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Le spese legali non vanno all’avvocato ma alla parte

7 Giu 2013


Le spese legali non vanno all’avvocato ma alla parte

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Giu 2013



Ho vinto una causa e il giudice ha liquidato in mio favore, oltre al risarcimento, anche una voce a titolo di “spese legali”: queste somme devono essere versate all’avvocato o a me? Preciso che, relativamente al compenso dell’avvocato, avevo stretto con lui un accordo per un importo predefinito prima dell’inizio della causa. 

 

Per rispondere alla domanda, bisogna tenere distinti due tipi di posizioni.

Rapporti tra la parte soccombente e la controparte

La parte che ha perso la causa (cosiddetta parte “soccombente”) deve sempre pagare le spese legali solo in favore di chi ha vinto il giudizio e mai in favore dell’avvocato. Lo farà, di norma, con un unico importo, che contiene sia il risarcimento che le spese legali.

C’è una sola ipotesi in cui tale pagamento deve essere effettuato direttamente all’avvocato: qualora questi abbia chiesto, in corso di causa, la distrazione delle spese (ossia il pagamento direttamente nei suoi stessi confronti). Se c’è la “distrazione”, il giudice ne dà atto in sentenza (pertanto si tratta di una circostanza facilmente riscontrabile).

Rapporti tra il cliente e l’avvocato

Per stabilire se, una volta ricevuto il pagamento delle “spese legali”, il cliente le debba a sua volta versare all’avvocato, è necessario verificare gli accordi pregressi tra questi due. In linea di principio, il cliente anticipa sempre gli onorari al proprio avvocato e poi, quando arriva la sentenza, trattiene le somme pagate a titolo di “spese legali”.

Nulla però vieta accordi di tipo diverso: per cui l’entità del compenso potrà essere determinato tanto in relazione all’esito del giudizio quanto in misura fissa che, a sua volta, può coincidere, in tutto o solo in parte, alle spese liquidate dal giudice.


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8 Commenti

  1. Nella vigenza della tariffa, poteva capitare che la somma liquidata per le spese legali alla parte vittoriosa, con o senza distrazione, fosse incapiente rispetto ai minimi tariffari, o comunque in rapporto all’attività effettivamente svolta. Anche con i parametri accade che la somma liquidata alla parte vittoriosa sia minore di quella pattuita col professionista.
    Va poi ricordato che l’obbligato principale al pagamento della prestazione dell’avvocato è sempre il suo assistito.
    Pertanto in tali casi è perfettamente legittimo richiedere al proprio assistito una somma superiore a quanto liquidato dal giudice a favore della parte vittoriosa, conforme ai minimi tariffari e adeguata all’attività svolta, ovvero conforme ad equi patti intercorsi.
    Ovviamente, vanno conteggiati ai fini del compenso tutti gli acconti, quando ci sono, eventualmente percepiti.
    Voglio infine citare a memoria una famosa massima di Piero Calamandrei, esimio giurista ed avvocato, a proposito dei rapporti talora problematici tra avvocati e clienti:
    “Io non aspiro a pelare il cliente come un pollo; mi accontenterei che quel birbante non pelasse lui me”…

  2. Non ha senso pagare all’avvocato un importo superiore a quello liquidato dal giudice della causa: sarebbe indebito arricchimento dell’avvocato.Quando impareremo af essere corretti?

  3. salve io ho avuto una fine di una causa di appello e nella sentenza c’è scritto la somma del risarcimento e dopo sotto condanna a risarcire le spese legali a favore del mio nome e cognome ora io dico questi soldi per le spese legali a chi vanno a me o al mio avvocato?

  4. Buon giorno. Chiedo un parere. Mio marito mi ha trascinato in una separazione giudiziale. Nonostante lui abbia poi avuto l’addebito, il giudice ha compensato le spese. Non contento dell’esito ha promosso un ricorso in appello. La causa, iniziata 3 anni fa in corte d’appello è ora trattenuta a sentenza. Il mio avvocato ha depositato per l’appello una parcella di 7mila euro. A me, il giorno prima dell’ultima udienza aveva detto di non saper quantificare ancora la parcella, ma il giorno seguente, in causa,l’ ha depositata con la cifra che vi ho detto. Ho anticipato sinora circa la metà dei soldi. Nel caso vincessi la causa, riuscirò a riavere quanto anticipato?

  5. Certo che ha senso, altrimenti l’avvocato sarebbe un dipendente del giudice, pronto a condividere le sue decisioni al sol fine di compiacere il suo “liquidatore”. L’avvocato è un libero professionista ed è bene che rimanga “libero” per poter svolgere al meglio il suo mandato. Meditate…

  6. Ho perso una causa. Il giudice scrive che il soccombente è tenuto al pagamento di una x somma in favore della controparte vincente. Aggiunge che vanno pagate anche varie spese forfettarie (15%) IVA, cpa..
    Scrive, inoltre, che gli importi vanno attribuiti in favore del legale della parte vittoriosa in base ex art.93 c.p.c.
    Ora sono a conoscenza che la parte vincente ha dato degli acconti al suo legale, questi vanno detratti dall’importo stabilito dal giudice?

  7. Io avevo firmato un accordo che prevedeva che le spese legali liquidate andassero al mio avvocato. La sentenza vittoriosa non dice niente a riguardo . Le spese verranno pagate a me o è previsto ( ad esempio dopo l’azione esecutiva sulla controparte soccombente ) che vengano pagate all’avvocato ?

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