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Aggredibili i beni nel fondo patrimoniale per sottrazione fraudolenta al fisco

8 Gennaio 2014 | Autore:
Aggredibili i beni nel fondo patrimoniale per sottrazione fraudolenta al fisco

Attenzione a mettere i beni nel fondo patrimoniale: gli immobili possono essere sequestrati anche se erano della moglie in regime di separazione.

La costituzione di un fondo patrimoniale poco prima della commissione del reato di omesso versamento dell’Iva e delle ritenute fiscali può integrare il delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Inoltre, il bene inserito nel fondo è sequestrabile anche se, in precedenza, era di proprietà dell’altro coniuge (quello estraneo al procedimento penale) benché la coppia sia in regime di separazione dei beni. Lo ha detto la Cassazione in una sentenza di ieri [1].

La vicenda

L’amministratore di una società era indagato per i reati di omesso versamento delle ritenute e dell’Iva [2]; quindi è stato inquisito anche per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte per aver costituito un fondo patrimoniale sui beni immobili di proprietà sua e del coniuge. Così, nei suoi confronti, è stato disposto il sequestro di un immobile facente parte del fondo patrimoniale nonostante il bene fosse stato, in precedenza, di proprietà esclusiva della moglie (i due coniugi erano, infatti, in regime di separazione dei beni).

La motivazione

Nonostante il bene, prima dell’inserimento nel fondo, sia di proprietà esclusiva del coniuge estraneo al procedimento penale, esso può essere ugualmente sequestrato una volta confluito nel fondo stesso. La spiegazione è presto detta.

La legge stabilisce che tutti gli immobili inseriti nel fondo, sebbene prima di proprietà di uno solo dei due coniugi, dopo passano in comunione (salvo che sia diversamente stabilito nella convenzione che istituisce il fondo [3]). Pertanto, una volta immesso nel fondo, il bene – in quanto diventa al 50% di proprietà anche del coniuge interessato dal procedimento penale – è sequestrabile.

Ha quindi rilievo, in tale contesto, solo la disponibilità del bene al momento del sequestro.

In tali casi, sarebbe quindi più sicuro lasciare l’immobile nella titolarità del coniuge estraneo alla condanna penale.


note

[1] Cass. sent. n. 129 del 7.01.2013.

[2] Artt. 10-bis e 10-ter del decreto legislativo 74/2000.

[3] Ove, appunto, si può stabilire che i beni restino nella titolarità del soggetto che, in precedenza, era il titolare.

Autore immagine: 123rf.com


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