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Sicurezza sul luogo di lavoro: responsabilità e risarcimento del datore di lavoro e dell’appaltatore

28 Gennaio 2014 | Autore:
Sicurezza sul luogo di lavoro: responsabilità e risarcimento del datore di lavoro e dell’appaltatore

Datore di lavoro e ditta appaltatrice sono tenuti a cooperare per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e tutelare la salute dei propri dipendenti, pena la responsabilità solidale per il risarcimento del danno da infortunio.

 

Quando il datore di lavoro affida lavori, servizi e forniture ad imprese appaltatrici o a professionisti esterni, ha precisi obblighi di sicurezza volti a tutelare tutti i lavoratori coinvolti nell’incarico [1].

Si pensi, per esempio, al caso in cui l’imprenditore affidi a ditte e lavoratori esterni il servizio di pulizia dei locali aziendali o di manutenzione straordinaria degli impianti.

In queste ipotesi egli è tenuto, innanzitutto, ad accertarsi dell’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori che intende affidare in appalto o mediante contratto d’opera o di somministrazione.

Tale accertamento avviene mediante acquisizione:

– del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato;

– dell’autocertificazione dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi che attesti il possesso dei requisiti di idoneità tecnico professionale necessaria per i lavori/servizi richiesti.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire ai soggetti esterni ai quali affida i lavori tutte le informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui dovranno operare e sulle relative misure di sicurezza, prevenzione ed emergenza.

Datore di lavoro e ditta esterna (o professionista a cui viene affidata l’esecuzione di lavori tramite appalto, subappalto o somministrazione) hanno l’obbligo di cooperare affinché sia garantita la sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare essi devono:

– cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull’attività lavorativa oggetto dell’appalto;

– coordinare gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva.

Tale obbligo di cooperazione sfocia poi, in caso di infortunio dei lavoratori coinvolti nell’esecuzione dell’incarico affidato, nella responsabilità solidale tra datore di lavoro e appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori.

Ciò vuol dire che il datore di lavoro e tutti i soggetti titolari dell’incarico affidato sono tenuti a risarcire l’eventuale danno subito dai lavoratori, qualora esso non sia già coperto dall’indennizzo INAIL e sia dipeso dall’inadempimento dei sopra indicati obblighi di informazione e messa in sicurezza dei luoghi di lavoro.

La responsabilità non è solidale (ma della sola ditta esterna) solo qualora l’infortunio sia dipeso dai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.


note

[1] Art. 26 TU in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 81/2008).

Autore immagine: 123rf.com


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