Diritto e Fisco | Articoli

Se il bagnino non salva il bagnante è omicidio colposo

6 giugno 2013


Se il bagnino non salva il bagnante è omicidio colposo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 giugno 2013



Non importa che la vittima sia stata colta da un malore improvviso che non le abbia consentito di gridare aiuto.

Il bagnino che non salva il bagnante mentre affoga in piscina risponde di omicidio colposo. Non rileva il fatto che l’incidente mortale sia stato determinato da un malore improvviso, e che tale malore sia stato così fulmineo da impedire allo stesso bagnante di chiedere aiuto.

L’assistente deve infatti vigilare sempre sulle situazioni di pericolo, anche quelle meno evidenti e più subdole. Proprio questo è il suo compito: stare a bordo vasca a controllare ogni situazione onde intervenire tempestivamente. Da quella postazione, la visuale gli consente di supervisionare anche le condizioni di chi non riesce a lanciare un s.o.s.

Questo è il principio che emerge da una recente sentenza della Cassazione [1].

Non si può pretendere – osserva la Cassazione – che il compito dell’assistente sia limitato a soccorrere soltanto chi si dimena in acqua perché non sa nuotare: è invece necessario che il bagnino si adoperi attivamente per evitare le disgrazie prestando soccorso anche a chi si abbandona inerte sull’acqua perché vittima silenziosa di un malore.

note

[1] Cass. sent. n. 24165/13 del 4.06.2013.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI