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L’avvocato che prima ha assistito entrambi i coniugi, dopo non può difendere l’uno contro l’altro

7 giugno 2013


L’avvocato che prima ha assistito entrambi i coniugi, dopo non può difendere l’uno contro l’altro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 giugno 2013



Vietato per l’avvocato accettare l’incarico di un coniuge nei confronti dell’altro se prima ha assistito entrambi in una controversia familiare.

Se l’avvocato ha prestato assistenza a entrambi i coniugi per controversie familiari, non può, dopo questo mandato, accettare l’incarico di uno dei due per una causa nei confronti dell’altro. Ciò si pone in contrasto con la deontologia forense [1]. A stabilirlo è stato il Consiglio Nazionale Forense in una sentenza dello scorso mese [2].

Il caso potrebbe essere quello dell’avvocato che abbia provato a mettere d’accordo i coniugi su un accordo di separazione o divorzio e che, successivamente, sia chiamato dall’uno dei due a fare causa all’altro.

Secondo il CNF, tale divieto vuol evitare il pericolo di conflitto di interessi in cui si potrebbe venire a trovare l’avvocato. Quest’ultimo, infatti, proprio in ragione della precedente assistenza prestata a favore di entrambi i coniugi, potrebbe essere a conoscenza di fatti relativi all’altro coniuge da utilizzare nel successivo giudizio contro di questi. Tale astratta e teorica possibilità lo pone in una situazione di conflitto di interesse che gli impone, quindi, di astenersi dall’accettare successivi incarico in favore dell’uno contro l’altro.

Quanto alla prima attività svolta in favore della coppia, la norma si limita a parlare di ampia e generica di “assistenza”, la quale si ha non necessariamente a seguito di difesa o di rappresentanza. Al contrario, è sufficiente che il professionista abbia semplicemente svolto attività diretta a creare l’incontro delle volontà seppure su un unico punto degli accordi di separazione o divorzio.

note

[1] Art. 51, can. I, C.d.f.

[2] Consiglio Nazionale Forense (Pres. f.f. Perfetti, Rel. Tacchini), sent. n. 35 del 13.03.2013.

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4 Commenti

  1. e se invece dopo la sentenza di separazione l’avvocato inizia una relazione con uno dei coniugi…come la si deve considerare la sua condotta per non parlare poi se veramente ci si stata assoluta imparzialità durante la preparazione della pratica di separazione consensuale ?

  2. E se invece fa comparire un collega dello STESSO studio? Non è forse un modo per eludere la disposizione in oggetto?

  3. È successo a me! Ho scritto un esposto all’ordine degli avvocati ma non ho ricevuto nessun riscontro da mesi. Possibile?

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