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Lo sai che? Ti ha lasciato e la ingiuri? Paghi anche la multa

Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2011

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> Lo sai che? Pubblicato il 7 dicembre 2011

Dare della “stronza” e “falsa” alla ex moglie può costituire reato di ingiuria.

Si dice che il tempo aiuti a guarire ogni ferita. Ma, se dopo la fine di una storia d’amore subentra il rancore, anche un semplice incontro può far riaffiorare la rabbia repressa.

Probabilmente è quanto accaduto a un uomo di Denno [1] che, nel rivedere la sua ex sulla soglia di un bar, non ha esitato a ingiuriarla, dandole della “stronza e falsa”. Poi le ha scagliato contro un bicchiere, sputando sul pavimento del locale.

Secondo la Corte di Cassazione, l’atteggiamento aggressivo e gli epiteti volgari rivolti pubblicamente alla donna sono idonei a integrare gli estremi del reato di ingiuria [2], di cui è colpevole chiunque offenda l’onore o il decoro di una persona, ossia la sua dignità sociale, manifestandole disprezzo attraverso parole, gesti, segni.

Pertanto, nonostante la parole “stronza” faccia purtroppo parte del lessico comune e  l’aggettivo “falsa” sia di per sé innocuo, nell’ambito di un determinato contesto culturale e comunicativo, uniti al gesto dello sputo, possono assumere rilievo lesivo e denigratorio della persona verso cui sono rivolti.

Questa è la conclusione alla quale è pervenuta la Corte di Cassazione [3], che ha condannato l’uomo al pagamento di una multa e delle spese processuali. A nulla è servito a quest’ultimo giustificare la momentanea maleducazione con il fatto di aver perso il controllo.

Il tutto in linea con quanto una volta scrisse Beerbohm: “Di tutti gli oggetti d’odio, una donna un tempo amata è il più odioso[4].

(di ANTONELLA MATARAZZO)

 

 

note

[1] Provincia di Trento.

[2] Art. 594 cod. pen.

[3] C. Cass., Sentenza n. 43306, 20 settembre – 24 novembre 2011.

[4] Max Beerbohm, Zulcida Dobson, 1911.


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