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Assunzione in ritardo: spetta il risarcimento del danno


> Business Pubblicato il 15 maggio 2018



Ritardi nelle assunzioni: il datore di lavoro che ritarda l’assunzione del lavoratore è tenuto a risarcirgli un danno pari alle mancate retribuzioni percepite

Il tempo è denaro. Dunque, quando si parla di soldi non sono ammessi ritardi, a meno che questi non abbiano a loro volta un prezzo. Questo principio vale anche per le assunzioni dei lavoratori che devono essere tempestive.

Che succede altrimenti? Succede che il datore di lavoro dovrà risarcire il danno al lavoratore assunto in ritardo.

A quanto ammonterà il danno da risarcire al lavoratore assunto in ritardo? Ebbene, il danno da risarcire sarà pari a tutte le retribuzioni che il lavoratore avrebbe percepito se fosse stato assunto tempestivamente.

In altre parole: il datore di lavoro che ritarda l’assunzione del lavoratore è tenuto a risarcirgli un danno pari alle mancate retribuzioni percepite.

Ciò è quanto da ultimo affermato dalla Corte di Cassazione, la quale con una recentissima pronuncia [1] ha reso il seguente principio in tema di ritardi ingiustificati nelle assunzioni: «il datore di lavoro che ritardi ingiustificatamente l’assunzione del lavoratore, è tenuto a risarcire il danno che questi ha subito durante tutto il periodo in cui si è protratta l’inadempienza datoriale a far data dalla domanda di assunzione».

Nel caso di specie, il lavoratore aveva diritto ad essere assunto poiché aveva superato un concorso pubblico. Il tema, dunque, è quello del ritardo delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione.

Sul punto, infatti, è bene sapere che chi supera un concorso pubblico ha diritto ad essere assunto tempestivamente. In caso contrario spetta il risarcimento da mancata o tardiva assunzione. In questi casi, quindi, non solo si ha diritto al posto di lavoro, ma anche ad essere assunti tempestivamente.

Ritardo nelle assunzioni: il diritto al posto di lavoro

Chi supera un concorso pubblico deve necessariamente essere assunto. Il vincitore di un concorso, infatti,  vanta un vero e proprio diritto all’assunzione, al quale corrisponde –  in capo all’amministrazione che ha pubblicato il bando – un obbligo di assumerlo. Oltre che obbligatoria, l’assunzione del vincitore deve essere anche  tempestiva. Ed infatti, chi vince un concorso pubblico non solo deve essere assunto, ma deve anche essere assunto tempestivamente, vale a dire entro un termine ragionevole. In caso contrario, il vincitore del concorso dovrà essere risarcito: gli spetterà, infatti,  un risarcimento del danno pari alle retribuzioni che gli sarebbero spettate se fosse stato assunto tempestivamente.

Come anticipato, sul punto è appena tornata a pronunciarsi la Corte di Cassazione con la pronuncia in commento. In realtà, il principio non è nuovo, atteso che il tema è stato affrontato di recente anche dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite [2]. Purtroppo, infatti, sono molti i concorsi indetti cui poi non segue l’assunzione e non sono nemmeno pochi i casi in cui il vincitore di un concorso attende molti anni prima di ottenere “il posto” che invece gli spetterebbe di diritto o, addirittura, non viene mai assunto.

Chi vince un concorso ha diritto all’assunzione

Come anticipato e come da ultimo ribadito dalla giurisprudenza è bene sapere che chi supera un concorso pubblico vanta un vero e proprio diritto ad essere assunto dall’amministrazione che ha indetto il relativo bando. Ed infatti, l’aspettativa di chi ha superato un concorso, volta ad ottenere un’entrata economica fissa grazie allo stipendio da dipendente, deve essere necessariamente tutelata. Ciò significa che si può ricorrere al giudice affinché condanni l’ente a procedere con l’assunzione forzata.

Il danno da ritardo nell’assunzione

Ma non è tutto.  Chi ha superato un concorso pubblico non solo ha diritto al posto di lavoro, ma deve anche essere assunto in tempistiche ragionevoli. Spetterà, altrimenti, il diritto al risarcimento del danno.

In sintesi, chi vince un concorso pubblico può pretendere di essere assunto anche se la Pubblica Amministrazione dichiara di non avere più le possibilità o i soldi per farlo. E se, nonostante le diffide, l’ente non adempie, si può ricorrere al giudice affinché condanni lo Stato a:

  • assumere il vincitore di concorso presso la stessa amministrazione che ha indetto il bando;
  • pagare, a titolo di risarcimento, tutte le buste paga andate perse.

Concorsi pubblici: assunzioni tardive

Su questo aspetto è intervenuta non molto tempo fa sempre la Corte di Cassazioni a Sezioni Unite con un’ altra sentenza [3]. Con la pronuncia in commento, la Suprema Corte ha avuto modo di sottolineare che a seguito del superamento di un concorso pubblico, l’assunzione dovrebbe sempre avvenire entro termini ragionevoli e previamente determinati in base alle stesse procedure concorsuali. Se l’Amministrazione non rispetta la predetta tempistica si produce, in capo al vincitore del concorso, un evidente danno patrimoniale. Danno che prende il nome di danno da ritardo nell’assunzione e che, in quanto tale, deve essere risarcito. In altri termini, il vincitore di un concorso pubblico che non ottenga tempestivamente il posto dall’amministrazione, ha la facoltà di essere risarcito del danno per aver aspettato lungamente o, addirittura, inutilmente.

Ritardo nell’assunzione: che risarcimento spetta

Il risarcimento del danno, in questi casi, è pari alla mancata retribuzione percepita. Chi viene assunto in ritardo, infatti, avrà diritto a percepire tutte le somme che gli sarebbero state corrisposte se fosse stato assunto tempestivamente e, dunque, alla ricostruzione della propria carriera.  In tali casi, quindi, il dipendente avrà diritto all’integrale ricostruzione della propria carriera, con decorrenza giuridica ed economica a far data dal superamento del concorso.

 

note

[1] Cass. III Sez. Civ. ord, n. 9193 del 13.04.2018.

[2] Cass. S.U. sent. n. 29916/2017 del 13.12.2017.

[3] Cass. S.U. sent. n. 8687 del 04.04.2017.

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