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Reddito di inclusione: come e quando fare domanda?

3 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 3 giugno 2018



Ecco a chi spetta e quando presentare la domanda per il nuovo reddito di inclusione che andrà a sostegno delle famiglie più povere a partire dal 1 luglio 2018

Il nuovo reddito di inclusione contro la povertà è un sussidio economico entrato in vigore al posto del Sia (sostegno inclusione attiva) lo scorso 1° gennaio 2018 e prevede un contributo economico fino a 538 euro al mese per le famiglie numerose.

Il nuovo reddito di inclusione 2018 [1] non costituisce un bonus una tantum ma un sostegno al reddito, subordinato, però, ad un accordo tra il cittadino ed gli enti locali, basato sull’impegno a seguire un percorso che miri a far uscire l’intero nucleo familiare dalla situazione disagiata e che preveda tra le altre cose, mandare i figli a scuola ed accettare lavori o seguire corsi per la formazione professionale.

Dal 1° luglio 2018, però, per il Reddito di inclusione, non saranno più in vigore i requisiti familiari finora richiesti e pertanto il beneficio sarà concesso a tutti i nuclei familiari più bisognosi, a prescindere dalla loro composizione.

Nel recente messaggio dello scorso 11 maggio [2], l’Inps ha precisato che atteso che il beneficio decorre dal mese successivo a quello in cui è presentata la richiesta, la nuova disciplina dei requisiti va applicata a partire dalle domande presentate dal mese di giugno 2018. L’Istituto ha precisato, altresì, che tutte le domande di Rei, presentate entro il 31 maggio 2018 e non accolte per la sola mancanza dei requisiti familiari saranno sottoposte a riesame di ufficio, previa verifica dei requisiti alla data dell’1 giugno 2018.
Ma vediamo nel dettaglio cos’è il reddito di inclusione, a chi è rivolto, come si calcola il suo ammontare e come presentare la domanda. 

Reddito di inclusione: cos’è?

Il Reddito di inclusione è uno strumento di contrasto alla povertà. Esso si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (cosiddetta Carta Rei) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.

Reddito di inclusione: a chi è rivolto?

Detto cos’è il nuovo reddito di inclusione, vediamo di comprendere a chi è rivolto. Possono fare richiesta del reddito di inclusione tutti i cittadini che vivono in una situazione di povertà e di disagio lavorativo, economico e abitativo.

Il richiedente del reddito di inclusione deve essere congiuntamente:

  • cittadino dell’Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;
  • residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento della presentazione della domanda.

La concessione del bonus contro la povertà è subordinata, però, alla sottoscrizione di un accordo con il Comune basato su precisi impegni, come ad esempio:

  • mandare i figli a scuola;
  • tutelare la salute dei ragazzi e dei bambini;
  • impegnarsi nella ricerca attiva di un’occupazione e/o frequentare corsi per la formazione professionale.

Reddito di inclusione: i requisiti familiari

Come anticipato, nell’ottica del progressivo ampliamento della platea dei beneficiari della misura, la legge di bilancio 2018 ha eliminato – a far data dal 1° luglio 2018 – tutti i requisiti familiari (presenza di un minorenne, di una persona disabile, di una donna in gravidanza, di un disoccupato ultra 55enne). Da ciò consegue che a partire dal 1° giugno 2018, possono presentare domanda di Rei tutti coloro che possiedono gli altri requisiti, indipendentemente dalla composizione del nucleo familiare.

Reddito di inclusione:  come si calcola?

Il nuovo reddito di inclusione attiva (Rei) che andrà a sostituire appunto l’attuale Sia, prevede un assegno da un minimo di 190 euro fino a 490 euro in caso di famiglie numerose per una durata massima di 18 mesi. Dunque le famiglie in possesso dei requisiti di legge potranno ricevere i seguenti importi:

  • 187,5 euro mensili per famiglie con un solo componente;
  • 294,4 euro mensili per famiglie con 2 componenti;
  • 382,5 euro mensili per famiglie con 3 componenti,
  • 461,3 euro mensili per famiglie con 4 componenti;
  • 490,7 euro mensili per famiglie con 5 o più componenti.

Dal 1° luglio 2018, nel caso in cui i componenti del nucleo siano 5 o più, il reddito di inclusione aumenterà a 538 euro mensili.

Per quanto concerne i requisiti di carattere economico, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di tutti i seguenti requisiti per l’intera durata del beneficio:

  • un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore ad euro 6.000;
  • un valore dell’Isre ai fini Rei non superiore ad euro 3.000;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad euro 20.000;
  • un valore del patrimonio mobiliare, non superiore ad una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000.

Reddito di inclusione: come fare domanda?

Dal 1 dicembre scorso è possibile presentare la domanda per il nuovo reddito di inclusione operativo dal 1 gennaio 2018. L’Inps ha divulgato una circolare [3] sulle modalità per presentare la domanda. La domanda di Rei, infatti, deve essere presentata presso i comuni o altri punti di accesso, identificati dai comuni stessi, sulla base dell’apposito modello di domanda predisposto dall’Inps disponibile sul sito dell’Inps e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il Comune, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda, deve eseguire le verifiche di propria competenza e trasmettere le domande all’Inps tramite apposito servizio online.

Reddito di inclusione: come funziona la carta Rei?

Se le verifiche danno esito positivo, verrà erogato al richiedente il beneficio economico attraverso la Carta Rei, ossia una carta di pagamento elettronica. Questa funziona come una normale carta di pagamento elettronica con la differenza che, anziché essere caricata dal titolare della carta, è alimentata direttamente dallo Stato. La carta Rei viene emessa da Poste Italiane Spa, consente la possibilità di prelievi di contante entro un limite mensile non superiore alla metà del beneficio massimo attribuibile ed è inoltre utilizzabile per l’acquisto dei generi già previsti per la Carta acquisti.

In particolare, la carta Rei può essere usata solo dal suo titolare e consente di:

  • prelevare contante entro un limite mensile di 240 euro;
  • fare acquisti tramite Pos in tutti i supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati;
  • pagare le bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali;
  • avere uno sconto del 5% sugli acquisti nei negozi e nelle farmacie convenzionate.

note

[1] D. Lgs. n. 147 del 15.09.2017.

[2] Num. 1972.

[3] Circolare n. 172 del 22 novembre 2017.


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4 Commenti

  1. Salve io ho gia fatto la domanda e tutto. Ma non ho avuto ancora risposte. Cosa devo fare per capire il motivo? Grazie

  2. Buongiorno, domando un chiarimento, se il nucleo è formato da un unica persona, avendo i requisiti richiesti, questa può inoltrare la domanda di richiesta al REI.
    In sintesi quando si parla di nucleo s’intende un minimo di due persone, oppure viene ritenuto nucleo anche la persona singola?
    Nell’attesa ringrazio e cordialmente Saluto

  3. Mi è andata KO la sia perché mio marito percepisce ass invalidità della sia era l ultima ricarica ho presentato domanda rei a dicembre esce ancora in lavorazione e non so come mai sembra tutto a posto come mai tutto questo ritardo

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