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Caparra: quando deve essere restituita


> Business Pubblicato il 16 maggio 2018



Vediamo quando deve essere restituita la caparra; quando si perde la caparra e quando si ha diritto al doppio di quanto versato a titolo di caparra

Quando si parla di caparra, le domande che più di frequente ci si pone sono essenzialmente le seguenti:

  • Quando la caparra deve essere restituita?
  • Quando si perde la caparra?
  • Quando si ha diritto al doppio della caparra?

Ed infatti, può capitare che, dopo la stipula di un contratto, una delle parti non rispetti i propri obblighi e si riveli, dunque, inadempiente. Per fortuna, il nostro ordinamento fornisce una serie di rimedi nei confronti di chi, invece, tenga “fede” agli impegni assunti. Tra questi, particolarmente efficace è il meccanismo della caparra. Ecco che allora ci si chiede: quando deve essere restituita la caparra? Quando si perde la caparra? Quando si ha diritto al doppio della caparra? A tanto risponderemo nel presente articolo. Prima, però, cerchiamo di fare chiarezza e di comprendere, dunque, cos’è la caparra e come funziona il relativo meccanismo.

Caparra: cos’è e come funziona

Se una parte non rispetta il contratto, l’altra può trattenere la caparra o esigere il doppio della caparra stessa. Vediamo allora cos’è la caparra e come funziona questo meccanismo.

La caparra consiste in una somma di denaro (o in una quantità di cose fungibili) che una parte consegna all’altra. La caparra ha anzitutto funzione confirmatoria. Ed infatti, per quanto la firma di un contratto possa ritenersi una garanzia (atteso che «scripta manent»), non c’è dubbio che la consegna di  qualcosa di “concreto”, dia comunque più certezze e conferme (da qui il nome di caparra confirmatoria [1]). La caparra confirmatoria consiste, dunque, nella materiale dazione di una somma di denaro o di altre cose fungibili, in considerazione di un possibile inadempimento o, meglio, di una mancata esecuzione del contratto che le parti intendono stipulare. In termini semplici, ciò che si dà a titolo di caparra rappresenta una sorta di “conferma” dell’accordo o del contratto. Se poi, il contratto viene adempiuto, la caparra sarà calcolata come un anticipo della prestazione, e cioè come un principio di pagamento. Ma qual è la funzione della caparra nel caso in cui una delle parti non dovesse rispettare il contratto?

Caparra: a cosa serve?

Per comprendere qual è la funzione della caparra in caso di inadempimento del contratto facciamo un esempio. Poniamo che Tizio e Caio abbiano stipulato un contratto preliminare di compravendita e che Caio, dunque, abbia promesso di comprare da Tizio un immobile, consegnandogli – a conferma dell’accordo – una caparra. Successivamente, però, uno dei due non rispetta gli accordi presi. Cosa succede? Analizziamo entrambe le ipotesi [2]:

  • Se ad essere inadempiente è la parte che ha consegnato la caparra, allora l’altra parte potrà decidere di recedere dal contratto e avrà inoltre il diritto di trattenere la caparra. In caso di inadempienza, dunque, chi ha consegnato la caparra perderà i soldi versati a titolo di caparra.
  • Se invece a risultare inadempiente è colui che aveva ricevuto la caparra, allora l’altra parte potrà parimenti recedere dal contrattoe avrà, inoltre, il diritto di esigere il doppio della caparra. Quindi, se ad essere inadempiente è colui che ha ricevuto la caparra, costui sarà tenuto non solo a restituire la caparra, ma a versare il doppio di quanto ricevuto a titolo di caparra.

Ricapitolando, dunque, in caso di inadempimento del contratto, alla parte non inadempiente è riconosciuta – a seconda delle due ipotesi esaminate – la possibilità di trattenere la caparra o di esigere il doppio di quella prestata.

Il meccanismo descritto, però, non rappresenta l’unica soluzione offerta alla “parte diligente” nei confronti dell’altra. La parte adempiente, infatti, potrà decidere anche di percorrere altre strade. Vediamo quali.

Altri rimedi: risoluzione e risarcimento  

Qualora una delle parti non abbia rispettato gli impegni presi con il contratto, l’altra parte – ove lo preferisca – può anche scegliere di non recedere dal contratto, chiedendo:

  • l’esecuzione o la risoluzione del contratto;
  • il diritto al risarcimento del danno.

Nel nostro esempio, quindi, Tizio (promittente venditore che aveva ricevuto la caparra) potrebbe decidere di non recedere dal contratto preliminare di compravendita, ma di chiedere (ovviamente dinanzi ad un giudice) che lo stesso sia eseguito [3] o che sia definitivamente risolto. Tizio avrà, inoltre, diritto al risarcimento del danno. Bene, anche in tal caso la caparra ha una funzione: essa servirà come parziale garanzia concreta del risarcimento dei danni che il giudice liquiderà. Si tratta, in altre parole, di una sorta di liquidazione anticipata dei danni subiti.

Anche chi ha consegnato la caparra potrà – a sua scelta – scegliere di andare in tribunale percorrendo la via della risoluzione contrattuale e del risarcimento dei danni subiti, fermo restando che questi avrà comunque diritto alla restituzione della caparra.

Caparra: quando deve essere restituita

Sul punto, si è pronunciata la Corte di Cassazione con una recentissima ordinanza [4], affermando che in caso di risoluzione del contratto la caparra deve essere sempre restituita. Ecco, nel dettaglio, cosa ha affermato la Suprema Corte.

Caparra: deve essere restituita per effetto della risoluzione

A detta della Corte di Cassazione, la restituzione della caparra è dovuta dal contraente inadempiente per effetto della risoluzione, perché con la risoluzione del contratto viene meno la sua causa giustificativa.

In tema di caparra, dunque, qualora la parte non inadempiente, invece di recedere dal contratto, preferisca domandarne la risoluzione, avrà comunque diritto alla restituzione di quanto versato a titolo di caparra per effetto della risoluzione stessa, che fa venir meno la causa giustificativa della caparra. Ciò posto, la caparra deve essere restituita da chi non adempie il contratto poi risolto, poiché con la risoluzione del contratto viene meno la causa giustificativa della caparra.

 

note

[1] Da tenere distinta dalla caparra c.d. penitenziale: la somma data a titolo di caparra penitenziale, infatti, non rappresenta una cautela contro l’inadempimento. Essa rappresenta il corrispettivo della facoltà prevista dalle parti di esercitare il diritto di recesso.

[2] Disciplinate dall’art. 1385 Cod. Civ.

[3] Ex art. 2932 Cod. Civ.

[4]  Cass. ord. n. 11012/2018.

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