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Motore Diesel: cosa cambia dal 2019?


Motore Diesel: cosa cambia dal 2019?

> Business Pubblicato il 13 maggio 2018



Cos’è il Dieselgate e quale strada intraprendere per il futuro: economia ed ecologia legate alla produzione di nuove soluzioni per il trasporto

Come la storia insegna, l’uomo ha da sempre avuto necessità di muoversi, per meglio dire di spostarsi, da un luogo ad un altro. L’automobile, infatti,  è diventata sempre più un oggetto indispensabile per gli spostamenti di vario genere, tanto da esser un bene di primaria importanza. Al di là dei numeri che interessano questo mercato, gli ultimi scandali hanno portato ad una visione più ecologista del settore. Chi non ha mai sentito parlare del Dieselgate? E allora ci si domanda: quale futuro attende il motore Diesel? Cosa cambierà per il motore Diesel a partire dal 2019? Scopriamolo insieme, prima però facciamo un passo indietro.

Dieselgate: cos’è?

Lo scandalo che fa tremare i colossi dell’auto! Era settembre 2015 quando l’Epa (Agenzia Americana per l’Ambiente) divulgava che il noto marchio Volkswagen, usando software illegali alterava i test per le emissioni delle autovetture prodotte. La manipolazione dei dati che supervano abbondantemente i parametri previsti dalla legge, ha portato a pesanti sanzioni (circa 15 miliardi di dollari) e perdite sul mercato per il produttore tedesco. L’indagine si è estesa anche ad altri costruttori (Renault, Fca, Bmw e recentemente Mercedes).

Dopo il tanto chiacchierato “dieselgate”, da parte di prestigiose case costruttrici si è iniziato a pensare ad una svolta epocale. Tale svolta porterebbe ad un bivio. Ci si domanda, infatti, cosa fare: abbandonare la produzione di motori diesel o svilupparne una nuova generazione?

Motore Diesel: quale futuro?

Secondo le analisi di mercato, per il consumatore finale, cioè colui che acquista la macchina, il diesel resta la scelta principale. Seguendo questa linea, è facile comprendere che abbandonare questo tipo di motorizzazione porterebbe alla sostanziale perdita di una fetta di mercato globale.

In base a ciò, le case produttrici stanno cercando di escogitare e mettere a punto una nuova tipologia di motore: una sorta di “ecodiesel”. La nuova generazione prevede un minore impatto ambientale anche e soprattutto in base alle nuove normative dettate dall’Unione Europea.

Diesel e benzina: cosa cambia dal 2019

Le normative proposte sono al vaglio delle varie commissioni e molto probabilmente entreranno in vigore da Gennaio 2019. Le novità riguarderanno non solo i motori diesel, ma anche le auto a benzina. In realtà, il cambiamento – figlio di un regime di tolleranza più limitato – ha avuto inizio già da settembre 2017, quando l’Unione Europea ha imposto dei test obbligatori su tutti i nuovi modelli, sottoposti a verifiche in condizioni di guida reale. Da non dimenticare, sul punto, sono gli innumerevoli richiami in fabbrica delle auto interessate. Il cosiddetto richiamo, di qualsiasi natura, è importante sia per il produttore che per il guidatore stesso, per ovvi motivi di sicurezza e per prevenire futuri problemi che potrebbero accadere. Il consumatore, a volte, non è a conoscenza dell’esistenza di tali richiami, ma può informarsi sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Nonostante le burrascose vicende legate a questo tipo di mercato, i costruttori di auto auspicano e promettono una rinascita del diesel, sicuri dell’efficienza di questi motori in diversi ambiti. Rinascita, alimentata  anche dalla speranza di ritrovare la fiducia del consumatore, scalfita dallo scandalo meglio conosciuto come Dieselgate, che ha portato un massiccio numero di essi a perseguire le vie legali (class action) nei confronti delle case automobiliste.

In ultima analisi, da menzionare lo sviluppo e l’interesse di nuove tecnologie ecologistiche da parte di produttori, ad esempio adottando soluzioni alternative come l’auto elettrica: un futuro che è già presente!

Vi terremo aggiornati.

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2 Commenti

  1. l’auto elettrica non è economicamente sostenibile, il costo delle batterie da cambiare è esorbitante e non dimnuirà sensibilmente in futuro. l’unica alternativa realistica è l’ibrido benzina-elettrico, che utilizza una piccola batteria e supercapacitori nelle fasi della guida (accelerazione e frenata) in cui i motori a scoppio sono meno efficienti. la batteria si ricarica durante le frenate.

  2. Il motore a CICLO DIESEL, è nato per bruciare diversi tipi di combustibile. Esiste uno studio sull’uso del metano al posto del gasolio (impropriamente chiamato diesel) e addirittura una azienda italiana commercializza con successo impianti a metano su motori a CICLO DIESEL.
    Il metano infatti è il carburante che più si avvicina al gasolio sopratutto in fase di iniezione per temperatura di autoaccensione e per numero di cetano.

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