Business | Articoli

Bonus lavori in casa senza permesso del Comune

7 maggio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 7 maggio 2018



Lavori in casa senza permesso del Comune: ecco tutti i bonus fiscali previsti per gli interventi di edilizia libera

Lo abbiamo detto più volte: il 2018 è l’anno dei lavori in casa. Sono numerosissimi, infatti, i bonus e le agevolazioni previste per chi vuole ristrutturare il proprio appartamento, mettere a verde il proprio giardino o arredare casa con nuovi mobili ed elettrodomestici. Sul punto, inoltre, è molto importante sapere che, sempre con riferimento al tema casa, sono stati appena definiti gli interventi di edilizia privata liberi, vale a dire che non richiedono comunicazioni (Cil, Cila, Scia), autorizzazioni preventive, né permesso di costruire. Per conoscere quali sono tutti i lavori in casa per i quali non è necessario alcun permesso del Comune, leggi: Tutti i lavori in casa senza il permesso del Comune.

La liberalizzazione di tutta una serie di lavori in casa ha reso più facile la fruizione dei bonus fiscali previsti. Di tanto parleremo in questo articolo, ma procediamo con ordine.

Lavori in casa senza permesso del Comune

È entrato in vigore il decreto delle Infrastrutture [1] che ha liberalizzato 58 opere edilizie minori, per realizzare le quali non sarà più necessario richiedere autorizzazioni o presentare comunicazioni, né permesso di costruire al Comune. Si parla in proposito di cosiddetta edilizia libera, termine che sta ad indicare l’insieme dei lavori in casa (o fuori) che si possono eseguire senza chiedere autorizzazioni al Comune o senza bisogno di depositare documenti e comunicazioni di inizio attività. In buona sostanza, l’edilizia libera riguarda quelle opere per le quali non è necessario né il permesso di costruire, né la Cil, la Cila o la Scia.

Interventi di edilizia libera: quali sono?

Sono attività di edilizia libera la sostituzione di pavimentazioni esterne ed interne, il rifacimento di intonaci interni ed esterni, il rinnovamento di opere di lattoneria, come grondaie e pluviali, la sostituzione di rivestimenti interni ed esterni e di serramenti. Non è soggetta a comunicazioni o autorizzazioni la sostituzione di inferriate e di altri elementi antintrusione, di parapetti e ringhiere. Se si rispettano le caratteristiche tipologiche e materiche, anche la riparazione e la sostituzione dei manti di copertura non richiedono comunicazioni o autorizzazioni di alcun tipo. Lo stesso vale per il rinnovamento o la messa a norma degli impianti elettrici, di distribuzione del gas, igienico-sanitari, di illuminazione esterna, di protezione antincendio e di climatizzazione. Anche l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici, al di fuori dei centri storici, è considerata come un’attività di edilizia libera. Nessun titolo edilizio anche per i gazebo e altri arredi da giardino.

Bonus lavori in casa senza permesso

Grazie al decreto delle Infrastrutture, dunque, non sarà più necessario chiedere il permesso al Comune, né ottenere CilCila o  Scia per svolgere tutta una serie di interventi o lavori in casa. In concreto, ecco alcuni esempi di lavori in casa liberalizzati: installazione, riparazione, sostituzione o rinnovamento di cancellate e opere anti intrusione; riparazione e sostituzione di controsoffitto (anche installazione se non strutturale); riparazione, integrazione, efficientamento, rinnovamento e messa a norma degli impianti elettrico, del gas, igienico e idrico-sanitario (per quest’ultimo anche in caso di sostituzione dei sanitari, di fatto il rifacimento del bagno); installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento e messa a norma di servoscale e ascensori (per questi, purché non si incida sulla struttura portante); pavimentazione di aree pertinenziali comprese vasche di raccolta delle acque e locali tombati; creazione di barbecue, gazebo, pergolati (non stabilmente infissi), ripostigli per gli attrezzi, tenda e pergotenda, elemento divisorio verticale non in muratura; installazione di pompa di calore aria-aria.

Attenzione: ovviamente, anche per gli interventi considerati “liberi” resta fermo il rispetto delle prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici e nelle normative di settore, come le norme antisismiche, antincendio, igienico-sanitarie, di tutela dei beni culturali e del paesaggio.

Edilizia libera e bonus lavori in casa

La possibilità di realizzare tutta una serie di interventi senza dover chiedere il permesso al  Comune faciliterà anche l’accesso ai bonus fiscali. Ed infatti, molti degli interventi di edilizia libera sono tra quelli che beneficiano di bonus e detrazioni. Vediamo di quali bonus si tratta.

Lavori in casa: ecobonus 2018 al 65%

La legge di bilancio 2018 ha confermato, con qualche correttivo, l’ecobonus. L’Ecobonus è un’agevolazione fiscale consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) i costi sostenuti dal contribuente per interventi di riqualificazione energetica eseguiti in casa oppure in edifici condominiali, uffici, negozi, capannoni. Lo scopo di tali interventi è quello di aumentare il livello di efficienza energetica degli immobili esistenti. Secondo l’ultima previsione legislativa la detrazione fiscale sarà pari al 65 %. Per tutto l’anno, dunque,  sarà possibile ottenere il bonus del 65% sugli interventi di efficientamento energetico, ma si è ridotto il perimetro delle opere agevolabili: la posa di infissi e tende da sole viene trattata come gli interventi di manutenzione, con bonus al 50%.

Sisma bonus al 50%

Sarà in vigore fino al 2021 il sisma bonus cioè la detrazione del 50% relativa agli interventi di ristrutturazione ai fini del miglioramento o dell’adeguamento antisismico e per la messa in sicurezza degli edifici. Sul punto, leggi anche: Sismabonus: vale per chi ricostruisce casa?.

Superbonus all’85% 

La novità è che dal 2018 il sisma bonus potrà essere unificato all’ecobonus per gli interventi di riqualificazione dei condomini. Il bonus, nel caso di interventi congiunti di riqualificazione energetica e sismica, viene unificato all’80 o 85% (in base al grado di riduzione del rischio sismico). L’incentivo è previsto per gli interventi sui condomini  «finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica». Il maxi bonus, che consiste – in pratica – nella somma di ecobonus e sismabonus  ha lo scopo, dunque, di agevolare la messa in opera dei lavori nelle case e negli edifici condominiali delle zone sismiche. Più nel dettaglio il bonus sarà applicato nella misura:

  • dell’80% nel caso in cui gli interventi determinino il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore;
  • dell’85% nel caso in cui gli interventi determinino il passaggio a due classi inferiori.

La detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali di pari importo e si applicherà su un ammontare delle spese non superiore a 136 mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Ecobonus al 65% per caldaie di classe A con termovalvole

Fermo quanto sopra, c’è da dire che è stato rimodulato l’ecobonus per le caldaie.  L’incentivo previsto dal ddl bilancio indistintamente al 50% per tutti i tipi di impianti, sarà  – invece – del 50% per le caldaie a condensazione di classe energetica A e non sarà invece corrisposto a quelle sotto alla prima classe. Allo stesso tempo, se con la caldaia a massima efficienza saranno montati anche sistemi di termoregolazione (le valvole dei termosifoni) evolute, il bonus arriverà al 65%. Sul punto, leggi anche: Bonus caldaie 2018: cos’è e chi può chiederlo?

Bonus verde 36%

Il bonus verde è la detrazione del 36% per le spese destinate a terrazzi e giardini.

L’agevolazione spetterà per la sistemazione “a verde” di balconi, terrazzi, lastrici solari, sia privati che condominiali. In sostanza, il bonus consisterà in uno sconto fiscale del 36% per interventi su giardini, terrazzi, balconi fino ad un ammontare massimo di 5mila euro. Lo sconto riguarderà chi desideri creare o “sistemare” un angolo verde sul proprio terrazzo o sul proprio giardino, acquistando nuove piante. La detrazione si applicherà anche per quanto concerne le relative spese di progettazione e manutenzione del verde impiantato. Potranno usufruire del bonus anche coloro i quali vogliono installare impianti di irrigazione o procedere alla realizzazione di pozzi. Per maggiori informazioni puoi consultare: Bonus verde 2018: cos’è e quante volte può essere richiesto?

La stessa detrazione riguarda anche i condomini in caso di interventi sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali sempre per un importo massimo fino a 5mila euro per ciascuna unità abitativa. La legge di bilancio 2018, infatti, ha prorogato fino al 2021 gli incentivi per i lavori sulle parti comuni dei condomini, con percentuali diversificate da un minimo di 65% ad un massimo di 70%. In questi casi la detrazione spetta a ciascun condomino nei limiti della quota dallo stesso pagata entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Bonus mobili

Il bonus mobili è un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef  i costi sostenuti per l’acquisto di arredi grandi elettrodomestici, destinati ad allestire un’abitazione oggetto di ristrutturazione. Per tutti gli approfondimenti, leggi: Bonus mobili 2018: cosa sapere per non sbagliare.

Bonus ristrutturazioni

Di estrema importanza, inoltre, è il bonus ristrutturazioni che consiste nella detrazione al 50% dall’Irpef dei costi sostenuti per gli interventi di ristrutturazione. La detrazione deve essere fruita in 10 quote annuali dello stesso importo ed è applicata a un costo massimo di 96.000 euro. Per saperne di più, leggi: Bonus ristrutturazioni 2018: cos’è e come funziona?

Crediti fiscali cedibili all’impresa che fa i lavori

I bonus fiscali sulla carta sono molto appetibili, ma chi non dispone di buone risorse economiche rischia di non poterne usufruire appieno perché lo Stato effettua le detrazioni in dieci anni mentre i soldi per pagare le ristrutturazioni servono subito. Per gli interventi energetici è stato previsto un fondo, con una dotazione di 50 milioni all’anno per tre anni, per favorire la richiesta di mutui ad hoc. Inoltre, sarà possibile cedere il credito fiscale all’impresa che compie i lavori energetici anche se questi riguardano le singole unità immobiliari (l’anno scorso era possibile solo per il condominio).

Bonus case popolari

Dal 2018 potranno accedere alle agevolazioni anche dagli Istituti autonomi che gestiscono le case popolari o enti aventi le medesime caratteristiche e finalità qualunque sia la loro denominazione, trovando quindi uno stimolo a riqualificare immobili spesso in condizioni precarie. Tra i requisiti per poterne godere è richiesta la costituzione di detti enti e la loro piena operatività alla data del 31.12.2013.

note

[1] Del 02.03.2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 81 del 07.04.2018.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI