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Detrazione spese funebri: serve la parentela?

18 maggio 2018


Detrazione spese funebri: serve la parentela?

> Business Pubblicato il 18 maggio 2018



Il vincolo di parentela non è più un requisito necessario per portare in detrazione le spese funebri. Vediamo nel dettaglio come detrarre le spese sostenute anche per un conoscente

Ci vogliono i soldi pure per morire! Quest’espressione, che sembra un detto banale, rappresenta un’amara verità: morire costa e le spese funebri costano care. Tuttavia, come consolazione, ciascun contribuente che le ha sostenute nell’anno precedente può portarle in detrazione. Vediamo quindi come funziona la detrazione spese funebri per il 2018 e chi può beneficiarne, quali gli importi, i limiti di spesa e come fare per scaricare le spese del funerale dalle tasse. Ecco tutto quello che c’è da sapere soprattutto con riguardo alle spese funebri sostenute per un conoscente non legato al contribuente da vincoli di parentela.

Spese funebri: come opera la detrazione?

I contribuenti che nel corso del 2017 hanno sostenuto spese funebri possono portarle in detrazione nella prossima dichiarazione dei redditi. Nel modello 730 precompilato queste sono già indicate insieme alle spese mediche e sanitarie e quelle relative all’istruzione. Dunque, anche le spese funebri rientrano nell’elenco delle detrazioni fiscali da indicare nel modello 730/2018.

Ciò detto, vediamo chi può beneficiarne, a quanto ammonta la detrazione e quali gli importi ed i limiti di spesa.

Detrazione spese funebri 2018: chi può beneficiarne?

Prima di comprendere a quanto ammonta la detrazione per le spese funebri, vediamo chi può beneficiarne, chi cioè può scaricare dalle tasse le spese sostenute per un funerale. Questa precisazione, infatti, non è affatto superflua atteso che solo a partire dal 2016 è stato abolito il cosiddetto vincolo di parentela, che permetteva soltanto ai parenti di godere dello sgravio sull’Irpef. Per questa ragione quella del 2018 è la seconda dichiarazione dei redditi in cui possono essere portate in detrazione le spese funebri sostenute per soggetti non legati da vincoli di parentela. Ma vediamo i dettagli.

Fino al 2016, infatti, avevano diritto alla detrazione delle spese per un funerale solo:

  • il coniuge;
  • i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

A partire dalla dichiarazione dei redditi dello scorso anno, invece, la platea dei soggetti che possono beneficiare della detrazione è stata notevolmente ampliata. Ed infatti, dopo l’abolizione del vincolo di parentela, tutti coloro che hanno sostenuto le spese per il funerale possono beneficiare della relativa detrazione.

Spese funerale 2018: a quanto ammonta la detrazione?

Per quanto concerne le spese sostenute in dipendenza della morte di una persona,  viene riconosciuta una detrazione del 19% per un importo non superiore a 1.550 euro per ciascun funerale.

Dunque:

  • la percentuale di detrazione da applicare alle spese è del 19%;
  • il limite di spesa massima su cui calcolare il 19%, è pari a 1.550 euro.
  • il 19% di 1550 è pari a 294,50 euro, ed è questa la quota massima di spesa che i contribuenti possono portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi.

In sostanza, le spese funebri sono detraibili al 19% per un massimo di spesa pari a 1.550 euro, per cui si possono detrarre fino a 294,50 euro.

Facciamo un esempio pratico:se, per esempio, il contribuente ha speso 4mila euro per le spese funebri di un parente o di un amico,  potrà detrarre dall’Irpef solo l’importo limite, ovvero 1.550 euro. Bisognerà poi calcolare il 19% di tale cifra: il risultato che viene fuori da questa operazione, ovvero 294,50 euro, potrà portarlo in detrazione dalle tasse.

Funerale pagato da più persone: come si divide la detrazione?

Come si divide la detrazione se a sostenere le spese funebri sono più persone? Ebbene, se la spesa è stata sostenuta da più contribuenti, la detrazione complessiva va suddivisa tra quelli che hanno contribuito alla spesa per il funerale. Dunque, la detrazione totale di 294,50 euro, va suddivisa per quanti hanno contribuito alla spesa per il funerale, o dei funerali qualora vi sia stato più di un decesso nell’arco dello stesso anno. In questa casi, ai fini della detrazione delle spese funebri, se la fattura emessa dall’agenzia funebre risulta intestata ad una sola persona, ma al pagamento di essa hanno contribuito altre persone, occorre riportare su di essa un’annotazione firmata dall’intestatario con la quale si certifichi che l’importo fatturato è stato suddiviso tra più soggetti. In questo modo, chi ha contribuito a pagare la spesa, otterrà una copia della fattura che dovrà conservare ed utilizzare successivamente come documentazione di spesa per godere la detrazione pro-quota.

Per ottenere le detrazioni, infatti, è sempre necessario conservare alcuni documenti che attestino l’effettivo sostenimento della spesa. Vediamo quali.

Spese funebri: quali documenti servono per la detrazione?

Come anticipato, per poter scaricare dalle tasse le spese sostenute per un funerale, è necessario conservare la relativa documentazione. Ciò in quanto è necessario dimostrare di aver effettivamente sostenuto la spesa. Tra i documenti da conservare, dunque, ci sono le fatture dell’impresa funebre, del fioraio e quella dei servizi comunali. È molto importante, inoltre, che  i documenti siano conservati anche in vista dell’apertura della successione. Le spese funerarie, infatti, devono essere inserite durante la compilazione della dichiarazione di successione. Per maggiori approfondimenti, leggi anche: Dichiarazione di successione: cos’è e chi deve farla?.

Spese funerarie: cos’è il principio o criterio di attualità?

Sul punto, inoltre, è bene sapere che deve essere sempre rispettato il cosiddetto principio o criterio di attualità. Ciò in quanto il Fisco ammette in detrazione solo le spese legate da un vincolo di causa a effetto. Nel caso di specie, la causa è la morte di una persona e l’effetto è costituito dal costo del funerale. Ne consegue che ai fini della detrazione delle spese funebri, sono “scaricabili” solo le spese sostenute in occasione della morte e non anche quelle effettuate prima, come ad esempio l’acquisto di un loculo o di una tomba familiare, o dopo come ad esempio le spese di esumazione.

Spese funebri: come scaricarli dalle tasse

Tutto ciò chiarito, vediamo come detrarre dalle tasse le spese sostenute per un funerale e come inserire le spese funebri nel modello 730 al fine di ottenere le detrazioni.

Per inserire le spese funebri nel modello 730/2018 si fa riferimento al quadro E ed in particolare al rigo intitolato “Spese funebri”. I contribuenti che desiderano ricevere le detrazioni, entro la scadenza della dichiarazione dei redditi 2018, dovranno indicare le spese sostenute nel seguente modo:

  • Modello 730/2018: righi tra E8 e E10, codice spesa 14;
  • Modello Redditi persone fisiche 2018: quadro RP rigo 14 della sezione I, codice spesa 14.
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