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Bonus aria condizionata 2018: cos’è e come funziona

14 giugno 2018


Bonus aria condizionata 2018: cos’è e come funziona

> Business Pubblicato il 14 giugno 2018



Condizionatori e pompe di calore: vediamo cos’è e come funziona il bonus aria condizionata, quali le detrazioni fiscali, i requisiti di spesa, quale l’aliquota Iva applicabile e cosa sapere per usufruire del bonus aria condizionata 2018

Dal ventilatore vecchio al condizionatore nuovo è un attimo con il nuovo bonus aria condizionata. Buone notizie, dunque, per chi ha paura di soffrire il caldo, ma non vuole spendere troppi soldi per l’installazione di un impianto per climatizzare la propria abitazione sia d’inverno che d’estate, periodo in cui  diventa molto spesso indispensabile avere un condizionatore. Ora, però, a prescindere dal periodo, la domanda è sempre la stessa: come risparmiare sul condizionatore e sull’aria condizionata? Vediamo allora cos’è e come funziona il bonus aria condizionata, quali le detrazioni fiscali, i requisiti di spesa, quale l’aliquota Iva applicabile e cosa sapere per usufruire del bonus aria condizionata 2018.

Bonus aria condizionata: cos’è?

Il bonus aria condizionata è un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) i costi sostenuti per l’acquisto di un condizionatore.

Attenzione: il bonus aria condizionata spetta non solo per l’acquisto di un condizionatore, ma anche per l’installazione di una pompa di calore. In ogni caso è importante sapere che l’apparecchiatura deve essere nuova affinché si abbia diritto al bonus. Dunque, quando il cittadino (sia d’inverno che d’estate) procede all’acquisto di un condizionatore ha diritto a detrarre dalla dichiarazione dei redditi la suddetta spesa.  Non si tratta, quindi, di uno sconto diretto sull’apparecchio, all’atto dell’acquisto, ma di uno sconto fiscale, o meglio di una detrazione: in pratica potrai scaricare dalle tasse (dall’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche) la metà o il 65% del costo per l’acquisto dell’aria condizionata. Ma procediamo con ordine.

Aria condizionata: quali bonus e agevolazioni

L’acquisto del condizionatore, può avvenire sia a seguito di lavori di ristrutturazione che a seguito di lavori per l’efficienza energetica.

Per richiedere il bonus aria condizionata 2018, infatti, è necessario distinguere il tipo di spesa eseguita a partire dalla data del 1° gennaio 2018 ed entro la data del 31 dicembre 2018. A seconda della tipologia di spesa effettuata, infatti, cambierà la detrazione fiscale che sarà pari al 50% o al 65%. Ecco i dettagli

Bonus aria condizionata 2018: per quali spese?

La detrazione Irpef di cui si può usufruire per l’acquisto di un condizionatore muta a seconda della tipologia di spesa posta in essere. In particolare, la spesa sostenuta per l’acquisto di un nuovo condizionatore potrà essere posta in essere nell’ambito di:

  • lavori di ristrutturazione;
  • acquisto mobili ed elettrodomestici;
  • lavori per efficienza energetica.

Bonus aria condizionata e lavori di ristrutturazione

Le prime due ipotesi sopra elencate presuppongono la sussistenza di lavori di ristrutturazione in casa. Se l’acquisto di un condizionatore avviene a seguito di lavori di ristrutturazioni in casa è possibile richiedere un bonus del 50%. La detrazione Irpef, dunque, in questo caso sarà pari al 50%.

Bonus aria condizionata e acquisto mobili

Quanto detto sopra deriva dal fatto che l’acquisto di un condizionatore rientra nell’ambito del bonus mobili e grandi elettrodomestici 2018. Il bonus mobili è un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef  i costi sostenuti per l’acquisto di arredi grandi elettrodomestici, destinati ad allestire un’abitazione oggetto di ristrutturazione. Tra gli elettrodomestici che si possono acquistare usufruendo del bonus mobili rientrano anche i condizionatori, purché la classe energetica di tali elettrodomestici non sia inferiore alla A+.

La detrazione Irpef di cui si può usufruire nelle ipotesi sopra descritte ammonta al 50% e il limite massimo di spesa ammessa in detrazione è di 10mila euro, che viene ripartito in 10 rate annuali di pari importo.

Bonus aria condizionata e riqualificazione energetica

Spetterà una detrazione fiscale del 65% nei casi di riqualificazione energetica. Quindi, laddove l’acquisto del condizionatore avvenga a seguito di lavori eseguiti nell’immobile per favorirne una maggiore efficienza energetica e senza spese di ristrutturazione si potrà ottenere un bonus fiscale pari al 65% delle spese sostenute. Ciò in quanto, la legge di bilancio 2018 ha confermato, con qualche correttivo, l’ecobonus. L’Ecobonus è un’agevolazione fiscale consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) i costi sostenuti dal contribuente per interventi di riqualificazione energetica eseguiti in casa oppure in edifici condominiali, uffici, negozi, capannoni. Lo scopo di tali interventi è quello di aumentare il livello di efficienza energetica degli immobili esistenti. Secondo l’ultima previsione legislativa la detrazione fiscale sarà pari al 65 %. Per tutto l’anno, dunque,  sarà possibile ottenere il bonus del 65% qualora l’acquisto di un condizionatore sia qualificaficable alla stregua di intervento di efficientamento energetico.

Bonus aria condizionata: vale per il condizionatore portatile?

Come anticipato, il bonus condizionatori 2018 può essere riconosciuto sotto diversi profili:

  • per chi esegue lavori di ristrutturazioni il bonus condizionatori al 50%(l’acquisto può anche essere fatto rientrare tra quelli agevolati dal bonus mobili);
  • il bonus condizionatori al 65%, invece, può essere fruito per gli apparecchi installati per favorire la riqualificazione energetica. Il bonus condizionatori al 65%, infatti, vale per icondizionatori che funzionano anche come pompa di calore. Tra questi anche i condizionatori portatili, ovvero che non richiedono opere di installazione e si possono trasportare da una stanza all’altra all’occorrenza. Sul punto, leggi anche:

In commercio esistono diversi modelli di condizionatori portatili per chi non ha in casa la predisposizione per l’aria condizionata e non vuole effettuare opere di ristrutturazione immobiliare. Sul punto, però, è bene sapere che l’unica possibilità di portare in detrazione l’acquisto di un condizionatore non connesso in alcun modo a lavori di ristrutturazione è che il climatizzatore sia dotato di pompa di calore. La riqualificazione energetica, fondamentale per il riconoscimento del bonus condizionatore in questo caso, riguarda infatti l’aria calda e viene esteso di fatto solo indirettamente alla funzione di aria fredda. In altre parole per la legge il fatto che la pompa di calore funzioni anche come condizionatore è irrilevante tanto che il condizionatore non è detraibile in quanto tale, ma solo in quanto apparecchio installato per favorire la riqualificazione energetica.

Climatizzatori: quali bonus e agevolazioni?

Ricapitolando, dunque, l’installazione di un nuovo condizionatore o la sua sostituzione, beneficia di una delle seguenti agevolazioni, che cambiano a seconda di quale sia il tipo o il motivo dell’acquisto o, più in generale, della spesa relativa al condizionatore.

  • Bonus condizionatori in presenza di una ristrutturazione: se l’acquisto del condizionatore o le spese ad esso afferenti avvengono in presenza di una ristrutturazione edile, la relativa detrazione sarà pari al 50% se il nuovo impianto è a pompa di calore, anche a non alta efficienza ma mira al risparmio energetico + riduzione IVA al 10%. In tal caso il bonus vale solo su unità immobiliari residenziali o parti comuni di condomini.
  • Bonus climatizzatori risparmio energetico: detrazione al 65% per condizionatori con pompa di calore ad alta efficienza che sostituiscono l’impianto di riscaldamento esistente. La detrazione vale sia per le abitazioni che per gli uffici o i negozi, ecc.
  • Bonus condizionatori e bonus mobili con ristrutturazione: detrazione 50%, quando si realizza una ristrutturazione edilizia straordinaria su singole abitazioni o condomini, è possibile fruire della detrazione se si acquistano mobili e grandi elettrodomestici A+ (A per i forni), ivi compresi i climatizzatori.
  • Bonus condizionatori senza ristrutturazione: se non vengono effettuati lavori di ristrutturazione, è ugualmente possibile godere dell’agevolazione fiscale, ma solo se si intende sostituire il vecchio climatizzatore con un condizionatore, ossia, un nuovo impianto a pompa di calore e ad alta efficienza energetica. In tal caso si ha diritto ad una detrazione del 65%.

Tale ultima agevolazione vale anche per i condizionatori portatili, purché di tratti di un impianto a pompa di calore. Inoltre, visto che parliamo di efficienza energetica, il bonus condizionatore 65% è limitato a modelli di classe A+ o A++. Non ci sono invece requisiti minimi per quanto riguarda la potenza del condizionatore: se l’ambiente da riscaldare/raffreddare è piccolo, è sufficiente comprare un condizionatore portatile entry level per avere diritto al bonus condizionatore in ogni caso. Ad ogni modo,  è necessaria la certificazione di un tecnico sul valore di efficienza energetica del condizionatore e sulla sua capacità di servire la stanza per cui viene acquistato. Relazione che ha un costo quindi se si tratta di un condizionatore economico potrebbe diventare sconveniente procedere con la richiesta del bonus condizionatore. L’importo massimo detraibile con questa terza possibilità è pari a 30 mila euro, che corrisponde al 65% di 46.145 euro.

Bonus aria condizionata 2018: come va effettuato il pagamento?

Gli acquisti potranno essere eseguiti dal contribuente tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018Al fine di ottenere il bonus aria condizionata è necessario aver effettuato o effettuare i pagamenti con bonifico o carta credito o di debito (bancomat). In caso di utilizzo della carta di credito o di debito, la data di pagamento coincide con il giorno di utilizzo della carta da parte del suo titolare, che è indicata nella ricevuta di transazione (non rileva, pertanto, il giorno di addebito sul conto corrente). Attenzione: non è possibile pagare tramite assegno bancario, contanti o altri mezzi di pagamento. Quanto appena detto vale anche per il pagamento delle spese di trasporto e di montaggio del bene. 

Bonus aria condizionata: come si calcola l’Iva?

Con riferimento al bonus condizionatori, un’altra delle domande più frequenti è la seguente: come si calcola l’Iva? L’Iva è al 10% o al 22%?

Sul punto è bene sapere che ai fini Iva, l’acquisto del condizionatore, da un lato, e l’installazione e il montaggio, dall’altro lato, vengono trattati in modo diverso.

Ed infatti, l’aliquota Iva agevolata al 10% non si applica indistintamente sul prezzo totale di acquisto del condizionatore, ma solo sulla differenza tra il valore totale del servizio e il costo del condizionatore. Per comprendere meglio, facciamo un esempio pratico.

Poniamo il caso che il costo totale per il condizionatore e la sua installazione sia pari a 5mila euro, di cui:

  • 200 euro spesi per l’acquisto del condizionatore;
  • 800 euro per manodopera, installazione e montaggio.

Ebbene, sul costo della manodopera viene applicata l’Iva al 10%. Sul condizionatore, invece,  l’Iva agevolata al 10% sarà applicabile solo con riferimento alla differenza tra il costo totale dell’intervento ed il costo del climatizzatore, per cui 5.000 – 4.200 = 800. Sul valore residuo del climatizzatore (3.400 euro), si applicherà l’Iva al 22%.

Bonus aria condizionata 2018: quali documenti conservare?

Colui che vuole ottenere la detrazione Irpef prevista dal bonus dovrà premurarsi di conservare i seguenti documenti:

  • ricevuta del bonifico, dal quale emerga la causale del versamento, la data nonché il numero della fattura, i dati del richiedente la detrazione (il quale può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto del bene, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti,
  • dichiarazione di ristrutturazione oppure titolo abilitativo comunale da cui risulti la data di inizio lavori. Qualora l’intervento non ne preveda l’obbligatorietà, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Aria condizionata: quali tasse si pagano?

Quali spese e quali tasse si pagano sul condizionatore? Chi deve pagare la tassa sull’aria condizionata? Cos’è il libretto d’impianto per la climatizzazione e per chi è obbligatorio il bollino blu? Per conoscere la risposta a queste domande, leggi: Tasse sui condizionatori: quali sono e chi deve pagarle?

 

 

 


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