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Miscellanea Bambini e ludopatia: la contraddizione delle baby slot machine

Miscellanea Pubblicato il 6 giugno 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 6 giugno 2013

La legge consente l’uso delle baby slot machine ai minori in quanto non si vince denaro: ma rischiano comunque di trasmettere un messaggio negativo ai bambini.

Il gioco d’azzardo si sta trasformando in una vera e propria piaga sociale, mettendo in ginocchio molte famiglie, fino a farle cadere nelle mani degli usurai.

Anche i più piccoli stanno sviluppando una vera e propria dipendenza da “ticket redemption”, una sorta di slot machine utilizzabili anche dai minori. Si tratta di apparecchi che trovano sempre più diffusione nei centri commerciali sulla scia delle pubblicità “sfida la fortuna”, “gioca e vinci”.

Sull’utilizzo dei giochi d’azzardo da parte dei più piccoli, la legge parla chiaro [1]: “È vietato consentire la partecipazione ai giochi pubblici con vincita in denaro ai minori di anni diciotto”.

Al contrario, però, l’utilizzo delle baby slot machine è consentito dalla legge in quanto non si vince denaro. Con questi dispositivi, più si gioca, più si accumulano ticket. Maggiore è il numero di ticket posseduti, maggiore è il valore del premio ritirabile: un iPad, un orologio, un Mp3, ecc.

Se si pensa che per un bambino o un adolescente un oggetto ha spesso lo stesso valore che per gli adulti ha il denaro, è legittimo mettere in dubbio la differenza tra le baby slot machine e quelle tradizionali.

È sempre così facile eludere la legge?

note

[1] Art.1, c. 70,  l. n. 220/2010.


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