che non risulti impossibile alla parte vincitrice recuperare il dovuto presso gli altri condomini.

Per evitare la spesa di una causa in Tribunale che riguardi l’intero condominio si deve:

– in assemblea votare contro la proposta di iniziare una causa o resistere in giudizio;

– successivamente notificare all’amministratore, entro trenta giorni dalla delibera o dalla conoscenza che si ha di quest’ultima, tramite raccomandata A/R, un atto nel quale si richiede di tenere separata la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite nel caso in cui il Tribunale dia torto al condominio.

note

[1] Art. 1132 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 2259 del 02.03.1998.

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2 Commenti

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