Diritto e Fisco | Editoriale

Come pagare meno tasse?

22 luglio 2018


Come pagare meno tasse?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 luglio 2018



Tasse: è possibile pagarne meno in maniera legale? In Italia vige un’alta pressione fiscale, come comportarsi per vedere ridotte le imposte fiscali e non incorrere in gravi sanzioni.

Come pagare meno tasse è una tra le domande più richieste ai commercialisti di tutta Italia. E, fortunatamente, una risposta c’è. Come ogni anno, a metà giugno lo Stato italiano bussa insindacabilmente alla porta dei cittadini italiani che devono pagare le tasse. Un mese terribile per chi è costretto ogni anno a saldare il conto con lo Stato. Faldoni alla mano contenenti fatture, registri, note spese: che si tratti di dipendenti o di piccoli imprenditori con Partita Iva, il fiato sul collo è solo una delle tante sensazioni che accomunano chi si accinge alla scrivania del commercialista. Questo perché, per chi non ha un lavoro da dipendente, il calcolo delle tasse da pagare non è affatto affare di poco conto. Eppure, in tanti, pur rivolgendosi a un professionista di fiducia, non comprendono lo strano mondo che ruota attorno al tema delle tasse. Al disagio che nasce di fronte a un tema così nebuloso per molti, si affianca una problematica ancor più contingente. L’economia italiana non brilla certo in quest’ultimo periodo per vivacità e ricchezza. E tanti lavoratori, imprenditori e liberi professionisti lottano con le unghie e con i denti per cercare di strappare l’ultimo centesimo dalle tasse per arrivare a ottenere un salario dignitoso. Si sa, l’Italia è uno tra i paesi europei con la maggiore pressione fiscale. Secondo le ultime statistiche, infatti, a mettere in ginocchio le imprese, piccole o grandi che siano, non sarebbe solo la crisi e la mancanza di lavoro ma, soprattutto, l’eccessivo peso delle tasse.

In molti dunque si chiedono come pagare meno tasse, senza infrangere la legge.

Dove vanno a finire le tasse pagate allo Stato?

La grave pressione fiscale cui ogni lavoratore è costretto fa sorgere spontanea una domanda ben più sottile. Dove vanno a finire le tasse raccolte dallo Stato ogni anno? In buona sostanza, le tasse pagate dai cittadini allo Stato servono a finanziare opere e servizi di cui godranno successivamente i cittadini stessi.

Tributi, tasse e contribuiti: cosa sono?

Quando si parla di pressione fiscale, si usa in maniera quasi univoca il termine tasse. Esso però indica qualcosa di ben specifico ed è bene porre una distinzione affinché il tema risulti più chiaro. Generalmente in ambito economico si distinguono tre termini che, nella lingua comune, vengono utilizzati quando si parla di tasse. In realtà, hanno significati ben diversi l’uno dall’altro. Vediamoli nel dettaglio:

Imposte: cosa sono?

Con questo termine si fa riferimento alla somma prelevata dallo Stato, in base a specifici criteri, a ciascun cittadino per far fronte alla gestione dei servizi indivisibili fra tutti i cittadini. Si pensi alla gestione della giustizia, dei corpi militari, della sanità.

Tasse: cosa sono?

Le tasse, specificatamente, sono quel prelievo che lo Stato attua nei confronti di chi usufruisce di un bene divisibile. Si pensi alla tassa che ogni anno lo studente universitario paga per poter accedere alla propria formazione universitaria. Oppure la tassa che il cittadino versa per poter partecipare a un concorso indetto da un Ente statale, per diventare insegnante piuttosto che infermiere…

Contributi: cosa sono?

I contributi, infine, sono quella somma che ciascun cittadino versa allo Stato in vista di un servizio futuro. Si pensi in questo caso ai contributi sociali, ovvero quegli accantonamenti che il cittadino dispone per ottenere, un giorno, la pensione cui avrà diritto.

Come pagare legalmente meno tasse in Italia?

Come pagare mano tasse senza infrangere la legge è una domanda che tanti si pongono. In molti hanno trovato una risposta a questo dilemma che attanaglia la maggior parte dei cittadini. Tuttavia, non sempre la soluzione trovata si rivela legale. Chi ha testato i tanto discussi paradisi fiscali, chi ha provato a trasferire all’estero imprese e capitali, chi ha attuato compra-vendite dei loro beni con personaggi ambigui o prestanome. Qualcuno di loro sembra avercela fatta ma, per la maggior parte di questi, l’Agenzia dell’Entrate – l’ente che si occupa della riscossione delle tasse in Italia – ha bussato alla porta e non è stata certo a guardare le ricchezze accumulate senza contribuire in qualche modo alle esigenze dello Stato. Le pene sono infatti estremamente severe.

Ma anche per chi volesse fare le cose in regola, rispettando la legge e le scadenze, i problemi che si presentano se si sgarra non sono indifferenti. Non sempre, infatti, il cittadino ha a disposizione la liquidità necessaria per far fronte alle rate da pagare. Tasse non pagate, pagate in ritardo, cartelle esattoriali, e sanzioni sono solo alcune delle conseguenze che potrebbe vivere un qualsiasi cittadino che non ce la fa a saldare il debito con lo Stato. E, di nuovo, l’Agenzia delle Entrare si farebbe viva. Sanzioni e interessi che si sommano alle già cariche cartelle esattoriali sarebbero solo l’antipasto di un vortice nel quale nessuno vorrebbe entrare.

Come pagare meno tasse con l’aiuto del commercialista

E allora, quando il commercialista avverte che è tempo di consegnare la documentazione relativa all’anno precedente, è possibile pagare meno tasse? Fortunatamente sì, ci sono delle soluzioni per pagare meno tasse.

Ogni anno, come ogni buon professionista sa, le leggi che regolano la tassazione dei singoli cittadini si moltiplicano, si modificano, cambiano per una cifra piuttosto che per un contenuto. A suon di cambi di Governo e riforme, le novità caratterizzano ogni 365 giorni le elucubrazioni negli studi di tributaristi e commercialisti. La corsa per l’aggiornamento e la conoscenza dell’ultima revisione è all’ultimo sangue, ma tutto questo grande impegno consentirà all’utente di poter risparmiare sulle tasse e di non veder sfumare tutto il suo guadagno nelle imposte.

Come pagare meno tasse trasferendosi all’estero

Molti contribuenti hanno provato la carta del trasferimento all’estero, in Stato dove la tassazione è più conveniente. Ad esempio, chi si trasferisce in Portogallo non paga imposte sui redditi per i primi 10 anni. Naturalmente si tratta di una manovra elusiva, per cui l’Agenzia delle Entrate sottopone a tassazione in Italia i soggetti che risultano non effettivamente trasferiti. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile». Leggi Come portare la pensione all’estero e vivere da ricchi.

Come redigere una dichiarazione dei redditi e pagare meno tasse

Non è necessaria una laurea in Economia per poter approntare una cartella che contenga tutti i documenti necessari a redigere una eccellente e proficua dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta precedente.

Per redigere una dichiarazione dei redditi delle persone fisiche che consenta di ottenere un consistente sgravio del valore delle tasse che saremo tenuti a pagare a giugno, è opportuno fare attenzione alle spese sostenute durante l’anno di cui si sta compilando la denuncia. Alcune di queste spese infatti possono essere utili al fine di ridurre concretamente il valore delle imposte che saremo tenuti a pagare allo Stato.

Ogni anno INPS, l’ente che si occupa oltre che della gestione pensionistica sul territorio nazionale, della vigilanza dell’esatto versamento dei contributi in riferimento ad obblighi di legge, fornisce una Guida aggiornata per la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. All’interno di questa guida l’INPS fornisce l’elenco dettagliato di tutte le spese che danno diritto pagare meno tasse.

Detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e detrazioni fiscali sono i termini con i quali vengono definite le formule che consentono al cittadino di pagare meno tasse.

Grazie a queste formule i cittadini possono dichiarare oltre ai redditi percepiti le spese sostenute e che possono permettere di ottenere uno sgravio fiscale, a volte non indifferente.

Cosa sono la detrazione fiscale e la deduzione fiscale

Quando si cerca di capire come pagare meno tasse si parla di detrazioni fiscali e deduzioni fiscali. Entrambi i termini indicano una serie di agevolazioni di cui il cittadino può godere ai fini fiscali. Tuttavia, sono realtà ben distinte.

Con il temine detrazione fiscale si intende la detrazione cui ha diritto chi presenta la dichiarazione dei redditi attraverso il modello 730 o il modello Redditi. Le spese sostenute dal contribuente verranno sottratte all’imposta lorda IRPEF. In questo modo il valore dell’imposta IRPEF sarà minore.

La detrazione fiscale si distingue dalla deduzione fiscale poiché è un valore che si rileva dalla imposta lorda.

La deduzione invece è un valore che viene ottenuto, se si ha diritto, dal reddito privo del valore dell’aliquota, quindi dal reddito imponibile.

Quali spese detrarre per pagare meno tasse

Dal momento che sono moltissime le spese che si possono detrarre e gli oneri deducibili, è bene rivolgersi a un commercialista per evitare di incappare in errori. Tuttavia, un elenco ben fornito di spese che possono essere utili per pagare meno tasse sarà sicuramente un valido aiuto per fronteggiare il caos in cui veleggia il cittadino quando è tenuto a compilare la dichiarazione dei redditi.

Compilare una denuncia dei redditi richiede una certa dose di pazienza e, soprattutto, di organizzazione. un escamotage vantaggioso è quello di raccogliere in un faldone tutta la documentazione relativa alle spese sostenute durante l’anno relativo alla dichiarazione dei redditi.

Ma, col tempo, sicuramente questo faldone assumerebbe dimensioni mastodontiche se non si predispone un filtro efficace.

Vediamo insieme nel dettaglio quali spese permettono di pagare meno tasse.

Generalmente si dividono in 4 categorie: le spese sanitarie, le spese per la famiglia e i figli, le spese per l’istruzione e la cultura e le spese per la casa.

Come pagare meno tasse con le spese sanitarie

Per quel che riguarda le spese sanitarie e mediche si fa riferimento a:

  • le prestazioni eseguite dal medico generico
  • l’acquisto di medicinali
  • le prestazioni specialistiche
  • le analisi e le terapie
  • le prestazioni chirurgiche
  • i ricoveri in ospedale o clinica
  • il trapianto di organi
  • le cure termali
  • l’acquisto di dispositivi medici
  • l’assistenza infermieristica e riabilitativa
  • le spese per veicoli per persone con disabilità
  • le spese per l’acquisto di cani guida
  • le spese sostenute per servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordi
  • le prestazioni rese da personale quale gli addetti all’assistenza di base o gli operatori tecnici assistenziali

Sono inoltre scaricabili dalle tasse le spese affrontate per la casa di riposo e per il pagamento di un funerale.

Al fine di poter scaricare tali spese mediche si dovrà conservare la documentazione necessaria a dimostrare di aver effettuato le stesse. Si consiglia quindi di conservare e allegare alla dichiarazione fatture e scontrini che attestino quanto sostenuto. Inoltre, per poter effettivamente godere di tali detrazioni, si dovrà prestare attenzione a restrizioni e norme. Nonostante sul sito dell’Agenzia delle Entrate si possa trovare tutta la normativa del caso, di seguito riportiamo alcuni esempi pratici.

Per esempio, per quello che concerne le spese relative all’acquisto di medicinali, si dovranno conservare e allegare, gli scontrini fiscali relativi, ma anche il codice alfanumerico che si trova sulle confezioni dei medicinali acquistati, oltre ovviamente al codice fiscale del destinatario di questi ultimi. Questo tipo di documentazione dovrà essere specificato nei righi preposti del modulo 730.

Per fornire un altro esempio pratico, al fine di poter capire cosa e come è possibile scaricare delle spese per le case di riposo e le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali), si dovrà verificare con attenzione la documentazione delle spese rilasciata dalle strutture stesse. Infatti, all’interno delle spese totali, si troveranno quelle relative alla parte alberghiera (vitto e alloggio), divise da quelle sanitarie. Si deve tenere a mente che solo queste ultime possono essere scaricate. Inoltre possono essere interamente scaricate solo se l’assistito è disabile o invalido. In questo caso lo stesso potrà dedurre il 100% di quanto sostenuto, ma oltre a lui, potranno dedurre le spese anche i famigliari più stretti che sostengono le stesse (coniuge, figli, genitori, fratelli e sorelle, nuore e generi, suoceri), questo a prescindere che l’assistito sia fiscalmente a carico o meno. Se non vi fossero queste condizioni, la detrazione sarà pari al 19% della spesa sostenuta.

Un altro esempio, potrebbe essere quello relativo alle cure termali. In questo caso l’Inps potrebbe arrivare a pagare le spese alberghiere per recarsi a godere delle suddette cure, mentre le stesse saranno a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Ticket e spese di viaggio unici esborsi da parte del paziente. Ma ovviamente, anche in questo caso si devono rispettare dei requisiti per poter avere diritto a quanto detto. Infatti ne potranno godere solo i lavoratori dipendenti che versano i contributi Ivs, oltre a altri requisiti facilmente rintracciabili sul sito dell’Inps. Le domande devono essere presentate dal 1 gennaio al 30 settembre in forma telematica all’ufficio Inps di residenza. Inoltre il medico curante, prima che venga effettuata la richiesta all’Inps, dovrà inviare al Servizio Sanitario Nazionale il certificato medico con la prescrizione delle cure termali, indicando la patologia per le quali vengono richieste.

Come pagare meno tasse con le spese per la famiglia e i figli

Per quanto concerne la possibilità di scaricare dalle tasse le spese sostenute per la famiglia e i figli si fa riferimento al bonus figli a carico 2018. Con questa circolare ci si riferisce alle spese sostenute per ciascun figlio a carico (ovvero fino al compimento dei 24 anni con soglia di reddito fino a 4000 Euro, per i figli maggiori di 24 anni la soglia è di 2.840,51 Euro).

Per le spese sostenute per i figli a carico la misura della detrazione non è fissa, ma variabile. Si farà pertanto riferimento a:

  • l’ammontare del reddito del genitore
  • l’età del figlio
  • i figli con handicap
  • il numero dei figli

Questo tipo di detrazione permette di detrarre dalle proprie tasse delle discrete cifre. Il calcolo di quanto è possibile detrarre si effettua tramite questa formula:

950 Euro x (1 – reddito complessivo/95.000)

Per ogni figlio successivo al primo l’importo di 95.000 euro è aumentato di 15.000 Euro.

È bene ricordare che è possibile detrarre sia il 100% da uno dei due genitori che il 50% da entrambi. Per capire quale sia la scelta più conveniente delle due, si deve sapere che la legge prevede, in caso di incapienza, (cioè quando l’ammontare delle detrazioni di cui si può beneficiare è superiore al lordo dell’imposta) l’eccedente non potrà essere chiesto né per altri tipi di tributi, né in una successiva dichiarazione dei redditi. Il consiglio è quindi quello di effettuare bene i calcoli e scegliere l’opzione che permetta di usufruire di tutto l’ammontare delle detrazioni. Le quali ricordiamo che prevedono i seguenti importi:

  • Da Euro 800 e Euro 950 per ogni figlio a carico con più di tre anni
  • Da Euro 900 a Euro 1220 per ogni figlio a carico con meno di tre anni
  • Da euro 220 a Euro 440 da aggiungere per ogni figlio portatore di handicap

Come pagare meno tasse con le spese per l’educazione e la cultura

Un’altra macro categoria di spese per le quali è possibile chiedere e ottenere un importante sgravio fiscale è quella inerente alle spese sostenute a favore dell’educazione e la cultura. Si pensi, per esempio, a quante spese affrontano le famiglie nel momento in cui i figli iniziano l’attività scolare. La formazione è indubbiamente importante ma comporta un investimento notevole. Fortunatamente lo Stato partecipa all’investimento formativo per le nuove generazioni coprendo in parte le spese sostenute dai genitori.

Tra tutte le spese detraibili dalla dichiarazione dei redditi è possibile scaricare, tra le altre,

  • le spese scolastiche
  • le donazioni sostenute alle attività culturali ed artistiche
  • le donazioni a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado
  • le spese per istruzione diverse da quelle universitarie
  • le spese per istruzione universitaria
  • le spese per attività sportive
  • le spese sostenute per il riscatto degli anni di laurea
  • le spese sostenute per coprire il canone di affitto per studenti universitari fuori sede
  • le erogazioni liberali fatte alle società sportive e alle ASD, Associazioni sportive dilettantistiche

Per quel che riguarda le attività di promozione culturale, di seguito l’elenco di alcune tra le più comuni detraibili:

  • le erogazioni liberali a favore delle associazioni di promozione sociale
  • le erogazioni liberali a favore di fondazioni operanti nel settore musicale
  • le erogazioni liberali a favore di ONLUS (dal 1° gennaio 2018 è prevista una detrazione pari al 30 per cento, che sale al 35 nel caso in cui a beneficiare della donazione sia una Organizzazione di Volontariato)

Come pagare meno tasse con le spese per la casa

È possibile pagare meno tasse anche affrontando spese per la manutenzione e la cura della propria abitazione. Infatti, le norme che si sono succedute nell’arco di questi decenni hanno favorito l’ammodernamento e la manutenzione delle case degli italiani, a favore non solo dei cittadini stessi ma anche dell’impatto ambientale e del risparmio energetico. Una questione non da poco di questi tempi.

Di seguito un elenco delle spese per la casa che possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi e far risparmiare non pochi Euro al cittadino:

  • ristrutturazione
  • mobili ed elettrodomestici
  • interventi di risparmio energetico (dal 65% all’85%)
  • acquisto e installazione condizionatori
  • interventi antisismici

E’ utile sapere che, sempre parlando di casa, è possibile risparmiare notevoli cifre grazie al Bonus Prima Casa utilizzato per l’acquisto di un immobile. Questo permette di poter pagare l’imposta di registro al 2% sul valore catastale dell’immobile, invece che al 9% previsto se si acquista da un privato. Inoltre, se si dovesse acquistare da un’impresa soggetta a IVA, quest’ultima sarà pari al 4% invece che al 10%. È facile intuire come questi sgravi permettano di risparmiare molti soldi sull’acquisto di una casa. Ma quali sono i requisiti per poterne usufruire?

  • Innanzitutto non si deve trattare di un immobile di lusso.
  • Inoltre l’acquirente non deve possedere un altro immobile su tutto il territorio nazionale acquistato tramite questo bonus.
  • In più l’acquirente dovrà trasferire la propria residenza nel Comune nel quale è stato comprato l’immobile.
  • Da ultimo chi ha acquistato non deve possedere, anche se in comunione con il coniuge, un’altra casa nel comune dove si è acquistato l’immobile.

Sempre parlando di case, spesso ci si rende conto che queste ultime possono incidere notevolmente sulle tasse dovute. È possibile ovviare a queste imposte tramite la donazione di un immobile a un parente in linea retta (figli o coniuge, per esempio). Questo tipo di operazione gode di notevoli sgravi fiscali, specialmente se il valore dell’immobile stesso è inferiore a 1 milione di Euro. La legge infatti prevede che la tassa sulle donazioni sia pari al 4% dell’eccedente la franchigia di 1 milione di Euro, questo significa che per donazioni inferiori a tale cifra, non verrà applicata questa tassa.

Inoltre, le imposte catastali e ipotecarie, pari rispettivamente al 1% e al 2% del valore dell’immobile, non verranno applicate se si tratta di una donazione come prima casa. In tal caso infatti si verserà solo una misura fissa di 200 Euro per ciascuna.

Questo significa che a conti fatti sarà possibile donare un immobile a un parente diretto pagando cifre irrisorie. È semplice capire come tramite questa operazione, se si dovessero rispettare i dovuti requisiti, si riuscirà ad avere notevoli risparmi sulle tasse dovute per le proprietà immobiliari.

Quali documenti servono per pagare meno tasse

Al fine di pagare meno tasse è opportuno conservare tutti gli scontrini delle spese sostenute durante l’anno per il quale si sta compilando la dichiarazione dei redditi. Sarà un’impresa: a fronte di tante spese tanti saranno anche i pezzi di carta da mettere da parte. E se, presi dallo sconforto per la mole di tagliandi raccolti alla fine del primo semestre decideremo di mettere da parte meno scontrini, a pagarne le conseguenze non sarà altro che l’utente poco accorto.

Con l’introduzione del modello precompilato di dichiarazione dei redditi (730 e Modello redditi persone fisiche) lo Stato inserisce in maniera automatica le spese sostenute dal cittadino. Ma si sa, l’errore è sempre dietro l’angolo. Tenere un buon archivio delle proprie spese, diviso anno per anno, si rivela un’ottima soluzione per affrontare al meglio l’incontro con il commercialista prima e con le tasse poi. Il fatto di aver conservato gli scontrini delle spese sostenute consente al cittadino di poter apportare le modifiche più opportune alla dichiarazione dei redditi precompilata e, in questo caso, di giustificare al fisco la modifica presentando la documentazione necessaria, ovvero lo scontrino stesso.

Un’ulteriore buona prassi che ogni cittadino che ha capito come pagare meno tasse è quella di fotocopiare gli scontrini raccolti. Può capitare infatti che il fisco bussi alla porta alcuni anni dopo la dichiarazione dei redditi presa in esame. Gli scontrini purtroppo vengono stampati su carta chimica e questa, col tempo, sbiadisce il colore dell’inchiostro rendendo impossibile decifrare il testo lì stampato. Un’accortezza per pagare meno tasse dunque è anche quella di tenere una copia duratura delle spese sostenute.

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